Pescatori sequestrati in Libia, Di Maio: “Stanno bene, priorità riportarli a casa. Escludo nessi con la mia visita nel Paese nordafricano”. VIDEO

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“Riportare a casa i 18 marittimi di Mazara del Vallo sequestrati in Libia è una priorità assoluta per tutto il governo, nelle sue varie articolazioni e sotto il coordinamento di Palazzo Chigi”. A dirlo il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, nel corso del Question time al Senato, in merito al sequestro dei membri degli equipaggi dei pescherecci Medinea e Antartide, fermati e poi successivamente imprigionati, nella sera tra il 1 ed il 2 settembre, dalle autorità marittime libiche facenti capo al generale Khalifa Haftar, durante una battuta di pesca a nord di Bengasi, in acque rivendicate dalla Libia come di propria competenza.

Il titolare della Farnesina ha chiesto massimo riserbo per evitare di vanificare gli sforzi fatti dall’intelligence e dall’esecutivo: “Si tratta di un impegno che portiamo avanti, come ho ribadito ai familiari dei pescatori durante l’incontro avuto con loro il 29 settembre assieme al presidente Conte. La delicatezza del contesto ci richiede di perseguire questo obiettivo senza iniziative clamorose o di propaganda, ma con quel basso profilo che vicende del genere richiedono. Anche ora mentre stiamo discutendo, il nostro corpo diplomatico e l’intelligence esterna sono al lavoro”.

Di Maio ha garantito come lo stato di salute dei pescatori sia buono: “Lo monitoriamo quotidianamente, si trovano in buone condizioni, non sono detenuti in un carcere, ma in una struttura indipendente, non hanno contatti con detenuti, sono trattati in maniera corretta e hanno ricevuto, per il tramite dell’Ambasciata a Tripoli, le loro medicine di uso abituale”, ha aggiunto.

Il ministro degli Esteri ha poi voluto allontanare possibili legami tra il sequestro e la sua visita in Libia, nel quartier generale di Al Sarraj: “Escludo qualsiasi collegamento con la mia visita in Libia“. Ma ha avvertito: “Lo stato di fermo per qualcuno che viola una zona autoproclamata è inaccettabile, ma quella rimane una zona a rischio. Questo è un messaggio che mando a tutte le marinerie. Così come sarebbe inaccettabile se qualcuno ci dicesse, ‘se liberate i nostri vi diamo gli italiani’” ha concluso.

Fonte: Ilfattoquotidiano.it – Alberto Sofia

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