Depuratore di Castellammare, interviene l’ex Sindaco Coppola

1665

L’ex Sindaco conferma di essere imputato per “inquinamento ambientale” e interviene sulla vicenda depuratore

CASTELLAMMARE DEL GOLFO. L’ex Sindaco e attuale consiglieri di minoranza Nicolò Coppola interviene in merito alla vicenda del depuratore di Castellammare emersa nell’audizione in Commissione nazionale Antimafia del Procuratore di Trapani Maurizio Agnello e raccontata in un nostro articolo.

“In riferimento all’articolo pubblicato il 14 gennaio – scrive l’ex Sindaco Coppola – dal titolo “Territori sfregiati dall’incuria dell’uomo” a  firma del direttore Rino Giacalone ritengo possa tornare utile all’informazione, peraltro corretta, contenuta nell’articolo aggiungere  una parte della storia del depuratore di Castellammare che personalmente ho fatto inserire in apposito atto deliberativo consiliare di ottobre 2019 a futura memoria.

“Confermo – spiega nella lettera inviata in redazione l’ex Sindaco Coppola – che assieme all’Ing. Cusumano stiamo imputati in un procedimento per inquinamento ambientale, e proprio per questo ci tengo sinteticamente a riepilogare i punti essenziali della memoria.

A Castellammare non c’è depuratore perché il vecchio impianto non è stato mai completato e attivato quindi i reflui vengono bypassati e sversati a mare attraverso una condotta marina; fa sempre notizia cercare i responsabili di questo degrado ambientale tra i sindaci, e quindi riepilogo brevemente:

Per 30 mesi circa (dall’insediamento al 2015)  nella mia qualità di  Sindaco mi  sono potuto occupare del progetto “Nuovo Depuratore” che aveva una sua dotazione finanziaria di € 18.300.000,00 euro oltre a quella relativa al depuratore di Scopello di € 5.000.000,00.

Dopo meno di un mese dall’insediamento che era avvenuto il 11.06.2013, viene effettuata una riunione che si svolge nei locali del 3° settore (Ufficio Tecnico), su convocazione del Sindaco e del responsabile del 3° settore, al fine di “dare impulso alle attività necessarie relative al progetto per la realizzazione del nuovo impianto di depurazione in prossimità della radice del molo foraneo del Comune di Castellammare del Golfo”: In quel momento il Sindaco prende atto di quanto avvenuto in precedenza, cioè, che era incaricato un gruppo di tecnici che ognuno per la sua competenza aveva predisposto lo studio ed in quel contesto si doveva prendere atto della soluzione proposta in trincea in luogo di quello inizialmente previsto in galleria.

Prende atto altresì che indietro non si poteva tornare e quindi non era ipotizzabile sotto nessun profilo un ritorno alla ristrutturazione del vecchio e non funzionante impianto.

La data di inizio vero dell’iter progettuale è  praticamente quella e da quel momento può realmente iniziare il percorso di acquisizione di pareri propedeutici all’approvazione del progetto del porto che ad oggi non esiste ancora, mentre la decisione di trasferire il sito  aveva già prodotto la conseguenza che il vecchio impianto non poteva più essere oggetto di ristrutturazione e/o trasformazione.

Viene eseguito il seguente percorso:

-n 1 Riunione iniziale del 15/07/2013 convocata dal Sindaco

– n.8 incontri di ricognizione sugli interventi inseriti in APQ presso l’assessorato Energia sempre     con la presenza del Sindaco;

– n 1 Pre-conferenza di servizi il 11 febbraio 2015; presente il Sindaco;

– n. 1 Conferenza di servizi il 11 maggio 2015 presente il Sindaco;

– n.1 Delibera di incarico per la redazione della V.A.S. su indicazione del Sindaco;

-n 1 Delibera di consiglio per l’avvio delle procedure di variante al P.R.G. presente il Sindaco;

– n 1 incontro presso il Genio Civile di Trapani per la soluzione di interferenze presente il Sindaco

Sono passati ben cinque anni dall’insediamento della gestione commissariale, e solo ora sono stati affidati i servizi propedeutici alla progettazione e realizzazione dell’opera.

Io ho pagato  in termini politici – sottolinea l’ex Sindaco Nicolò Coppola – perché ritenuto responsabile della mancata realizzazione del depuratore ed anche in termini giudiziari per il presunto inquinamento delle acque.

In queste condizioni qualunque Sindaco, in assenza di depuratore, può essere ritenuto responsabile, mentre accade che i ritardi della gestione commissariale passano inosservati.

Mi auguro che in questo anno – conclude – si realizzi la progettazione esecutiva che deve superare i tanti problemi di ordine urbanistico, idrogeologico, di compatibilità con il piano regolatore del porto, demaniale, ambientale e in ultimo anche e soprattutto finanziario.

CONDIVIDI
Commenti Facebook
Articolo precedenteCovid, Sicilia da domenica in zona rossa
Articolo successivoSicilia “zona rossa”, deputati PD: “Musumeci ha portato l’isola al lockdown, si dimetta da commissario Covid”