“Stop a linciaggio famiglia”

603

Il caso della violenza del “branco”, interviene il sindaco di Campobello di Mazara

“Buttare nella mischia i familiari, facendoli passare come favoreggiatori degli stupratori, è ignobile, e intendo difendere la mia comunità da questa aggressione che sta finendo per alimentare l’odio sociale nei confronti di una famiglia che ha già subito tanto”. Lo dice all’AGI il sindaco di Campobello di Mazara, Giuseppe Castiglione, riferendosi alle ricostruzioni di alcuni media, sull’iniziale diffidenza del padre della vittima di uno stupro, per cui due giorni fa i carabinieri di Trapani hanno arrestato quattro giovani (due in carcere e due ai domiciliari). “Quì si sta facendo un processo di massa, che sicuramente porta nocumento alla comunità. La magistratura sta già valutando ogni aspetto – continua il primo cittadino di Campobello di Mazara nel suo colloquio con AGI- e nel caso di specie si è dovuto perfino scomodare il Procuratore di Marsala per chiarire un aspetto che non era necessario neppure riportare, perché riportare notizie che possono indurre ad una valutazione sbagliata non fa onore a chi fa il mestiere con ponderatezza”. Nella giornata di ieri, infatti, il procuratore capo di Marsala, Vincenzo Pantaleo, aveva chiarito che “dopo un iniziale momento di incredulità dovuto all’estrema gravità del fatto denunciato, il genitore della persona offesa si è mostrato solidale nei confronti della figlia e ha collaborato con gli inquirenti ai fini dell’accertamento della verità”. La circostanza indicata dalla Procura riguarda l’approccio del padre della vittima, ipovedente (ovvero con capacità visive ridotte), che il giorno seguente all’episodio, ed alcune ore dopo la denuncia della figlia, si è diretto alla stazione dei carabinieri di Campobello di Mazara, accompagnato dai quattro ragazzini presenti la notte della violenza sessuale e indicati nel primissimo interrogatorio della vittima. Davanti al piantone, si legge nell’ordinanza del gip Riccardo Alcamo, il padre aveva riferito “che gli stessi fossero ‘bravi ragazzi’ e che le ferite alle braccia subite dalla figlia sarebbero state procurate dal tentativo dei ragazzi di riportarla a casa”. Quando l’uomo è stato interrogato dai carabinieri titolari dell’indagine, ha ricostruito l’intera vicenda senza alcuna remora. Altrettanto ha fatto il fratello della ragazza.
Lunedì nel frattempo il gip di Marsala, Riccardo Alcamo, ascolterà i quattro arrestati per l’interrogatorio di garanzia. Nella vicenda inoltre è coinvolto un minorenne per cui i magistrati stanno procedendo separatamente. “Sono costernato di tutto quello che sta accadendo, sia sui social che sulla stampa – conclude il sindaco Giuseppe Castiglione -, la famiglia è vicina alla ragazza che in questi giorni sta subendo un’ulteriore violenza per tutto ciò che sta accadendo e non è giusto per una 18enne, vittima di un ulteriore linciaggio”.
* fonte Agi autore Marco Bova

CONDIVIDI
Commenti Facebook
Articolo precedenteQuando la vittima finisce col diventare la colpevole
Articolo successivoPortella della Ginestra, 1 Maggio 1947: il racconto di Serafino Petta (VIDEO)