Democratiche: “condanniamo le dichiarazioni di Monsignor Crociata”

“Scrivere o leggere di violenza sulle donne non è mai un compito semplice.  Ma è necessario farlo sempre, ovunque e con qualsiasi mezzo. Condannandone in modo deciso ogni  sua forma”. Così inizia un comunicato delle donne del Partito Democratico, nel quale hanno espresso la loro contrarietà in riferimento alle parole di Padre Crociata, che commentando un post di un giornalista che invitava le donne a denunciare le violenze subite, avrebbe apostrofato il denunciare come un atto “esagerato”. Andando nel particolare sempre nello stesso comunicato si specifica la posizione delle Democratiche:

“Questa premessa può sembrare indubbia, ma i gravissimi fatti accaduti di recente a Castellammare  del Golfo dimostrano che non lo è. Sappiamo bene che il web è la nostra nuova Polis e tutti lo usiamo per confrontarci.  Monsignor Antonio Michele Crociata, prete celebrante nonché professore di storia per 40 anni, ha  invitato le donne a non denunciare abusi e violenze , considerando questo atto una “esagerazione”.  Commentando un post del giornalista Gianfranco Criscienti che esortava le donne alla denuncia, ha  descritto con parole oltremodo indegne un quadro arcaico e più che patriarcale dello stato di  famiglia; in cui la donna deve tacere e subire per il bene supremo dei figli e della famiglia.

Il linguaggio che usiamo non è soltanto uno strumento di comunicazione, ma una parte centrale  dell’edificazione dell’individuo nella società. Ogni parola vale ciò che vogliamo rappresentare, sappiamo bene inoltre che la chiesa di  Papa Francesco non è fatta di parole così indegne , tantomeno la società che vogliamo costruire.

Perciò noi Donne Democratiche condanniamo con forza le dichiarazioni di Monsignor Cruciata  perché mai più si possa dare credito a persone che usano parole simili sulla violenza sulle donne. Sappiamo tutte e tutti che essa è sistemica, esiste in ogni ambito di vita , si snoda e si struttura senza  sosta nella sfera familiare in quella relazionale passando per quella politica economica sociale  nonché culturale.

È quindi di fondamentale importanza per la costruzione di una società sana, deplorare e isolare  persone che ancora oggi si possono permettere di esprimere liberamente pensieri così gravi.  Nondimeno siamo convinte che per le vittime di violenza sia fondamentale rompere l’isolamento e  comprendere la centralità del loro problema, tutto ciò può avvenire in una società sana.

In questa società esiste un servizio telefonico pubblico ( 1522 ) attivo 24h su 24promosso dal  Dipartimento nazionale per le Pari Opportunità, che accoglie con operatrici specializzate le  richieste di aiuto e sostegno delle vittime. Esistono i Centri Antiviolenza, luoghi in cui vengono accolte le donne che hanno subito violenza.  Grazie all’accoglienza telefonica, ai colloqui personali, all’ospitalità in case rifugio e ai numerosi  altri servizi offerti, le donne sono coadiuvate nel loro percorso di uscita dalla violenza .

Questa è la società che noi vogliamo continuare a sostenere per tutte noi, sempre”.

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