Fatture EAS, arriva la seconda sentenza di annullamento per prescrizione

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Questa volta la sentenza è stata emessa dal Tribunale di Trapani

TRAPANI. Dopo il Giudice di Pace questa volta è il Tribunale di Trapani che è stato chiamato a pronunciarsi sulla nuova prescrizione biennale delle recenti fatture idriche inviate da EAS nella case dei cittadini. Si tratta di fatture relative agli anni 2015 – 2016 e 2017 che riportano data di scadenza pagamento a far data dal 1.gennaio 2020. Un cittadino proprietario di un immobile a Marettimo riceveva due fatture risalenti agli anni 2015 e 2016 per consumi calcolati forfettariamente in oltre 5000 euro. Inviava subito un reclamo eccependo l’intervenuta prescrizione biennale delle stesse ma di fronte al diniego del gestore idrico, decideva di agire in sede giudiziale. Conferiva pertanto mandato difensivo all’ Avv. Vincenzo Maltese, specializzato nei contenziosi energetici a tutela dei consumatori e utenti il quale chiamava in giudizio EAS per sentir accogliere le richieste di annullamento per prescrizione delle contestate fatture. Il Giudice incaricato, Dott.ssa Daniela Galazzi, accoglieva pertanto totalmente le argomentazioni del legale annullando il credito vantato dal gestore idrico.

“Il sistema di fatturazione dei consumi EAS è già da anni contestato dal sottoscritto e da altri miei colleghi oltre che dalle varie associazioni consumatori. La disciplina sulla nuova prescrizione delle bollette,che da cinque è passata a due anni –  spiega l’Avv. Vincenzo Maltese –  si aggiunge alla questione della indeterminatezza dei mc fatturati, ed è stata introdotta con la Legge di Stabilità 2018 per i gestori di luce, acqua e gas, prevedendo per costoro, un obbligo di avviso che va allegato alla bolletta. In pratica si avvisa l’utente della possibilità di eccepire la prescrizione dei consumi fatturati compilando un apposito modulo inviato unitamente al documento contabile. Questo modus operandi viene regolarmente seguito dai gestori di luce e gas da due anni, ma non da EAS, che ritiene invece legittime le fatture inviate in questi mesi a tante famiglie dei Comuni del trapanese, risalenti ad oltre due anni. Anche l’Autorità Garante ARERA aveva inviato un sollecito all’Ente acquedotti siciliano ad uniformarsi alle prescrizioni di legge. Tuttavia – conclude il legale – al cittadino non rimane che difendere i propri diritti nelle aule giudiziarie”.

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