Capaci, l’area Vanini, una città che vuole un volano virtuoso

13795

Intervista al sindaco Pietro Puccio, “invece del centro commerciale una scuola”. “Spero si approfondiscano le indagini condotte dall’ex comandante dei Carabinieri Conigliaro”

Alcuni giorni addietro abbiamo dedicato alcuni nostri articoli all’audizione dinanzi alla Commissione nazionale antimafia dell’ex comandante della stazione dei Carabinieri di Capaci, luogotenente Paolo Conigliaro. Una parte dei nostri articoli era legata alla procedura amministrativa risalente al 2017 della modifica della destinazione d’uso dell’ex area industriale Vanini. In questo sito è stato presentato un progetto per la costruzione di un centro commerciale. L’impresa proponente quella dell’ing. Angela Pisciotta, esponente di rilievo del sindacato dei costruttori Ance di Palermo. Per la verità già in altre occasioni ci eravamo interessati a questa procedura, se non per il fatto che emergevano contatti con quel “clan” di imprenditori vicini all’ex presidente di Sicindustria Antonello Montante. Su questa procedura ci sarebbero state indagini, anzi togliendo il condizionale un indagine c’è stata, ma è finita archiviata dalla Procura di Palermo. La stesa vicenda pare essere stata oggetto dell’audizione in Commissione antimafia del luogotenente Conigliaro e proprio questa parte è finita secretata, assieme alla parte che riguarda una proposta di scioglimento per inquinamento mafioso del Comune di Capaci, risalente alla consiliatura precedente all’attuale. Nel raccontare “area vanini” abbiamo scritto che l’attuale amministrazione guidata dal sindaco dem Pietro Puccio non ha interrotto l’iter. Le cose però, abbiamo meglio accertato, non stanno in questo modo. E dell’errore ci scusiamo col sindaco Puccio. L’occasione però è stata propizia per sentire il sindaco su questo aspetto e su altri.
La sua Amministrazione ha ereditato la procedura che prevede la destinazione industriale dell’ex Area Vianini, durante la campagna elettorale la vicenda Vianini è stata oggetto di diversi interventi pubblici anche da parte sua, aveva quindi il sentore che qualcosa non si era mossa nei giusti termini? Quali decisioni sono state messe in atto?
La destinazione urbanistica dell’Area ex Vianini, per la sua estensione e per la sua collocazione, non poteva non entrare di diritto nel dibattito politico-amministrativo che caratterizza normalmente l’elezione del Sindaco ed il rinnovo del Consiglio Comunale.
Le diverse opinioni in campo erano tutte legittime, ma le conseguenze socioeconomiche di tale scelta avrebbero impattato direttamente sul futuro di Capaci e dei suoi cittadini poiché, ad esempio, c’è chi temeva che la realizzazione di un centro commerciale all’interno del tessuto urbano avrebbe potuto dare il definitivo colpo di grazia alla già fragile e critica rete commerciale locale, con conseguenze negative forse non del tutto preventivabili.
La Delibera consiliare adottata verso la fine del 2017, con cui è stato dichiarato ed attestato l’interesse pubblico dell’intervento, risente già del clima preelettorale che si respirava in paese e ciò è documentato anche dalla fedele trascrizione del dibattito consiliare, in cui traspare un’atmosfera febbrile, la proposta di rinvio del punto all’OdG è stata bocciata per un voto di scarto, mentre al voto finale hanno partecipato 11 consiglieri su 20 (8 voti a favore, 2 contro, 1 astenuto).
Nel corso del dibattito, un consigliere comunale è intervenuto apostrofando un suo collega con la frase “non fare ostruzionismo e non fare il fango, te lo dico in italiano”, mentre il Presidente dell’assise si è astenuto “perché avrebbe voluto avere qualche chiarimento”.
C’è relazione con la vicenda Vianini a proposito dello spostamento ad altro Ufficio di un Dirigente tecnico comunale?
La mia amministrazione ha voluto rappresentare sin da subito un elemento di discontinuità con il passato, concretizzatasi con diversi e svariati atti amministrativi nei diversi ambiti dell’attività istituzionale dell’Ente, tra cui mi preme evidenziare il cambio del Segretario Generale, la soppressione di un’Area amministrativa e la sostituzione di n. 3 Capi Area.
È evidente che tali decisioni sono state il frutto di valutazioni più complesse e sono state inserite in un quadro di assieme che progressivamente sta ridisegnando il funzionigramma e l’organigramma dell’Ente.
L’impresa sostiene di avere ricevuto tutti i nulla osta, ma il progetto è stato presentato al Comune? Oggi comunque nessuna attività è stata avviata per la costruzione del centro commerciale, come mai?
