Da Vendicari al Palermitano è allarme roghi. Palmeri: “Portare al più presto in Aula il ddl voto sugli incendi”

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“Due giorni fa l’incendio a Vendicari ma già da un mese si segnalano roghi in varie zone della Sicilia e in particolare nel Palermitano: occorre portare al più presto in aula il ddl voto sugli incendi che prevede tra l’altro la confisca dei beni per i piromani e l’utilizzo delle tecnologie militari per la sorveglianza dei boschi”. È l’appello di Valentina Palmeri, deputata regionale di Attiva Sicilia e rappresentante dei Verdi, prima firmataria del ddl voto sugli incendi.

“L’incendio di Vendicari – afferma Palmeri – oltre a danneggiare una zona della riserva naturale del Siracusano ha anche comportato gravi danni all’ecosistema faunistico: bisogna fermare questo scempio”. La proposta di legge voto sugli incendi prevede di inasprire le pene per i piromani per i reati previsti negli articoli 422 (strage), 423 (incendio) e 423 bis (incendio boschivo) del codice penale. In particolare, la legge chiede di aggiungere alle pene vigenti una multa da 20 mila a 100 mila euro per ogni ettaro di terreno incendiato, il sequestro dei beni a garanzia del pagamento della pena pecuniaria e, con la condanna definitiva, in caso di mancato pagamento della pena pecuniaria, la possibilità per il giudice di disporre la confisca dei beni”.

“Parallelamente – spiega Palmeri – il disegno di legge, punta a incrementare e migliorare la sorveglianza di boschi e, in generale, dei siti minacciati dal rischio di reati ambientali mediante l’utilizzo di velivoli militari a pilotaggio remoto. Questo ddl, una volta approvato anche al Parlamento nazionale, consentirebbe di identificare molto più facilmente i responsabili. Senza entrare nel merito delle gravissime inefficienze che ritardano le attività di spegnimento, argomento che meriterebbe un approfondimento a parte, gli incendi sono quasi tutti dolosi, e dietro ci sono motivazioni ed interessi diversi, in ogni caso le probabilità di autocombustione sono pressoché nulle. La gravità di questi gesti è inaudita, un attacco alla sicurezza pubblica oltre che al nostro ecosistema, che rischia di scomparire del tutto, in una Regione in cui il 70% dello stesso territorio è a rischio desertificazione”.

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