Egadi, “faccimm ammuina”

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A pochi giorni dalla presentazione delle liste a Favignana la caccia al voto all’insegna del caos

Doveva essere il momento per ricostruire, su tutti i fronti. Troppi anni di bugie, di inciuci, che hanno portato al disastro. Una indagine giudiziaria, gli arresti, le dimissioni, lasciando nell’arcipelago mille problemi. Dall’acqua al sistema elettrico, dalla gestione della riserva marina, la più grande d’Europa, all’organizzazione della ricettività turistica. Volendoci fermare a sorvolare sugli ultimi 20 anni di amministrazione delle Egadi bisogna riconoscere che è stato fatto poco, troppo poco, per un arcipelago che ha cercato di candidarsi tra le isole meta del turismo nel Mediterraneo. Guardiamo questi vent’anni senza perdere di vista la portualità e i trasporti. Bocciati! La politica avrebbe utilizzare scossa giudiziaria per riaversi dopo quello che è venuto fuori con l’operazione “Aegades”. Non entriamo nell’ambito dell’inchiesta, ancora nella fase iniziale e senza un processo che può dirsi imminente, ma ci stupisce come il “colore” emerso da quell’inchiesta, la faciloneria di tanti cristallizzata dalle intercettazioni, il do ut des tradito dalle voci degli indagati, non abbia indotto i raggruppamenti politici a darsi una regolata. Doveva essere il momento in cui ogni raggruppamento si riorganizzasse rispettando le collocazioni, destra, sinistra, centro, doveva essere il momento di chiudere con gli intrecci dietro le quinte, e invece è partito un ordine preciso, facimm ammuina, cioè far finta di darsi un gran da fare per cambiare le cose, e invece appena il pallino pre elettorale si è fermato dando uno sguardo vediamo le Egadi che rischiano di ritrovarsi punto e daccapo. Pochi, pochissimi i nomi nuovi, e quelli buoni, ci piace indicare Vito Vaccaro, tanti, tantissimi i volti di sempre, anche di coloro i quali hanno avuto responsabilità almeno politiche per il patatrac di “Aegades”, il sempre in campo Ignazio Galuppo.. Destra e sinistra certamente non brillano, si sono nuovamente mischiati fra loro, da questi ambiti si alzano le voci reciprocamente indignate di chi accusa l’amico o il compagno di partito di aver tradito. L’area di centro non è da meno, è minoranza nelle Egadi e lo è ancora di più, questa la nostra impressione, dinanzi alla composizione delle liste. L’ex presidente della commissione antimafia nazionale, il giornalista Francesco Forgione, è l’unica novità di queste elezioni, politico di razza…buona, che però anche lui ha dovuto accettare in parte l’ordine del faccimm ammuina, accettando l’accordo con quegli ex amici del sindaco Pagoto che forse , anzi senza forse, non dovevano essere ancora una volta protagonisti di questa tornata elettorale. Ma ciò non di meno il candidato sindaco Francesco Forgione è l’unico tra gli altri due candidati sindaci, a poter vantare una vera novità elettorale, unico sindaco a poter vantare capacità di ricostruire le Egadi partendo dalla ricettività turistica, di un turismo che con le giuste capacità può essere organizzato per più mesi all’anno e non nel solo periodo estivo caldo, luglio e agosto. Sempre coerente con il pensiero comunista, uomo di punta di una legalità non solo di facciata, stavolta dovrà saper essere davvero “santo” come il suo più celebre omonimo Padre Pio da Pietralcina, al secolo anche lui Francesco Forgione, per mediare tra buoni e cattivi e sopratutto portare alla bontà di comportamenti i secondi. Ha due sfide da affrontare, riuscire a raccogliere il consenso per essere eletto e trasformare in buoni i cattivi. Non ce ne vogliano gli altri candidati sindaci, Maria Sinagra e Toto Braschi, che ha avuto la geniale provocazione di scegliere come slogan “Rinnovamento Egadi, per uno come lui diventato a dispetto dell’età un anziano della politica favignanese, sempre alla caccia di una poltrona, dalle Egadi sino a Roma quando si mise come consulente per l’Ambiente al fianco del senatore D’Alì, ma tra chi li sostiene ritroviamo anche coloro i quali pensavano che l’economia dell’isola si basava sul…carcere. Alla fine il carcere è arrivato… ma non era questo l’obiettivo. La Sinagra poi si ritrova stretta nell’abbraccio con di due ex storici avversari, non candidati, Ernandez, che però ripropone la figlia Kim, e Antinoro, che si è portato dalla sua parte un pezzo del Pd, uomo di D’Alì il primo, Dem il secondo che però si porta appresso il peccato originale di aver dato spinta all’ultimo sindaco delle Egadi, Giuseppe Pagoto. I grandi partiti dentro questa coalizione hanno deciso di non commentare. Forza Italia con Ernandez forse non ha parlato per non gongolare troppo, il Pd zitto e muto. A questo punto la parola è agli elettori. Ma lo diciamo senza infingimenti, non siamo fiduciosi del fatto che con la matita sapranno rimettere ordine, ristabilire per bene le cose nell’arcipelago. Però un contributo non ci sottraiamo dal darlo. Invitiamo gli elettori a leggere i programmi e a valutare se le squadre in campo sapranno attuarli, a non cedere al voto per parentela o amicizia, perché è questo che negli ultimi vent’anni ha prodotto danni. Danni che hanno permesso a certuni di fare affari sporchi, tanto sporchi che anche la mafia ha deciso di mettere sull’isola anche il suo cappello. La mafia è merda e con la sporcizia sa convivere. Territorio troppo violentato, le speculazioni edilizie all’ombra di piani regolatori e paesaggistici che un giorno ci sono e l’altro appresso spariscono, di investimenti senza controllo, in mano a spregiudicati. E’ di pochi giorni addietro una operazione dei Nas dei carabinieri che sono venuti a far scoprire come dietro il bello di certe iniziative di ricettività, si nascondeva il brutto. Un agriturismo e un ristorante enormemente pubblicizzati, dove però i Nas hanno trovato numerose irregolarità, hanno denunciato la giovanissima titolare, troppo giovane forse per essere la vera titolare, e pochi giorni addietro è scattata la sospensione della licenza. C’era bisogno dei Nas? Forse non perché bastava raccogliere in giro le impressioni e le valutazioni dei turisti che in un sol colpo hanno punito non solo le attività ma anche l’isola dove si trovano insediate. Per gli errori di pochi alla fine pagano tutti. Di meglio non troviamo saper dire anche a proposito delle prossime elezioni. Buon voto!

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Rino Giacalone
Rino Giacalone, direttore responsabile e cronista di periferia. Vive nel capoluogo trapanese sin dalla sua nascita. Penna instancabile al servizio del territorio e alla ricerca della verità.