Bonus Sicilia, dalla Regione in arrivo poco più di 2mila euro per le imprese danneggiate dal Covid

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Dopo oltre un mese dal click day fallito della Regione Siciliana, in arrivo i fondi del Bonus Sicilia: il contributo per ciascun impresa richiedente è poco più di 2mila euro. Un “micro sostegno” che non compensa i danni del Covid

PALERMO. Alla fine, come da previsioni, si è manifestato il dramma dei fondi a fondo perduto per le micro imprese siciliane. L’ormai famoso Click day che si sarebbe dovuto svolgere lo scorso 5 ottobre, ormai è stato archiviato come un totale fallimento. Fallito il primo tentativo, causa, secondo la Regione, di un disservizio di Tim. Il sito, infatti, non ha retto gli accessi delle circa 60 mila imprese collegate contemporaneamente per accedere ai fondi del Bonus Sicilia per le imprese danneggiate dal Covid. Inutili i tentativi degli utenti di entrare sul sito, non è mai realmente entrato in funzione.

Click day sfortunato, click day annullato

Dopo lo slittamento di qualche giorno, annunciato dell’Assessore alle Attività Produttive Mimmo Turano, il giorno prima del secondo tentativo, in una conferenza stampa, l’annuncio ormai scontato e inevitabile: Click day annullato. Al primo flop, si aggiunge così il secondo flop evitato sul fotofinish.

L’ennesimo disservizio previsto per la giornata dell’8 ottobre, ha spinto l’Assessore alle Attività Produttive Mimmo Turano e l’Assessore all’Economia Gaetano Armao ad annullarlo. Secondo l’Assessore Turano, sarebbe sempre di Tim la causa dell’annullamento: “Non garantisce la funzionalità della piattaforma”, ha affermato durante la conferenza nella Sala stampa di Palazzo Orleans il mese scorso.

Naufragata anche la seconda opportunità, la Regione ha deciso di “mettere una pezza”,  come chiedevano anche le minoranze all’Ars, ovvero la distribuzione delle risorse finanziarie, 125 milioni di euro, alle imprese già iscritte sulla piattaforma, quasi 58 mila aziende.

Pochi ma buoni (forse)

Sabato l’annuncio da parte dell’Assessore Turano sul suo profilo Facebook: “Bonus Sicilia, ultimata con successo la procedura. Contributi a fondo perduto per 58 mila imprese siciliane”.

Ma se inizialmente le risorse sarebbero andati ai cliccatori più veloci, oggi sono state distribuiti per tutti.

Il contributo, inizialmente, veniva concesso da un minimo di 5 mila euro a un massimo di 35 mila euro. 5 mila euro per le imprese costituite ed avviate dopo il 31/12/2018;  6 mila euro per le imprese costituite ed avviate prima del 01/01/2019 e che, nell’anno di imposta 2018, si trovavano in regime fiscale forfettario; 5 mila euro (più un importo pari al 40% del fatturato medio di due mesi calcolato sulla base del fatturato/volume d’affari anno 2018), per le imprese costituite ed avviate prima del 01/01/2019 e che, nell’anno di imposta 2018, si trovavano in regime fiscale ordinario. Di tutto questo non resta che una piccolissima somma: 2156,65 per ciascuna impresa. Per molti imprenditori una miseria, per altri una mancetta, per alcuni una cifra totalmente inadeguata a coprire spese (anche della pratica per il Bonus Sicilia) e predite. Per altri “meglio di niente, ma che delusione”. Del pasticcio Click day, questo è il risultato. “L’importo che la Regione verserà direttamente nei conti correnti di tutte le imprese che hanno partecipato al bando – spiega l’assessore alle Attività produttive della Regione Siciliana Mimmo Turano –  è un effetto della ripartizione della dotazione finanziaria tra tutte le imprese per le quali l’attività istruttoria è conclusa ed è autorizzata la liquidazione. Si tratta – ha affermato l’Assessore Turano – dunque di un sostegno che, per quanto obiettivamente esiguo, potrebbe aiutare molti a resistere ai morsi di questa terribile crisi economica determinata dalla pandemia”. L’Assessore ammette che si tratta di una cifra esigua, ma meglio di niente.

Per consultare l’elenco di chi otterrà il Bonus Sicilia clicca qui.

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Emanuel Butticè
Emanuel Butticè. Castellammarese classe 1991, giornalista pubblicista. Laureato in Scienze della Comunicazione per i Media e le Istituzioni all’Università degli Studi di Palermo con una tesi sul rapporto tra “mafia e Chiesa”. Ama viaggiare ma resta aggrappato alla Sicilia con le unghie e con i denti perché convinto che sia più coraggioso restare.