39° anniversario dell’uccisione di Pio La Torre e Rosario di Salvo. Il loro sacrificio non resti invano. VIDEO

6850

Un duplice omicidio “politico-mafioso”. La loro eredità sia patrimonio per un futuro più giusto. 39 anni fa furono uccisi Pio La Torre e Rosario Di Salvo.

Pio La Torre, segretario del Partito Comunista Italiano in Sicilia e Rosario di Salvo, collaboratore di La Torre, il 30 Aprile del 1982, 39 anni fa, furono uccisi dalla mafia. Ciò che spinse cosa nostra ad uccidere La Torre è stata la paura, dettata dalla concretezza e dell’intelligenza dell’allora segretario regionale del PCI, uno tra i primi ad individuare nel colpire gli interessi economici di cosa nostra un’arma potente atta a sconfiggere la mafia, un aspetto questo che caratterizzò l’azione di Rocco Chinnici, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.  L’esempio di questa tendenza a colpire i patrimoni dei mafiosi è stata la legge Rognoni-La Torre sulla confisca dei beni mafiosi, ma non solo questo fece paura, infatti nei mesi precedenti al decesso il segretario regionale del PCI si era schierato anche contro i missili Cruise a Comiso e prima ancora, nel dopoguerra, aveva condotto la lotta per la terra. U curriculum che di sicuro fece preoccupare non poco la mafia e non solo questa.

Principi quelli di La Torre e Di Salvo che sono da tramandare di generazione in generazione, infatti fa bene al cuore e alla mente di chi pensa che Pio e Rosario non siano morti invano, l’iniziativa, che si è svolta ieri a Palermo, alla quale hanno partecipato giovani e adulti, testimoni e studenti, che hanno pulito la lapide dedicata ai due “eroi siciliani” e poi lasciato 39 fiori, tanti quanti sono gli anni trascorsi dall’omicidio politico-mafioso di Pio La Torre e Rosario Di Salvo.

Alla cerimonia di commemorazione organizzata dal centro studi Pio La Torre in via Li Muli insieme alle autorità questa mattina c’erano gli studenti delle scuole che hanno “adottato” la lapide posta nel luogo dell’agguato e cioè: l’elementare “Ragusa – Moleti”, il liceo artistico Vincenzo Ragusa – Otama Kiyohara, l’Itet Pio La Torre, il liceo classico Vittorio Emanuele II, l’Ipssar Borsellino.

Con loro c’erano anche il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, la vice prefetto vicario di Palermo, Anna Aurora Colosimo, il capogruppo Pd all’Ars Giuseppe Lupo, Mario Ridulfo, segretario della Cgil di Palermo, il presidente della quarta circoscrizione di Palermo, Silvio Moncada e Tiziana di Salvo, figlia di Rosario, che è intervenuta a nome di tutti i familiari delle vittime di mafia.

Una cerimonia che lascia un marchio impresso nell’anima, che fa ricordare come la lotta continua e la Resistenza non è morta. Tutto questo mette in evidenza che chi, come Pio La Torre e Rosario Di Salvo, non ha avuto paura ha ottenuto risultati, ora tocca a tutti noi far si che il loro sacrificio non si stato invano. Un invito all’unità degli onesti per non far disperdere il lavoro fatto contro la mafia, un sentimento questo che ieri si è palesato nelle parole di chi è intervenuto, in particolare da quelle di Tiziana di Salvo, figlia di Rosario.

Il VIDEO Diretta straming di venerdì 30 aprile 2021 ore 10,00, con il contributo di Rappresentanti Istituzionali, Territoriali e delle Associazioni Antimafia. Concludono i familiari delle vittime e gli studenti del Nord, del Centro, del Sud e della Casa di Reclusione Di Bona “Ucciardone”. Coordina: Vito Lo Monaco presidente del Centro Studi Pio La Torre

CONDIVIDI
Commenti Facebook
Articolo precedenteRiapre il supermercato
Articolo successivo“Il papà non difende il branco”
Eros Bonomo
Eros “Libero” Bonomo, Giornalista siciliano, vive ad Alcamo, il cui lavoro è incentrato su Passione, Rispetto e Indipendenza, così da informare al meglio i cittadini. Grande “divoratore” di Dylan Dog, musica e libri, in particolare di storia politica. Motto: “Non sarai mai solo con la schizofrenia”.