Si ripetono ancora aggressioni al personale di Polizia Penitenziaria

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Ieri si è ripetuto un episodio di aggressione ai danni di appartenenti alla Polizia penitenziaria, stavolta durante una traduzione dalla Casa di Reclusione Favignana alla Casa Circondariale di Palermo Pagliarelli.

Un detenuto riottoso allontanato dal carcere di Favignana per motivi di ordine e sicurezza, contestando durante tutto il tragitto il provvedimento di trasferimento ha pensato bene oltreché insultare e minacciare di urinare sul furgone il personale di scorta, non appena arrivato a Palermo durante le operazioni di registrazione degli oggetti al magazzino minacciava un assistente capo coordinatore della scorta di dargli un pugno e nel frattempo indirizzava uno sputo verso lo stesso; mentre altri colleghi cercavano di allontanarlo questi si svincolava abilmente e riusciva a colpire con un violento calcio ai testicoli l’assistente della scodi trapani, facendolo accasciare a terra.

Immediatamente il detenuto veniva bloccato e il collega accompagnato in infermeria, dove a parte il dolore fortissimo del colpo sferrato, fortunatamente il collega non ha avuto ulteriori danni.

Il CNPP esprime la propria solidarietà al collega colpito, vittima dell’ennesima aggressione ai danni del personale di Polizia Penitenziaria.

E’ ora di dire basta a queste aggressioni che si ripetono a ritmo continuo e quotidiano, grazie alla mancanza di seri provvedimenti punitivi.

Chiediamo che il nostro capo del Dipartimento si decida a prendere dei provvedimenti drastici contro chi si rende colpevole di aggressione fisica ai danni di operatori penitenziaria ma anche di aggressione e prevaricazione a danno di altri detenuti: chiediamo che per questi soggetti venga applicato immediatamente, e automaticamente l’art.14 bis dell’Ordinamento Penitenziario per sei mesi e che il soggetto venga trasferito fuori regione, in sezioni detentive all’uopo predisposte per contenere i violenti, altrimenti questa spirale di violenza che sembra inarrestabile potrebbe raggiungere il danno irreparabile ovvero la morte di qualche operatore.

Basta con la “regionalizzazione” della pena per questi soggetti. E’ davvero ora che i detenuti violenti, gli irriducibili, i trafficanti di droga e telefonini vengano isolati dalla massa di detenuti che invece vogliono scontare la propria pena “approfittando” delle offerte di reinserimento offerte dall’Amministrazione Penitenziaria. Con note sindacali a parte chiederemo ai vertici dell’Amministrazione Penitenziaria, alla luce della spirale di violenza che si è impadronita della carceri italiane, anche una revisione dell’applicazione della sentenza Torreggiani sull’apertura delle celle per al,meno otto ore al giorno che favorisce una serie di traffici e comportamenti illeciti di difficile controllo per un organico del Corpo di Polizia penitenziaria ormai ridotto all’osso.

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