Alcune riflessioni da parte di un giovane imprenditore sulla città di Alcamo e sul suo futuro a distanza di cinque anni

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ALCAMO. Ci aveva già scritto cinque anni addietro, mentre si trovava a Londra per motivi di lavoro. Stiamo parlando di Nicolò Rubino, giovane imprenditore alcamese, da sempre impegnato nel settore del turismo e sullo sviluppo di Alcamo Marina. Un giovane alcamese che ha sempre messo al centro del suo interesse il lavoro, la crescita e l’amore per il nostro territorio in un’ ottica turistica.

Cinque anni fa ci consegnava una bella riflessione sulla bellezza e sulle opportunità della città di Alcamo. Oggi prova a tirare le somme su ciò che è accaduto in questi anni, sulle mancate opportunità, sugli errori e sugli auspici futuri.

La lettera

Era il 13 marzo del 2016, quando scrissi da Londra un  pensiero sulla mia amata città natale: ALCAMO. 5 anni fa, 5 anni di nuova amministrazione, 5 anni di 5 stelle, 5 anni di cambiamento. Ma in realtà cosa è cambiato?

Bella domanda. Complicato rispondere, facile da analizzare ma altrettanto difficile tirarne le conclusioni. Di una cosa siamo certi: la vecchia politica dettata da principi di destra o di sinistra, è stata lontana dall’Amministrazione Surdi (forse); per cui mi sento di confermare con certezza che questo è stato il cambiamento, non di poco aggiungerei.

Ma cosa ne pensano gli alcamesi? Perché tutto tace a distanza di 5 anni e a ridosso del voto per la prossima amministrazione? Mai in passato si registrò un fenomeno del genere in cui non si facevano avanti nuovi volponi. Forse effetto Covid? O forse è scusa Covid?

Ma torniamo un attimo indietro, a 5 anni fa, quando manifestavo la mia felicità per una nuova Alcamo. Oggi dobbiamo essere felici o no? Sinceramente a questa domanda non so rispondere. Un’ Alcamo che non riesco a definire. Sono pieno d’ orgoglio quando tra imprenditori siciliani ci confrontiamo e subito scatta l’elogio: voi Alcamesi siete avanti!; okay grazie!.. ma siamo avanti noi alcamesi o è avanti Alcamo? Ma come fa ad essere avanti una città quando il termometro dello sviluppo economico misura la febbre. E’ chiaro che la pandemia ha messo in ginocchio tutti i settori, ma è altresì chiaro che io non ho mai visto o appreso di iniziative di lancio, di supporto e/o di condivisione al bene comune e all’imprenditorialità. Oltre allo sviluppo economico, dovremmo approfondire anche altre tematiche: l’urbanistica, i servizi sociali, la cultura, lo sport, l’ istruzione etc etc…

Va tutto a gonfie vele o dobbiamo sottolineare delle criticità che, in una analisi approfondita, potrebbero diventare delle opportunità? Non può andar tutto a gonfie vele, è praticamente impossibile, ma ci sono attività che dovrebbero essere svolte come le prime lettere dell’alfabeto, prima di passare a quelle successive. Durante questa pandemia abbiamo capito quanto gli assembramenti siano un problema, ma ne esistono anche altri, arrivo al dunque: ALCAMO MARINA è un assembramento, ma di spazzatura. Eppure i vigili  sono puntuali a segnalare gli assembramenti tra persone, perche non riescono ad avere la stessa solerzia con i rifiuti ? Ma è possibile che ancora oggi nel 2021 dobbiamo vivere in questo scempio ? Se constatiamo che l’intera, o quasi, comunità alcamese è incivile, perché non vengono presi dei provvedimenti per rimediare a tale situazione? Ma cos’altro ancora dobbiamo sopportare? Ho sempre sostenuto, e lo ribadisco, che basterebbe adeguare l’impianto urbanistico di una località  per far scattare quell’automatismo di sviluppo turistico. Ma qui siamo ancora costretti ad assistere al disagio dei rifiuti. Eccellente lavoro da parte dell’amministrazione sulla realizzazione di opere pubbliche (parcheggi e marciapiedi), ma pessimo lavoro per fronteggiare tale emergenza.

Non era mio intento  focalizzarmi su Alcamo Marina ma in una valutazione generale su Alcamo non posso fare altrimenti, considerato altresì il valore economico che potrebbe avere tale località per l’intera comunità.

Cinque anni di discussioni e di perenni attese. Noi del turismo aspettiamo con ansia il Museo del vino e l’Enoteca regionale, per non parlare del centro storico. Il nostro vecchio corso stretto oggi gode solo di saracinesche chiuse. Grandissima mossa la realizzazione della pista ciclabile, i complimenti e le ammirazioni arrivano da lontano. Però perché poi ci perdiamo nelle cose banali e di facile intervento?

Con la presente, nonostante le grosse criticità, ringrazio l’amministrazione Surdi che giornalmente ha mostrato di essere forte e coesa al fine di fronteggiare le emergenze e nel provare a sviluppare nuovi orizzonti, però permettetemi di dire: con la spazzatura ad Alcamo Marina non si può più andare avanti.

Auguri a tutti noi alcamesi per i prossimi 5 anni di nuova amministrazione.

Nicolò Rubino

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