Badalamenti scarcerato. “Noi ci impegneremo affinché il bene confiscato di Contrada Napoli resti alla collettività”

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“Abbiamo appreso che Leonardo Badalamenti, figlio di Don Tano, è tornato in libertà, perché la seconda sezione penale della Corte d’Appello ha accolto il ricorso dei suoi legali contro la richiesta di estradizione in Brasile. Era stato arrestato dalla Dia lo scorso agosto su un mandato di cattura internazionale emesso nel 2017 dall’autorità giudiziaria di Barra Funda (Brasile) per associazione criminale finalizzata al traffico di stupefacenti e falsità ideologica, con una condanna definitiva di 5 anni e 10 mesi”. Così inizia un comunicato dell’Associazione Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato in riferimento alla notizia della scarcerazione del figlio di Tano Badalamenti e nello stesso comunicato è chiaro l’intento dell’Associazione, cioé impegnarsi  “affinché il bene confiscato di Contrada Napoli resti alla collettività”, così continua il comunicato:

“I suoi legali hanno fatto sapere che a breve presenteranno un’ingiunzione affinché il Badalamenti rientri in possesso del bene di contrada Napoli, confiscato, assegnato al Comune di Cinisi, ristrutturato con fondi europei ottenuti attraverso il GAL Castellammare del Golfo e dato da alcuni mesi in uso a Casa Memoria Felicia Peppino Impastato; lo stesso bene nel quale, prima dell’arresto, Leonardo Badalamenti aveva tentato di rientrare con prepotenza, rompendo la serratura. Abbiamo accettato la richiesta del Comune di Cinisi di gestire questo bene confiscato per usarlo per fini sociali e legati allo sviluppo del territorio e continueremo a mantenere questo impegno, per dare un forte segnale alla collettività contro i metodi mafiosi e la sopraffazione. Ringraziamo il Sindaco Giangiacomo Palazzolo che si oppose al gesto di Leonardo Badalamenti, il quale addirittura lo denunciò, accusa poi archiviata. Il Caseggiato in contrada Napoli è stato poi denominato “Casa Felicia”, abbiamo già programmato tante iniziative. Non ci fermeremo e continueremo ad impegnarci per svolgervi attività che diano opportunità ai giovani di Cinisi, per la giustizia, per dire no alla mafia, per difendere il bene comune”.

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