Situazione Ospedale di Alcamo, la politica prende la parola

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Dopo tante “denunce” di associazioni e esponenti del mondo sanitario, arriva la reazione del mondo politico in merito alla situazione dell’Ospedale di Alcamo

Iniziamo con il Sindaco Domenico Surdi, che giorni fa ha partecipato in video conferenza all’audizione della VI Commissione parlamentare regionale sulle problematiche riguardanti l’ospedale di Alcamo, San Vito e Santo Spirito.

Dichiara Surdi “è fondamentale che i reparti in affanno, quali cardiologia e psichiatria, che svolgono un servizio eccellente siano potenziati. Bisogna lavorare per l’ingresso di nuovi cardiologi”. Continua il Sindaco “la psichiatria non va toccata perché garantisce alle famiglie che vivono il dramma delle malattie mentali un presidio unico.

E voglio ringraziare l’on. le Valentina Palmeri e la VI Commissione per essersi fatti carico di queste problematiche che, da tempo, creano preoccupazione nella comunità alcamese.

“Serve una forte presa di posizione da parte dei vertici aziendali e regionali affinché i medici, insieme al personale sanitario siano potenziati, perché il nostro ospedale è una struttura sanitaria indispensabile per tutto il territorio del Golfo. Vigileremo affinché le autorità competenti, Regione e ASP facciano la propria parte”.

L’onorevole Palmeri in un comunicato si era così espressa dopo l’audizione in VI commissione:

“Nella considerazione che servono soluzioni strutturali e integrate per il lungo termine, la deputata Palmeri è entrata subito nel merito delle principali criticità che mettono a repentaglio la ‘sopravvivenza’ di interi reparti, non solo la piena funzionalità, e che quindi richiedono riposte di buon senso, innanzitutto, nel breve e brevissimo tempo, evidenziando in particolare che:

“- per psichiatria il grave ritardo sull’attivazione del concorso ancora non espletato dal 2019, c’è stato per tutto il mese di giugno un solo medico per tutto il territorio (Alcamo Castellammare e Calatafimi) tra infortuni e dimissioni;

– per cardiologia la mancanza di medici, ad oggi solo quattro cardiologi che a breve potrebbero diventare 3, e che non possono operare in sicurezza dovendo espletare turni massacranti. Per di più, dal momento che è stata soppressa la guardia attiva notturna, si è passati ad un regime di reperibilità nottuna, cosa che non è accettabile per un reparto emergenziale come cardiologia, bisogna riconsiderare eventuali trasferimenti di medici attuati dal nostro piccolo – ma fondamentale per diversi comuni – nosocomio, verso reparti ambulatoriali di ospedali più grandi presenti nel territorio, e quindi bisogna attivare le guardie attive”. L’ultimo recente concorso per il reclutamento di cardiologi, purtroppo, atteso da 2 anni, non ha risolto il problema: erano tante le domande, ben 90, ma si sono presentati in pochi e in pochissimi hanno firmato il contratto. Sarebbe utile comprenderne le motivazioni.

– la grave penuria di personale infermieristico e OSS, nello scorso dicembre ci furono garanzie da parte dell’ASP sull’arrivo di questo personale, ma da allora pochissime figure sono state rimpinguate, a fronte di decine che mancano;

– per urologia la presenza di soli due medici.

Peronalmente – continua Palmeri – credo che le rassicurazioni del dottore Zappalà sull’attuale sicurezza dei pazienti cardiopatici e sulle tempistiche per l’arruolamento di nuovo personale, non possano ritenersi esaustive, auspico, nonostante ciò, che quanto riferito trovi piena attuazione, soprattutto nell’interesse dei cittadini, utenti dell’ospedale, affinchè venga garantito il pieno diritto all’assistenza e alla salute. Domani l’assessore Razza sarà presente in commissione per un’altra audizione, avrò l’opportunità di avere qualche ulteriore risposta in merito alle problematiche ivi indicate”.

