Tramutazione dell’acqua in vino

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E dunque Gesù, invitato alle nozze di un amico presso il villaggio di Cana in Galilea, portò con sé al banchetto i due suoi genitori, Maria e Giuseppe e portò anche i suoi amici più stretti che Egli aveva scelto tra i suoi discepoli ed aveva chiamato apostoli destinandoli a trasmettere il suo messaggio di salvezza, ed erano dodici, quante le tribù di Israele.

In tutto Gesù portò al matrimonio 14 invitati, dunque 14 posti a sedere, 14 portate ed infine 14 commensali che avrebbero mangiato e bevuto vino. A questo punto il minimo che gli toccava fare era un miracolo, e sua madre, che ben comprese la situazione, quando mancò il vino lo chiamò in disparte sotto al pergolato, gli sistemò il colletto della tonaca, gli srotolò le maniche che sempre portava a metà braccio, e trattenendolo per le mani glielo disse esplicitamente, invitandolo a tramutare l’acqua in vino, anche se era il suo primo miracolo, e come tale, come suo primo miracolo, sarebbe stato tramandato nelle scritture.

 

Il dubbio che Gesù ebbe fu proprio questo, come sarebbe stato inteso e giudicato quel suo primo miracolo che trasforma l’acqua in vino? Che idea si sarebbero potuta fare? Non rischiava quel miracolo di essere trascritto tra le cose frivole se non addirittura futili?

Si poteva evitare di tramandare nelle scritture proprio il suo primo miracolo? Cosa si sarebbe detto nei centri degli “alcolisti anonimi”?

La madre passò sopra ai suoi dubbi rivolgendosi direttamente ai servitori con queste parole:

– Qualsiasi cosa mio figlio vi dica fatela –

Gesù non poté, a quel punto, tirarsi indietro.

Sua madre lo avviava ai miracoli come fece con il suo primo passo quando ancora era piccolo e non si lasciava andare a camminare.

Ma Gesù aveva fede, fece contenta sua madre ed i commensali, e pensò che in futuro avrebbe fatto tanti di quei miracoli seri da far dimenticare questo, e se era il caso avrebbe anche resuscitato i morti, pur di far dimenticare quel miracolo in sé effimero, chiesto da sua madre.

Maria aveva ragione, quel miracolo che Gesù considerava poca cosa, era servito ad annunciare al mondo i poteri divini di suo figlio.

Nicola Quagliata

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