Castellammare: “Io, discriminata in chiesa perché sono una celebrante laica.” La denuncia di Luisa

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La denuncia sui social di una Celebrante Umanista Laica a cui è stato vietato di leggere la lettera al nonno durante il funerale in chiesa. “Questa vicenda mi ha provocato molto dolore”. Il VIDEO

CASTELLAMMARE DEL GOLFO. “La mia è una battaglia etica, mi sono sentita umiliata e discriminata da chi invece dovrebbe praticare l’inclusione e l’amore.” La denuncia che in questi giorni sta facendo il giro del web è di Luisa Bàmbina, Celebrante umanista laica accreditata a livello nazionale tramite l’Uaar inserita nella Rete Cerimonie Uniche e attualmente Presidente della Commissione Pari Opportunità della città. Luisa, tra i fondatori e per anni Presidente dell’associazione Fiore Daphne, è un attivista dei diritti civili e da molto tempo impegnata sulla sensibilizzazione, soprattutto nelle scuole, di tematiche come la bulimia, anoressia, bullismo, diritti civili, lotta contro la violenza sulle donne e ogni forma di discriminazione. Luisa si definisce “donna siciliana libera, pensante e laica, in una Sicilia ancora ferma al passato”.

La sua denuncia, che punta ad arrivare al Vescovo di Trapani e addirittura a Papa Francesco, è nata il giorno dopo un momento doloroso per la sua famiglia: il funerale del nonno. Luisa ha chiesto di poter leggere in chiesa durante la funzione religiosa una lettera (che potete leggere in fondo all’articolo) al nonno che tanto amava. Dopo aver comunicato al sua volontà al parroco che avrebbe dovuto celebrare la funzione, riceve una telefonata che lei definisce “surreale”. “Mi è stato detto, e ci sono i testimoni che hanno assistito alla chiamata in vivavoce, che la lettera andava bene, ma che io non potevo leggerla. Ho subito chiesto spiegazioni e mi è stato risposto che sono un “personaggio pubblico” e che per le mie idee era meglio evitare perché un “superiore gli aveva detto così”. Mi sono sentita umiliata. In sintesi – racconta Luisa ad Alqamah.it – non potevo dare l’ultimo saluto a mio nonno durante il suo funerale soltanto perché sono una celebrante laica. È questo il motivo. Mi è stato fatto intendere chiaramente. Sono sicura però che il parroco in questione ha soltanto fatto da tramite, non è sua la regia, infatti era dispiaciuto, era evidente che non dipendeva da lui. Adesso – sottolinea – pretendo giustizia e delle scuse. Chi e perché non ha voluto che leggessi la lettera, ritenuta assolutamente valida, a mio nonno? Perché questa discriminazione nella Sicilia del 2021? Il giorno del funerale mia sorella ha letto la lettera al posto mio e alla fine ha detto pubblicamente che erano mie parole, ma che a me è stato impedito di leggerle (di questo ci sono i filmati che lo testimoniano) provocando lo stupore dei presenti. Una vicenda che mi ha provocato davvero molto dolore”.

“Nelle mie cerimonie – spiega Luisa Bàmbina ad Alqamah.it – chiunque può prendere la parola, indipendentemente dal proprio orientamento religioso, sessuale e politico. Ci tengo a precisare che noi celebranti laici non ci sostituiamo ai ministri religiosi della Chiesa, ma aggiungiamo soltanto diritti: sposiamo i divorziati, persone di religioni diverse, dello stesso sesso. Non siamo in contrapposizione a nessuno. I celebranti – sottolinea Luisa ad Alqamah.it – esistono da sempre e sono in tutto il mondo. Personalmente non ho mai discriminato nessuno e ho sempre rispettato l’orientamento religioso di tutti. Non ho nulla contro la religione cattolica o contro Dio, anzi in passato mi è capitato di lavorare con qualche parroco per eventi e celebrazioni pubbliche. Per me il rispetto è universale”.

Luisa, che al dolore per la perdita del nonno ha aggiunto quello di non poter leggere la sua lettera nell’ultimo saluto, non si rassegna e chiede verità. “Il parroco al telefono il giorno prima mi ha ribadito che non era una sua scelta, ma dei “superiori”. Mi è stato messo un bavaglio alla bocca. Che fine ha fatto il “rispetta il tuo prossimo come te stesso? – si chiede Luisa – Che fine hanno fatto le parole di Papa Francesco sull’amore e l’inclusione? Io non ci sto e pretendo verità su chi ha voluto che io non leggessi la lettera.” Risposte che Luisa continuerà a cercare, anche di fronte alla massima autorità religiosa del territorio: il Vescovo di Trapani Pietro Maria Fragnelli. In merito abbiamo provato a fare un po’ di chiarezza, per rispetto delle persone coinvolte e della Diocesi stessa, chiedendo direttamente al parroco che nei giorni scorsi ha celebrato la funzione e all’Ufficio Stampa della Diocesi, ma da parte loro al momento nessun commento sulla vicenda.

 

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Emanuel Butticè
Emanuel Butticè. Castellammarese classe 1991, giornalista pubblicista. Laureato in Scienze della Comunicazione per i Media e le Istituzioni all’Università degli Studi di Palermo con una tesi sul rapporto tra “mafia e Chiesa”. Ama viaggiare ma resta aggrappato alla Sicilia con le unghie e con i denti perché convinto che sia più coraggioso restare.