“L’attuale ospedale della città di Alcamo versa in una situazione complicata in ordine alla sicurezza dei pazienti e dei cittadini che hanno bisogno di cure”. questa volta a far sentire la sua voce è il deputato nazionale Antonio Lombardo di Facciamo Eco, che inoltre afferma:
“In particolare, lo scorso 22 luglio ho inoltrato una nota all’Asp Tp chiedendo informazioni sugli interventi per garantire assistenza sanitaria ai pazienti del reparto di Cardiologia.
Oggi ho ricevuto una risposta che, per certi versi, è veramente difficile da commentare.
Si afferma, infatti, che nel nosocomio alcamese durante la notte è attivo un servizio di reperibilità cardiologica, ergo: la notte nell’ospedale di Alcamo non è presente alcun cardiologo!
Per l’Asp di Trapani, però, la situazione non sembra destare particolari preoccupazioni, infatti la stessa dichiara che: “ALLA LUCE DI QUANTO ESPOSTO, VIENE QUINDI GARANTITA UN’ADEGUATA ASSISTENZA SANITARIA AI PAZIENTI.”
Conseguentemente, un infartuato che malauguratamente dovesse arrivare la notte presso il pronto soccorso di Alcamo dovrebbe attendere l’arrivo del cardiologo reperibile (tempo max 30 minuti) e il successivo trasporto presso gli ospedali di Trapani o Palermo (30/40 minuti).
Nel frattempo sarebbe sottoposto alle cure di un medico del reparto di medicina o del medico di anestesia.
Questo è inaccettabile.
Un bacino come quello di Alcamo, che in questo momento può raggiungere potenzialmente anche i 100K residenti, non può non avere un cardiologo in servizio e presente in ospedale durante tutta la notte, in questo modo non viene assicurato alcun livello minimo di assistenza.
Non si possono aspettare i 30 minuti che ha il reperibile per arrivare in pronto soccorso più altri 30 minuti per andare a Trapani o Palermo!
E se dovesse arrivare un malato molto critico dal punto di vista cardiologico, come sono organizzati i trasporti nell’immediato? In ambulanza parte l’anestesista o si aspetta il cardiologo?
E se parte l’anestesista la struttura ospedaliera rimane scoperta?
Insomma, risulta evidente che ci troviamo in una situazione insostenibile, inaccettabile.
Vorrei capire cosa ne pensa il Ministero della Salute, a cui rivolgerò immediatamente un’interrogazione. Dall’altro lato, mi sembra inutile interrogare l’Assessorato Regionale alla Salute, quello che ha prodotto in questi anni è sotto gli occhi di tutti, ogni commento è superfluo.
Aggiungo che Alcamo “vanta” anche un assessore regionale che probabilmente in questo momento non vede e non sente quello che sta accadendo.
La sanità siciliana è totalmente in mano alla politica regionale, dal punto di vista delle competenze e dell’amministrazione.
Tutto viene deciso dal governo regionale: nomine, promozioni, trasferimenti, assunzioni, tutto!
Nessuno in questa vicenda può sentirsi esente da responsabilità, in primis lo scrivente, ma permettetemi di dire che chi riveste il ruolo di rappresentante regionale forse potrebbe avere qualche responsabilità in più rispetto agli altri.
A poco a poco, un po’ alla volta, stanno portando via l’ultimo presidio di salute del nostro territorio, questo non possiamo permetterlo, sarebbe imperdonabile.
P.s. ho sempre considerato la sanità un settore talmente importante da evitare uscite pubbliche su temi particolarmente sensibili e facile oggetto di strumentalizzazione.
Chi ha voglia di polemizzare avrà sempre tempo e modo per farlo, trovando sempre il giusto motivo e accusando la politica di assenza e disinteresse.
Personalmente, ho sempre intrattenuto negli anni con l’Asp TP un rapporto diretto fatto di continue interlocuzioni scritte e orali afferenti ai vari problemi che l’ospedale di Alcamo ha avuto e continua ad avere, evitando di sbandierare ai quattro venti una richiesta o un semplice appello.
Adesso però la situazione sta sfuggendo veramente di mano, siamo di fronte ad un percorso di quasi irreversibile declino del nostro nosocomio, da tutti i punti di vista.
Pertanto, occorre fare qualcosa e farlo in fretta, nelle sedi istituzionali e non.
Non basterà la costruzione di un nuovo ospedale se il suo interno sarà vuoto”.

A queste dichiarazioni fanno eco quelle del Sindaco di Castellammare del Golfo Nicola Rizzo, come abbiamo anticipato nel nostro articolo “Preoccupazione per la situazione dell’Ospedale di Alcamo e del reparto di Cardiologia. Il Sindaco Nicolò Rizzo: garantire il diritto alla Salute“.

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