Mafia, le infiltrazioni dei Santapaola nel gioco online

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Mafia, le infiltrazioni dei Santapaola nel gioco online. Un fiume di soldi, un cartello di società con ramificazioni internazionali e l’ombra della mafia. Ci sono nomi di peso, nella maxi operazione della Guardia di Finanza, che ha inflitto un nuovo colpo ai Placenti, signori delle scommesse online, collegati con importanti esponenti del mondo politico.

Un’operazione complessa, quella coordinata dalla Procura di Catania, ribattezzata “Doppio gioco”.

Ramificazioni internazionali

Un reticolo di relazioni pericolose collega Catania con Germania, Polonia e Malta, passando dall’Emilia Romagna e dalla Puglia. Il clan Ercolano Santapaola ha fatto il salto di qualità, diventando un’organizzazione 2.0.

Le accuse

A vario titolo, ci sono 336 indagati con le accuse di “esercizio abusivo di gioco e scommesse, evasione fiscale, truffa aggravata, autoriciclaggio”. Contestata l’aggravante di favorire gli interessi dell’associazione di tipo mafioso “Santapaola-Ercolano”. Sequestrati beni per 80milioni di euro.

Il sistema

L’organizzazione ha utilizzato una piattaforma di gioco, raisbet24.com, per gestire le scommesse online, con un indotto di diverse decine di milioni di euro. Per sfuggire al fisco, la società aveva sede a Malta e gran parte delle giocate veniva gestita direttamente “sul banco” delle 887 agenzie consorziate, con pagamenti in contanti.

Complessivamente sono state evase imposte per 30milioni di euro, ai quali si aggiungono 32milioni di euro di scommesse gestite. Gran parte dei fondi, venivano reinvestiti in terreni e operazioni immobiliari fuori dalla Sicilia.

I nomi

Destinatari di misure cautelari personali in carcere: Carmelo Placenti, classe 1974; Giuseppe Gabriele Placenti, classe 1987; Cristian Di Mauro, classe 1993; Carmelo Rosario Raspante, classe 1960; Francesco Catacchio, classe 1980; Corrado Casto, classe 1958; Graziella Barberi, classe 1975; Antonino Agatino Epaminonda, classe 1967; Salvatore Sparacio, classe 1975; Giuseppe Boscarino, classe 1979; Paolo Rampino, classe 1984 e Ignazio Russo, classe 1966.

Finiscono agli arresti domiciliari: Gino Pennetta, classe 1977 e Antonio Di Marzo, classe 1972.

Misura interdittiva dell’attività imprenditoriale per Alessandro Cammarata, classe 1979; Francesco Cocimano, classe 1985; Giuseppe Cocimano, classe 1975; Marco Daidone, classe 1973; Federico Di Cio, classe 1977; Angelo Fabio Mazzerbo, classe 1978; Salvatore Spinali, classe 1961; Alfredo Valenti, classe 1987 e Leonardo Zappalà, classe 1961

Fonte livesicilia.it