Articolo Uno: “Trapani e Calatafimi Segesta idonei a ricevere scorie radioattive solleva pesanti interrogativi”

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La decisione di inserire i comuni di Trapani e Calatafimi Segesta tra i siti candidati allo stoccaggio delle scorie radioattive provenienti dalle attività civili e industriali, afferma Antonio Gandolfo segretario provinciale Articolo Uno Trapani, solleva pesanti interrogativi sui criteri adottati dalla società pubblica appositamente costituita per affrontare e dare soluzione al problema, da tempo oggetto di rinvii e polemiche.

Appare evidente che, tra i requisiti tecnici previsti per assicurare la sicurezza del sito da possibili rischi di contaminazione ambientale, sono del tutto trascurati elementi essenziali del territorio coinvolto. Si prevede infatti la distanza dal mare, dai centri abitati, dalle vie di comunicazione e l’altitudine oltre che la conformazione geologica e non si prendono minimamente in considerazione le caratteristiche storiche, culturali, ambientali e le vocazioni delle comunità locali, trattate come se non esistessero.

Agli estensori della lista dei siti prescelti, nulla dice il fatto che queste terre fanno parte di un sistema di relazioni all’incrocio tra storia, agricoltura, turismo e cultura, proprio quella richiamata nelle motivazioni a sostegno della candidatura di Trapani e dei comuni limitrofi a capitale della cultura italiana.

La procedura pubblica che si apre adesso per la consultazione delle regioni e degli enti locali dovrà essere la sede appositamente prevista per avanzare le osservazioni di merito e per chiarire tutti gli elementi oggettivi che per natura sono incompatibili con la realizzazione di un sito di stoccaggio di scorie radioattive, di rilevante impatto sia per dimensioni che per la portata dei rischi espressi.

Articolo Uno Trapani è impegnata a seguire con la massima attenzione tutto il percorso amministrativo che porterà alla decisione finale, per impedire uno sfregio senza appello alla immagine e alle prospettive di progresso del nostro territorio.

Trapani ha bisogno di ben altri investimenti per costruire il suo futuro di nuove opportunità di vita aperto alle nuove generazioni, a cui affidare una eredità di beni e di bellezza da sviluppare piuttosto che la cultura radioattiva di perenni rifiuti da consumi irresponsabili.

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