21 marzo, gli studenti del liceo “Ferro” e “Cielo D’Alcamo” ricordano le vittime innocenti delle mafie

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ALCAMO. Un momento di confronto e di riflessione ieri mattina in occasione dell’assemblea di istituto congiunta tra il liceo classico “Cielo D’Alcamo” e il liceo scientifico “Giuseppe Ferro” di Alcamo. Gli studenti, che quest’anno ricorderanno le vittime innocenti delle mafie con un progetto di memoria utilizzando delle stelle di cartone, ispirandosi allo slogan di Libera scelto per questa edizione: le parole che chiudono l’Inferno di Dante, A ricordar e riveder le stelle”. Gli studenti ieri mattina hanno incontrato il professore e giornalista Marcello Contento, nonché referente di Libera Alcamo, il Capitano della Compagnia dei Carabinieri di Alcamo Dott. Luca De Vito, il Dott. Giacomo Messina, della Calcestruzzi Ericina Libera Società Cooperativa e il giornalista di Alqamah.it Emanuel Butticè.

Il tema dell’incontro è stato il 21 marzo, giornata nazionale della memoria e dell’impegno in memoria delle vittime innocenti di mafia. Ogni relatore ha raccontato la propria esperienza. Marcello Contento ha ricordato l’importanza della memoria viva che Libera rinnova ogni giorno, soprattutto in questa giornata particolare in cui si ricordano tutte le vittime innocenti delle mafie. Libera, infatti, da oltre vent’anni al fianco dei familiari, chiede verità e giustizia per tutte le vittime innocenti. Giacomo Messina ha ripercorso la storia della Calcestruzzi Ericina, azienda confiscata alla mafia, rilevata dagli stessi operati e trasformata in un’impresa all’avanguardia che genera un’economia virtuosa. Messina ha ripercorso le varie tappe mostrando le immagini del momento del passaggio alla nuova Cooperativa. Tutto questo è stato possibile grazie alla legge 109/96 promossa da Libera e al lavoro dell’allora Prefetto Fulvio Sodano e del Procuratore aggiunto di Trapani Dott. Andrea Tarondo. Il Capitano De Vito ha risposto alle domande degli studenti, soffermandosi sull’usura, la cultura mafiosa che spesso è quella più difficile da combattere e sulla legalizzazione delle droghe leggere. Il Capitano in particolare si è soffermato sulla mafia che dalle stragi ad oggi è cambiata notevolmente, e con lei sono cambiate anche le misure di contrasto alla criminalità organizzata. Infine il giornalista Emanuel Butticè ha posto l’accento sui cronisti siciliani uccisi dalla mafia, ricordandoli tutti. Inoltre si è soffermato sul tema delle difficoltà del giornalismo di provincia, sulle cosiddette querele temerarie, diventate ormai uno strumento per “limitare” il lavoro dei giornalisti, soprattutto nei confronti delle piccole redazioni che non hanno grandi editori alle spalle. Il giornalista ha ricordato come l’informazione deve andare oltre le carte giudiziarie, cercando sempre l’approfondimento e le informazioni di “prima mano”.