Lo Sciuto, ora c’è il divieto di dimora

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Divieto di dimora per l’ex deputato regionale Giovanni Lo Sciuto, medico di Castelvetrano, 57 anni, politico in carriera per un lungo periodo già dagli anni ’90, è stato consigliere e assessore comunale a Castelvetrano, per poi andare a sedere in Consiglio e in Giunta provinciale, parlamentare a Palazzo dei Normanni sino al novembre 2017, durante il mandato parlamentare alla Regione fu anche componente della commissione antimafia. Lo Sciuto è principale indagato dell’inchiesta della Procura di Trapani denominata “Artemisia”, indagato anche per la violazione della legge Anselmi le cui norme vietano la costituzione di logge segrete massoniche, aspetto questo che è uno dei reati contestati. Dal luglio scorso Lo Sciuto si trovava agli arresti domiciliari, da qualche giorno è tornato libero ma con la nuova misura cautelare del divieto di dimora a Castelvetrano e l’interdizione dai pubblici uffici. L’operazione artemisia esplose nel marzo 2019 con la esecuzione da parte dei Carabinieri di Trapani di 27 arresti, gli indagati sono stati ritenuti responsabili, a vario titolo, di corruzione, concussione, traffico di influenze illecite, peculato, truffa aggravata, falsità materiale, falsità ideologica, rivelazione ed utilizzazione del segreto d’ufficio, favoreggiamento personale, abuso d’ufficio ed associazione a delinquere, a proposito della violazione della legge Anselmi, la loggia segreta sarebbe stata finalizzata ad interferire con la pubblica amministrazione. Per gli stessi reati sono furono notificati anche 5 obblighi di dimora e una misura interdittiva della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio, nonché notificate altre 4 informazioni di garanzia ad altrettanti indagati. Tra gli indagati l’ex sindaco di Castelvetrano Felice Errante e diversi altri esponenti politici. L’inchiesta di recente era approdata dinanzi al giudice delle udienze preliminari, dopo la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura, per un difetto di notifica il fascicolo è tornato in Procura e a febbraio prossimo gli indagati torneranno al gup. Una indagine che ha visto crearsi un vero e proprio braccio di ferro tra pm e giudici del riesame, che in un primo momento oltre a disporre le scarcerazioni avevano sollevato difetto di competenza contro la Procura trapanese, ma a seguito dei pronunciamenti della Cassazione, oltre che cristallizzare la competenza dei magistrati trapanesi, sono state nuovamente ristabilite alcune misure cautelari, come quella nei confronti dell’ex deputato Lo Sciuto. Nell’inchiesta sono emersi condizionamenti nella gestione di pratiche per il rilascio di pensioni di invalidità da parte dell’Inps e anche a proposito della formazione professionale, tra gli indagati Paolo Genco che è tornato ad essere presidente dell’Anfe.

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Rino Giacalone
Rino Giacalone, direttore responsabile e cronista di periferia. Vive nel capoluogo trapanese sin dalla sua nascita. Penna instancabile al servizio del territorio e alla ricerca della verità.