“L’Olocausto come l’aborto”, improvvido paragone di un prete. VIDEO

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Marsala: il sacerdote dell’opera di Birgi ha così commentato la “Giornata della Memoria”. Insorge l’Anpi, silenzio dal Municipio e dalla Chiesa. VIDEO

L’epilogo che finisce con il tradire quello che era stato il prologo. Il richiamo alla dovere della memoria per evitare che si ripeta ciò che è accaduto, fatto da un prete di Marsala nel giorno del 27 Gennaio dedicato a ricordare le vittime dell’olocausto nazifascista, si è trasformato in conclusione ad un severo rimprovero contro la pratica legale dell’aborto. Anzi il sacerdote ha fatto di più: i legislatori che hanno introdotto la legge per l’aborto, votata per impedire le pratiche degli aborti clandestini che hanno mietuto tantissime vittime, sono stati paragonati al criminale Josef Rudolf Mengele, detto “l’angelo della morte” per i suoi esperimenti criminosi contro i prigionieri dei lager. Protagonista di questo messaggio padre Bruno De Cristofaro, sacerdote presso l’Opera religiosa di contrada Birgi, frazione di Marsala. Ha postato il video su Facebook – rilanciato dalla testa giornalistica on line TP24.it – con tanto di didascalia dedicata alla “Giornata della Memoria” e al 27 Gennaio 2021, tradendo le aspettative di tanti che lo hanno ascoltato. Olocausto di ebrei e partigiani paragonato agli aborti. Tirato per la tonaca bianca anche il Papa: “Papa Francesco ci ha imposto di ricordare quale segno di civiltà, per evitare di ricadere negli errori del passato, ricordare serve per capire e se non si capisce ricordare è perfettamente inutile”. Il Santo Padre parlava dell’Olocausto. Padre De Cristofaro ha trasformato a modo suo il messaggio di Papa Francesco, finendo con l’essere lui tra quelli che ricordano l’Olocausto senza capire. “Se ne sentono di tutti i colori quando si parla con persone ideologizzate” ha ancora detto;, ecco appunto concordiamo, proprio le sue parole fanno dire che “se ne sentono di tutti i colori”. Il paragone Olocausto/Aborto offende le vittime e i familiari di chi è morto a causa di un genocidio e di uno sterminio senza pari, genocidi che nel mondo non sono certo terminati. Il regime nazista fu segnato da odiose propagande, ecco far memoria, vien da dire dopo avere ascoltato il sacerdote, significa evitare il ripetersi di analoghe pratiche, “ogni paragone con l’Olocausto per rafforzare un’altra idea non è un metodo accettabile di comunicazione“, parole pronunciate dal canadese Guy Pellettier, qualche anno addietro dopo una cosa analoga accaduta in una scuola cattolica di quel Paese. “C’è un limite a tutto – commenta Paolo Petralia assessore comunale a Palermo ma trapanese di origine – Al di là della strumentalizzazione dell’olocausto, i principi (“principi…”) espressi sono ben lontani dai diritti acquisiti con battaglie ormai datate a decenni fa. Conosco un’altra chiesa, che esercita carità, solidarietà, misericordia. Meglio non tornare al dibattito su laicità e laicismo, basta rendersi conto dei diritti civili acquisiti e del percorso di conquista delle forze liberali che ci hanno regalato un quadro democratico molto più solido di paventati princìpi morali”. Non è la prima volta che lo stesso sacerdote per le sue uscite finisce con l’essere espressione di un certo fanatismo. A Birgi, poi, pare proprio in ambienti vicini all’Opera, ci sarebbe un certo rifiorire di una cultura da estrema destra, con conviviali che sembra si concludono con canti fascisti e saluto romano. Sembra che in qualche occasione ci sia stato presente un consigliere comunale. Anche per questa ragione colpisce il silenzio dell’amministrazione comunale di Marsala che non ha avuto intanto nulla da dire sul messaggio video del sacerdote nel giorno dedicato alle vittime dell’Olocausto. Per adesso nessun commento anche da parte della Curia. Insorge invece l’Anpi, l’associazione nazionale partigiani d’Italia: “E’ semplicemente vergognoso l’accostamento, per giunta nella “giornata della memoria” tra l’olocausto nazista e chi sostiene la civiltà del diritto delle donne ad abortire. Solo menti deviate possono fare simili accostamenti. Ancora peggio se arrivano da un prete, al quale è stata affidata una parrocchia, quella di Birgi (Marsala) e dei fedeli. L’ANPI che insieme ad altre associazioni democratiche tiene vivo il ricordo della guerra di Liberazione, degli eccidi compiuti dai nazifascisti, dei milioni di morti finiti nelle camere a gas, esprime tutta la sua indignazione e tutta la sua protesta per gli inqualificabili accostamenti di questo sacerdote, indegno di predicare il Vangelo. L’Italia è un Paese democratico; democrazia conquistata dagli italiani donne e uomini con la Resistenza che ci ha regalato la Costituzione. L’aborto che è una legge dello Stato, che tutti, anche i preti, devono rispettare, è stata conquistata da una grande mobilitazione popolare, soprattutto delle donne: l’aborto non è un obbligo ma una libera scelta. Si può non essere d’accordo, si possono esprimere in democrazia opinioni diverse, quello che non è consentito è di calpestare diritti nel nome di una falsa coscienza e soprattutto non è consentito a nessuno, neanche ad un sacerdote, accostare Josef Mengel al dolore della donna che con sofferenza fa questa scelta. Quel paragone offende solo chi lo fa Qualcuno da qualche parte dovrebbe intervenire per fermare simili aberrazioni”.

“Quando quest’estate ci siamo mobilitate contro il registro dei bambini mai nati, abbiamo detto che era una pratica diffusa fare passare dai consigli comunali mozioni che attaccano i diritti delle donne, ma mai avrei pensato che si potesse arrivare a tanto. La foto – dichiara Valentina Villabuona presidente PD – gira sulla stampa ed arriva proprio da Marsala, dove la campagna contro l’aborto viene portata avanti con questa violenza. Ho deciso di pubblicarla consapevole che è un immagine forte, ma bisogna denunciare cosa succede in certi ambienti e come si prova a orientare l’opinione delle persone. Si può essere certamente contrari all’aborto e si possono portare avanti campagne pro vita, ciò che non si può fare è equiparare una donna che fa una scelta così dolorosa ad un criminale. Personalmente difenderò sempre il diritto delle donne di scegliere, da donna che non ha mai pensato di utilizzare questo diritto essenziale che ci hanno lasciato altre donne con le loro lotte. Credo che la Chiesa – conclude Villabuona – dovrebbe intervenire, perché non è consentito a nessuno di offendere con questa violenza le donne, ma anche le vittime dell’Olocausto come sta avvenendo in questo giorni a Marsala”.

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Rino Giacalone
Rino Giacalone, direttore responsabile e cronista di periferia. Vive nel capoluogo trapanese sin dalla sua nascita. Penna instancabile al servizio del territorio e alla ricerca della verità.