“Giuseppe uno di noi – modello di vita”, dalla memoria all’impegno

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Giovedì 10 dicembre, presso l’istituto Superiore Mattarella-Dolci, si è tenuto l’incontro in web conference con l’Associazione Bommarito contro le mafie – Onlus dal titolo: “Giuseppe uno di noi – modello di vita”, dalla memoria all’impegno. L’incontro, primo appuntamento all’interno del progetto “A scuola di Emozioni e comportamenti virtuosi, in tempo di coronavirus”, rientra nelle attività che ogni anno la scuola organizza per coltivare la memoria e promuovere la legalità in collaborazione con l’associazione nata per ricordare l’appuntato Giuseppe Bommarito, ucciso il 13 giugno 1983 a Palermo per mano mafiosa. Sono intervenuti la dirigente scolastica Agueci Caterina, la dott.ssa Francesca Bommarito e Salvatore Bommarito, rispettivamente sorella e figlio dell’appuntato Giuseppe, e il Comandante della compagnia dei Carabinieri di Alcamo, Luca De Vito.

Particolarmente toccante è stata la testimonianza di Salvatore Bommarito che ha raccontato con grande pathos i giorni che hanno preceduto e poi seguito l’omicidio del padre. Le sue parole hanno manifestato chiaramente il dolore di chi porta ancora i segni di quel giorno e il turbamento di un uomo la cui vita è stata stravolta da quell’avvenimento tragico. Gli alunni del primo biennio, intervenuti per un totale complessivo di 150, hanno ascoltato con molta attenzione le parole dei familiari e hanno posto alcune domande al Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Alcamo.

Alla conferenza, inoltre, hanno partecipato la classi 3 A dell’IC G. Pitrè e 3 A e 3 C dell’ IC Pascoli-Pirandello di Castellammare del Golfo, in un clima di sinergia nei confronti di una tematica la cui trattazione è per gli studenti un’occasione importante per crescere.

L’incontro è stato molto proficuo sotto ogni aspetto ed ha fornito un arricchimento personale a tutti, rafforzando quel sentimento di vicinanza tra l’Arma dei Carabinieri, la Scuola ed i giovani.

Ciò che è emerso più volte dagli interventi dei ragazzi è stata la parola “coraggio”, il coraggio di combattere la mafia e tutte le ingiustizie di cui siamo testimoni nella nostra vita. Ma è emerso anche il bisogno di continuare a manifestare la propria riconoscenza per il sacrificio di quegli uomini che hanno contribuito a rendere più libera la nostra società.

Per il nostro istituto non si tratta soltanto di realizzare o aderire ad un progetto ma di costruire un percorso educativo che investe tutta la comunità scolastica. Gli alunni hanno continuato le loro riflessioni in classe, scrivendo pensieri ed emozioni scaturite dall’incontro.

L’iniziativa è stata promossa dalla Commissione cittadinanza attiva e legalità e curata in particolare dalle professoresse Mulè, Corrao, Magaddino, Cappello, Plaia, Galante O., De Blasi e Catanzaro.

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