“Ciao Mauro, non smetti di essere fonte di ispirazione”

“Caro Mauro, da quando ti hanno assassinato a Valderice sono passati 32 anni eppure non smetti di essere fonte di ispirazione. Rino Giacalone in un bel pezzo uscito su Libera Informazione ricorda che la tua rigorosa attività giornalistica dipendeva da una vocazione più profonda, che nelle parole di tua figlia Maddalena Rostagno ha trovato forma: volevi essere TERAPEUTA”. Inizia così un post pubblicato in un social da Davide Mattiello dedicato a Mauro Rostagno, e continua: “Perché nel guarire da una malattia c’è il sapore della liberazione. Lo sanno i ricoverati nelle terapie intensive per Covid e lo sanno i loro familiari. Ci si ammala anche collettivamente e non perché c’è un virus  biologicamente feroce, ma per altri virus più sofisticati che hanno a che fare con il modo di stare al Mondo e che tu da sociologo conoscevi bene, quanto un virologo conosce il Covid. La mafia appunto. Ti saluto con questa foto: sono ragazzi e ragazze del WE CARE, promosso da Acmos, arrivano da tante regioni d’Italia, sono insieme a Torino per elaborare progetti che hanno quello stesso scopo ‘terapeutico’. Quello che ha il sapore della liberazione. Ciao Mauro!”.

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