Ennesima aggressione nel carcere di Trapani, pugni contro Agente della Penitenziaria

TRAPANI. Intorno alle ore 14.00 di ieri si è consumata l’ennesima aggressione al Carcere di Trapani ai danni di un poliziotto penitenziario. Un detenuto mazarese A.B. di 38 anni tossicodipendente portato in infermeria per avere somministrato il “metadone” (subotex) anziché ingoiare la pillola se la faceva cadere all’interno della mascherina che indossava.

Il gesto fulmineo però non sfuggiva all’occhio allenato del poliziotto che alla domanda di cosa avesse nascosto all’interno della mascherina, si avventava sull’assistente capo coordinatore, colpendolo con due pugni al viso.

Immediatamente il detenuto veniva bloccato da altro personale di polizia penitenziaria subito accorso e il poliziotto dopo aver ricevuto il primo soccorso in infermeria  veniva accompagnato al Pronto Soccorso dell’Ospedale per i successivi accertamenti. Il collega veniva dimesso con una prognosi di gg.5 in quanto l’esame della TAC non evidenziava emorragie interne o altro.

“Il Coordinamento Nazionale Polizia Penitenziaria – affermano in una nota congiunta il segretario regionale Nico Del Grosso e il Coordinatore Funzionari Giuseppe Romano – esprime la propria solidarietà al collega ferito e a tutti i colleghi del “Cerulli” che ogni giorno lavorano in condizioni difficilissime, acuite dalla presenza di detenuti con problemi psichiatrici e quelli di difficile gestione in quanto rifiutano il trattamento ed un eventuale reinserimento nella società poiché continuano a perpetrare comportamenti criminali anche all’interno del carcere, consapevoli che le punizioni per comportamenti violenti sono blande: una denunzia, un po’ di isolamento e forse un trasferimento all’interno della regione. Probabilmente la pillola di subotex unitamente a chissà quale altri oggetti vietati dal regolamento, sarebbe servita ad alimentare traffici interni e usata come merce di scambio. Al carcere di Trapani – concludono – mancano circa 70 unità di polizia penitenziaria e le dieci unità di P.P. recentemente trasferiti non servono a colmare il GAP che invece richiederebbe l’invio di almeno 40 unità di P.P. giovani e non a fine carriera”.

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