Appello per liberare dai brevetti i vaccini anti covid 19. Firma anche Petralia.

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Pubblici amministratori e amministratrici e persone impegnate nella politica e nel sociale hanno firmato un appello con destinatario il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per sospendere la proprietà intellettuale dei brevetti dei vaccini anti- Covid19 e dei farmaci usati nelle fasi conclamate della malattia, richiesta che è stata già avanzata in particolare da due paesi – India e sud Africa – presso l’Organizzazione Mondiale del Commercio. Richiesta sostenuta da buona parte dei paesi del mondo, non da Usa, UE e Italia stessa.

Un appello dettato anche dai dati della pandemia, dalle varianti e dalla situazione economica sociale che attanaglia il Mondo e che crea e sta creando ulteriore impoverimento delle popolazioni, sottolineando che i mezzi attualmente impiegati per fermare la pandemia “sono terribilmente inadeguati”. Al netto di tutto ciò la problematica è di rilievo visto la forte riduzione nella distribuzione, in Italia e nell’Unione Europea, delle dosi di vaccini anti-Covid19 da parte delle multinazionali del farmaco produttrici e detentrici del brevetto. “Scelte unilaterali rese possibili da contratti di fornitura, sottoscritti in sede europea anche dal nostro paese, privi delle dovute penali in caso di inottemperanza”. E appunto da qui il fulcro dell’appello che pubblichiamo per intero a fine articolo.

In questo contesto si registrano le dichiarazioni dell’Assessore Sport, Innovazione, Relazioni Internazionali, Politiche Giovanili, Rapporti Funzionali con SISPI del Comune di Palermo, Paolo Petralia Camassa, che ha firmato l’appello:

“È necessario un intervento italiano, in sede internazionale, affinché si liberi dai brevetti il vaccino contro il Covid-19

Ho firmato convintamente l’appello sottoscritto da oltre cento amministratori locali indirizzato al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

La questione legata alla proprietà dei brevetti per i vaccini anti covid oggi deve essere affrontata autorevolmente nelle sedi istituzionali nazionali e internazionali. Una situazione senza precedenti e gravissima impone una seria presa di posizione degli Stati e della UE. Negli anni la liberalizzazione ha fatto da padrona in diversi settori professionali e produttivi, oggi la liberalizzazione deve rispondere al diritto alla salute di tutta l’umanità”.

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