Modifiche statutarie della “Funierice”. DB Erice: “Non è facile comprendere le (urgenti?) ragioni di modifica”

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In questi giorni il Consiglio comunale di Erice sarà chiamato a deliberare su alcune modifiche statutarie della “Funierice”, società partecipata al 50% dal Comune di Erice e dal Libero Consorzio. Si tratta di proposte di modifica, condivise preliminarmente con l’altro partner (appunto il Libero Consorzio Comunale di Trapani) che cambiano radicalmente l’assetto gestionale della società, oltre che la durata e le regole di nomina degli amministratori.

“Da quanto appreso dagli organi di stampa – Social del 27.02.2021 – la finalità di tale (urgente?) modifica sarebbe quella di “garantire un controllo effettivo e strutturale da parte dei due enti pubblici soci più pregnante di quello previsto dal vigente statuto”, quindi l’ok della Sindaca arriverebbe per rendere effettivo il principio del controllo analogo. Secondo la proposta di modifica, se ne deduce che tale “pregnante controllo” potrebbe essere realizzato anche con la cancellazione, di fatto, del direttore generale. Così in una nota di Diventerà Bellissima Erice, ma il comunicato continua:

Premesso che lo Statuto della “Funierice” risulta adeguato alla legge di settore tuttora vigente, ossia il d.lgs n. 175 /2016 e d.lgs n.100/2017 , non è facile comprendere le (urgenti?) ragioni di modifica di uno Statuto di una partecipata che peraltro già prevede l’istituto del controllo interno, sia contabile che legale da parte del Collegio Sindacale, senza contare la costituzione dell’OIV(organismo indipendente di vigilanza, formato da altri tre componenti), ma anche il controllo esterno detto “analogo”, da parte dei due soci, Comune di Erice e Libero Consorzio. Si tratta di un ulteriore controllo che riguarda gli atti posti in essere dalla società per verificare la loro regolarità amministrativa, gestionale, oltre che la qualità dei servizi erogati. Il “controllo analogo” è uno dei principi previsti dal d.lgs 176/2016 le cui disposizioni disciplinano la vita della partecipata Funierice. Prima domanda: i due enti soci hanno mai provveduto a fare adottare alla Funierice un regolamento per esercitare il controllo analogo e se Si, hanno mai utilizzato tale strumento? Seconda domanda: perchè adesso si vuole giustificare una modifica statutaria con la scusa del controllo analogo, già prevista dallo statuto vigente e dalle forme di controllo che gli enti soci possono esercitare per legge? E’ noto infatti che le società partecipate debbano trasmettere all’Amministrazione che ne fa richiesta le informazioni dovute in base a disposizioni di legge, statuto o regolamento in ordine a report periodici, relazioni previsionali, bilanci, rendiconti ecc…ricordando che sono sotto il controllo (questo si… pregnante) della Corte dei Conti. Terza domanda: le proposte di modifica statutaria sono state preventivamente discusse e motivate dai soci in assemblea, dinanzi al CDA o al Collegio Sindacale, o si tratta di un atto per così dire imposto da parte dei due enti? Quarta domanda: il Comune di Erice e il Libero Consorzio sono a conoscenza che ciascuna amministrazione pubblica socia può, in caso di gravi irregolarità, ai sensi dell’art. 13 della citata norma, presentare denunzia per gravi irregolarità presso la magistratura ordinaria? Quinta domanda: la Funierice, contabilmente e finanziariamente, risulta in perdita o in uno stato di decozione, tale da legittimare il ricorso ad una modifica statutaria di tale portata e che potrebbe esporre la società a probabili danni?

Nell’ambito della propria autonomia, contabile e finanziaria prevista dalla legge, ricordo che l’attuale governance della Funierice service srl – il cui Statuto è stato prontamente adeguato alla nuova disciplina nel 2017 proprio dall’amministrazione Toscano appena insediata – è soggetta a controllo della Corte dei Conti.

Ad ogni modo, nel caso in cui tali dubbi dovessero rimanere tali, in caso di mancati chiarimenti neanche da parte dei consiglieri comunali e con approvazione della delibera di modifica statutaria, nell’interesse pubblico, non resterebbe che rivolgersi ad altri organismi e istituzioni competenti”.

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