Due alcamesi percorrono la via Magna Francigena: 190 km a piedi da Palermo ad Agrigento

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PALERMO. Due amici di Alcamo, non più giovani ma pieni di entusiasmo e di voglia di mettersi in gioco, hanno percorso a piedi la Via Magna Francigena che da Palermo raggiunge, dopo circa 190 km, la città di Agrigento.

I due alcamesi, Aldo Terzo e Salvatore Lamia, hanno iniziato la loro avventura il 22 maggio scorso dalla cattedrale di Palermo per raggiungere prima Monreale e poi su verso Altofonte e Santa Cristina Gela e poi in 8 tappe per raggiungere il capoluogo agrigentino. Ovunque hanno trovato accoglienza presso strutture convenzionate con l’associazione che si occupa di tracciare i percorsi.

I percorsi sono ben segnati tramite strisce bianche e rosse posizionate in prossimità di incroci o trazzere che, congiuntamente alle indicazioni della traccia gps e l’aiuto di un libro dell’associazione, permettono di percorrere le vecchie vie che un tempo si utilizzavano per collegare i vari paesi della Sicilia.

Sveglia all’alba, ricca colazione, zaino in spalla e tanti chilometri di cammino. I sentieri si snodano tra il latifondo siciliano e i boschi. In questo periodo l’entroterra della Sicilia si presenta ricco di colori: il rosso della sulla, l’oro del grano con diverse sfumature a seconda del tipo di coltivazione, il verde delle vigne e i colori intensi dei lecci delle querce e dei pini.

“Meraviglioso attraversare i boschi dei monti Sicani o i borghi e le masserie dedite all’allevamento di bovini, ovini e cavalli. – raccontano i due appassionati di escursionismo – Scoprire gli antichi insediamenti bizantini o le necropoli puniche nascoste in prossimità dei fiumi. Tra i campi esposti al sole e la valle del Platani si sale e si scende scoprendo i piccoli borghi come Prizzi con le sue cento chiese, Aragona, con il suo meraviglioso palazzo principesco, Cammarata, che domina su una montagna i paesi vicini, Racalmuto ricca di storia antica ma che parla ad ogni angolo del suo illustre cittadino, Leonardo Sciascia”.

Oltrepassato il monte che sovrasta Joppolo la vista del mare ha permesso di scorgere la meta. Così il 29 maggio scorso intorno alle 11:00 i due, dopo 8 giorni di cammino, sono stati accolti dalla Curia della diocesi di Agrigento e prendere la via del ritorno (questa volta in treno) per riprendere la vita lavorativa di ogni giorno.

“Ciò che resta – spiegano Aldo e Salvatore – è la capacità acquisita nello sviluppare tutti i sensi, perché il cammino ti aiuta a guardare i particolari, a sentire i suoni e gli odori della natura nascosti che solo la lentezza di un cammino ti permette di scoprire”. Adesso i due sono pronti per una prossima avventura.

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