Forno crematorio, Rizzo risponde ai 13 consiglieri: “Questa Amministrazione non fugge dalle proprie responsabilità”

1232

CASTELLAMMARE DEL GOLFO. In riferimento alla lettera sull’impianto di cremazione diffusa a mezzo stampa il 28 settembre 2020 da 13 ex consiglieri comunali, l’Amministrazione Comunale di Castellammare del Golfo, guidata dal sindaco Nicolò Rizzo, precisa quanto segue:

“È davvero stupefacente il fatto che 13 consiglieri su 20 del precedente mandato, dopo aver portato a termine 5 anni di attività consiliare, non siano nelle condizioni di comprendere il valore ed il contenuto di un atto deliberato dagli stessi in consiglio comunale. Viene da pensare che, probabilmente, uno dei motivi che non ha portato alla rielezione degli stessi, o per lo meno di quelli che si sono ripresentati, sia stato proprio questo. Tra l’altro, gli ex consiglieri omettono di dire che la proposta di approvazione da parte della precedente Amministrazione guidata da Nicola Coppola, nella cui lista orbitavano quasi tutti i firmatari della lettera aperta, era stata preceduta da un atto deliberativo di approvazione del progetto in giunta n.227 del 20/09/2017.

Apprendiamo che, oggettivamente, almeno un dato è stato da loro confermato, cioè che la volontà di inserire la realizzazione del forno crematorio nel piano triennale delle opere pubbliche era stata espressa favorevolmente dalla precedente amministrazione a guida dell’ex sindaco Nicola Coppola.

Il problema non è legato al significato della parola “cassare” che tutti ben comprendiamo cosa significhi, ma riguarda quanto è stato cassato dall’emendamento presentato ed approvato nel precedente consiglio comunale.

Testualmente la proposta riporta quanto segue: “cassare nella proposta deliberativa in oggetto, tutte le parti che riguardano la costruzione e gestione dell’impianto di cremazione in modo da proporre con la presente delibera l’inserimento al DUP della singola opera relativa alla realizzazione del canile”.

Non occorre fare uso di vocabolari perché è chiaro ed evidente che l’elemento “cassato”, è “l’argomento” forno crematorio, non il “progetto” del forno crematorio approvato dalla giunta Coppola. Infatti il “progetto” del forno crematorio, non essendo stato trattato in quanto “cassato” dall’emendamento, non poteva essere bocciato.

A rafforzare la corretta tesi da noi esposta, c’è persino il contenuto dell’emendamento in questione che nelle premesse così recita: “considerato che le due opere da integrare nel DUP 2017/2019 possono essere trattate in due diverse delibere consiliari; considerato che, al fine di eliminare le suddette perplessità sugli effetti ambientali, occorre approfondire, prima di essere trattata in consiglio comunale, l’opera relativa alla realizzazione e gestione dell’impianto di cremazione”, i consiglieri comunali propongono di cassare l’argomento relativo al forno crematorio.

Questa Amministrazione, come è evidente da tali dati di fatto, non fugge dalle proprie responsabilità come strumentalmente gli ex consiglieri intendono far passare e chiede che la cittadinanza non venga raggirata da chi, arrampicandosi sugli specchi, cerca di stravolgere la verità. Questo esclusivamente ad onor del vero. Ogni altra posizione sull’argomento sarà dibattuta esclusivamente nella sede deputata, qual è il consiglio comunale poiché sono tantissimi gli impegni amministrativi quotidiani, tutti da portare avanti ugualmente, lavorando costantemente nell’interesse dei cittadini”.

CONDIVIDI
Commenti Facebook
Articolo precedenteSan Vito Lo Capo: bufera sul servizio refezione, la protesta dei genitori
Articolo successivoGiornale di Sicilia, affidati al Cdr 17 giorni di sciopero: «Tanti quanti gli esuberi annunciati». Il sindacato al fianco dei colleghi