Il giallo della scomparsa resta

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Caso Denise, sembra essere stata infruttuosa l’ispezione a casa della ex del padre di Denise

L’ispezione odierna, nella casa che fu della ex del padre della piccola Denise, scomparsa davanti casa sua l’1 settembre del 2004, quando aveva appena 4 anni, nasce da una delega della Procura di Marsala (procuratore capo Pantaleo, sostituti procuratori Roberto Piscitello e Giuliana Rana), affidata ai Carabinieri della Sis (Sezione Investigazioni Scientifiche) “per verificare lo stato dei luoghi e se sono stati effettuati lavori edili all’interno”. La casa da anni non rientra più nelle disponibilità della donna, Anna Corona, ed è stata acquistata da una famiglia che vive all’estero. Nello specifico, secondo quanto risulta all’agenzia di stampa AGI, l’oggetto dell’accertamento ha riguardato l’esistenza di lavori in muratura sospetti all’interno dell’abitazione di Mazara del Vallo in cui abitava la donna, in via Pirandello 55. Anche per verificare una “macabra segnalazione”, che ipotizzava l’utilizzo dell’abitazione per un eventuale prigionia della piccola Denise o addirittura la presenza del cadavere, celato da un muro costruito appositamente. Tanto che gli investigatori, nel corso dell’ispezione, hanno raffrontato le mappe registrate al catasto con la struttura esistente. Nei giorni scorsi inoltre i pm di Marsala hanno ascoltato a sommarie informazioni l’ex pm Maria Angioni, titolare delle prime indagini sulla scomparsa della piccola Denise e adesso in servizio a Sassari. Il procuratore di Marsala, Vincenzo Pantaleo, ha coordinato l’ispezione che è durata alcune ore. L’accertamento è iniziato alle 13, l’ispezione è stata estesa anche a un garage, di pertinenza della struttura, in cui si trova una cisterna coperta da una botola. I pm hanno richiesto l’intervento dei vigili del fuoco del distaccamento di Mazara del Vallo e del nucleo Saf (Speleo Alpino Fluviale) del comando provinciale, che sono entrati all’interno di uno spazio profondo 10 metri, in cui era presente un metro e mezzo d’acqua, e hanno provveduto a svuotarlo servendosi di idrovore. Di questa ‘botola’ avevano riferito negli ultimi giorni alcuni media, secondo cui “porta a uno scantinato nella casa della mamma di Anna Corona, che non è mai stata ispezionata”. L’esito delle ricerche sembra essere stato infruttuoso, anche se al momento è stretto il riserbo di investigatori e inquirenti. Con molta probabilità sull’esito della ispezione nelle prossime ore ci saranno ulteriori approfondimenti, ma allo stato tutto sembra ricondursi al potere eventualmente escludere la “macabra” ipotesi della quale oggi si è tanto discusso e cioè che i resti della piccola potevano celarsi all’interno dell’abitazione, in una zona oggetto di lavori edilizi La Procura di Marsala ha così riaperto le indagini sulla scomparsa di Denise, e i pm Piscitello e Rana hanno quindi rimesso mano all’intero fascicolo giudiziario. Si rileggono intercettazioni e rapporti investigativi. Per la scomparsa di Denise fu portata a processo la sorellastra, Jessica Pulizzi, un procedimento diventato definitivo con la pronuncia di quella assoluzione, per insufficienza di prove, di Jessica che fu imputata per il sequestro della bambina. Sua madre, Anna Corona, è rimasta solo una sospettata per avere partecipato al sequestro, ma contro di lei non è mai stato celebrato alcun processo. Stasera, a Mazara, è prevista una fiaccolata per Denise. Dice a Repubblica il sindaco Salvatore Quinci: “Abbiamo chiamato a raccolta scuole, associazioni e cittadinanza con l’obiettivo di testimoniare la nostra solidarietà a Piera e Piero e per chiedere con forza verità”.

* l’articolo è stato redatto anche con le notizie dell’agenzia di stampa Agi- autore Marco Bova

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Rino Giacalone
Rino Giacalone, direttore responsabile e cronista di periferia. Vive nel capoluogo trapanese sin dalla sua nascita. Penna instancabile al servizio del territorio e alla ricerca della verità.