“Archeoclub” cresce e ricorda Sebastiano Tusa

Santanastasio (Presidente Naz. Archeoclub D’Italia): “Archeoclub d’Italia cresce passando dai 5000 ai ben 5500 soci, il 10% in più con una campagna iscrizioni che sta andando molto bene”.

Ed oggi il ricordo di Sebastiano Tusa, grande archeologo, di ampie vedute, scomparso il 10 Marzo del 2019. Archeoclub lo ricorda con affetto attraverso le dichiarazioni del Presidente Nazionale.

“Cresce Archeoclub d’Italia. La campagna associativa che sta terminando in queste ore ha fatto già registrare un aumento davvero significativo ed importante. Siamo passati dai 5000 soci ai ben 5500 soci, dunque registriamo un più 500 rispetto alla scorsa campagna di iscrizioni. L’aumento dei soci è del 10% e cresce anche il numero delle sedi, ben 150 in tutta Italia. Più interesse per la cultura, più interesse per l’Ambiente e più interesse per la divulgazione, sono questi i temi che in una fase complessa come quella pandemica, noi di Archeoclub d’Italia, abbiamo voluto valorizzare rivelando un modello di ripartenza e dando un netto segnale di presenza”. Lo ha affermato Rosario Santanastasio, Presidente nazionale di Archeoclub d’Italia.

Il mondo della cultura, dell’archeologia, il mondo intellettuale oggi ricorda Sebastiano Tusa, archeologo che introdusse importanti innovazioni come la valorizzazione dell’archeologia marina in Italia, la nascita della prima Soprintendenza del mare, personalità di ampia visione e lungimiranza, scomparso il 10 Marzo del 2019 in un tragico incidente aereo.

“Il Mediterraneo è un mare che corrompe poiché impone a chi lo abita, soprattutto lungo il suo articolato sviluppo costiero, una grande capacità di adattamento alle diverse morfologie esistenti” (S. Tusa, Il mare che contamina, in Mediterraneo/1, 2017)”.

E Archeoclub d’Italia lo ricorda con affetto.

“Nel secondo anniversario della morte in circostante tragiche dell’Assessore ai Beni culturali per la Regione Siciliana, Prof. Sebastiano Tusa, Archeoclub d’Italia ricorda con profonda ammirazione la sua figura di archeologo di ampia cultura, rigoroso e capace, impegnato fino alla fine nell’indagine delle dinamiche di sviluppo del passato integrando intelligentemente percorsi di mare e di terra  – ha proseguito Santanastasio – per la ricostruzione del paesaggio del Mediterraneo antico, un mare definito in un’intervista “contraddittorio” ma che tuttavia “continua ad esprimere un innegabile fascino per i grandi valori culturali che ancora produce”. Come archeologo subacqueo alla guida della Soprintendenza del Mare siciliana svolse incessantemente un’azione di tutela e monitoraggio del patrimonio sommerso contro l’incessante depauperazione dei fondali marini, anche attivando proficue collaborazioni con gli organi di controllo come la Capitaneria di Porto e la Guardia Costiera. Anche Archeoclub d’Italia con la sua struttura specialistica “MareNostrum” condivise con l’archeologo siciliano una grande progetto nell’ambito del workshop “Erosione costiera in siti di interesse archeologico” in condivisione con i maggiori centri di ricerca Nazionali e Internazionali. Sebastiano Tusa ha scritto molti volumi a carattere scientifico e divulgato molto, sulle sue tracce ancora si lavora come nel caso del restauro dei rostri bronzei della Battaglia delle Egadi, una delle sue scoperte eccezionali che contribuirà per sempre al suo ricordo”.

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