Motopesca sequestrati

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I libici tornano a far guerra ai pescatori siciliani

Torna la “guerra del pesce” tra Libia e marineria di Mazara del Vallo. Ancora una volta scenario le acque nel golfo della Sirte per le quali la Libia rivendica la territorialità. Sono acque pescose in particolare per il Gambero rosso. Nella serata di ieri due motopesca appartenenti al Compartimento di Mazara del Vallo sono stati fermati da motovedette libiche. Si tratta dell’ “Antartide” e del “Medinea”, rispettivamente con 10 e 6 uomini di equipaggio a bordo Il sequestro secondo quanto riferito via radio dai comandanti è avvenuto a circa 35 miglia nord da Bengasi, oltre quelle 12 miglia dalla costa e quindi in acque internazionali per le convenzioni marittime.

La Libia invece estendendo la territorialità sino alle 62 miglia dalla costa ha istituito la cosiddetta ZEE cioè Zona Economica Esclusiva. Ad agire sono stati i militari fedeli al generale libico Haftar. I due motopesca sono stati costretti a seguire la motovedetta libica sino a giungere stamattina al porto di Bengasi. Sempre ieri sera un altro natante militare libico ha affiancato altri due motopesca, il mazarese l’ “Anna Madre”, e il “Natalino”, appartenente alla marineria di Pozzallo, e i militari a bordo hanno costretto i soli comandanti a trasbordare sul loro natante, e sono stati condotti sulla terraferma libica. Si conosce solo il nome del comandante del peschereccio “Anna Madre”, Giacomo Giacalone. Ovviamente sono al lavoro il Comando Generale delle Capitanerie di Porto e la Capitaneria di Mazara del Vallo, allertate anche le autorità diplomatiche attraverso la Farnesina. “Gli equipaggi stanno bene” ha fatto sapere l’armatore dell’”Antartide” Leonardo Gancitano.

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Rino Giacalone
Rino Giacalone, direttore responsabile e cronista di periferia. Vive nel capoluogo trapanese sin dalla sua nascita. Penna instancabile al servizio del territorio e alla ricerca della verità.