Un mese dopo il nostro insediamento, è pervenuta al Comune di Capaci un modello compilato di S.C.I.A. (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) da parte della signora Angela Pisciotta (n. q. di Liquidatore della società P. R. s.r.l.), cui ha fatto seguito, nel mese di settembre, una nota della Soprintendenza del Beni Culturali di Palermo, che comunicava di avere vistato ed autorizzato un Progetto presentato dalla stessa Ditta; riscontrando quest’ultima nota, il Comune evidenziava che agli atti dell’Ente non risultava depositata alcuna richiesta di permesso di costruire né allegati progettuali, per cui si richiedeva la trasmissione di tutti gli allegati progettuali vistati ed ivi menzionati.
Nel gennaio del 2019 la P. R. s.r.l. chiedeva il rilascio del permesso di costruire in deroga e per la realizzazione di un primo stralcio funzionale, che il Comune riscontrava, chiedendo un’attestazione di compatibilità geologica e geomorfologica del sito da parte del Genio Civile di Palermo, in uno con il rapporto ambientale per gli adempimenti connessi al V.A.S. (Valutazione Ambientale Strategica), comunicando nelle more la sospensione della pratica in questione.
A seguito di tale nota, è intervenuto uno scambio di note tra i legali delle due parti, in cui si ribadivano i rispettivi punti di vista, senza aggiungere alcuna novità di rilievo, creando di fatto una situazione di stallo.
Nel mese di ottobre del 2019, il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Palermo ha ribadito alla P. R. s.r.l. le ENNESIME MOTIVAZIONI OSTATIVE all’accoglimento dell’istanza, per cui ha comunicato che “il progetto non è conforme alla normativa ed ai criteri tecnici di prevenzione incendi vigenti” che, per il momento, è l’ultimo documento acquisito nel relativo carteggio e frappone obiettivamente degli ostacoli non si sa quanto sormontabili.
Il Comune è alle prese con un nuovo P. R. G., per l’ex Area Vianini vi sono state modifiche nella destinazione d’uso?
L’attuale Amministrazione ha adottato il P. R. G. con Del. del Comm. ad acta n. 4 del 31/10/19, pubbl. sulla GURS del 29/11/19. A tale Deliberazione, come atto politico, si è ritenuto di dare seguito, con l’approvazione di un atto di indirizzo (Delibera di Giunta Comunale n. 5 del 29/01/20), in seno al quale sono state inserite diverse osservazioni al P.R.G., fra cui una (la n. 33) riguardante proprio l’ex Area Vianini, che si riporta di seguito integralmente.
“Rilevata l’assenza di Istituti Superiori, sia nel nostro territorio che nei Comuni limitrofi, accertata l’esigenza del territorio di dotarsi di un Istituto di Istruzione Superiore, al fine di limitare il pendolarismo dei nostri studenti, si ritiene funzionale prevedere nella Zona Ex Vianini, un Istituto Superiore, dotato di ampio parcheggio (circa 10.000 mq.), che possa essere utilizzato anche al servizio della collettività. L’individuazione di questa area è determinata dal fatto che l’area in oggetto è direttamente connessa con la strada statale 113, quindi di facile raggiungimento e, vista la posizione in prossimità dello svincolo stradale per Palermo, eviterebbe di intasare il centro urbano. Inoltre, in questo comparto interessato dall’ex Area Vianini, si prevede l’allargamento della sola Via Coste, rimandando qualsiasi progettazione di viabilità interna ai piani di dettaglio futuri”.
Questa vicenda sembra essere legata alla vicenda che ha come protagonista l’ex comandante della stazione dei CC, rispetto a quanto si è saputo della sua deposizione in Commissione Nazionale Antimafia e cioè che la precedente Amministrazione aveva propri esponenti collegati con la criminalità mafiosa, la sua Amministrazione ha riscontrato elementi in tal senso?
Dalle frammentarie e parziali notizie lette in relazione all’audizione dell’ex Comandante della Stazione dei CC di Capaci, sembra che tra gli argomenti trattati vi sia anche qualche riferimento all’ex Area Vianini, in che termini non è dato sapere.
È evidente che il ruolo istituzionale ricoperto, il punto di osservazione e gli strumenti a disposizione per la ricerca della verità, a disposizione dell’ex comandante dei CC di Capaci sono di assoluto privilegio, per cui confidiamo pienamente negli organi investigativi, già allertati ed attivati per approfondire tali spunti investigativi.
L’Amministrazione Comunale presieduta dal sottoscritto, in carica dal 14 giugno 2018, sin da subito si è dichiarata totalmente ed incondizionatamente disponibile alla più leale e proficua collaborazione istituzionale con le Autorità preposte. Io posso affermare, senza ombra di smentita, che l’attuale “squadra” amministrativa risulta largamente rinnovata e molti dei suoi componenti sono alla loro prima esperienza politica. Solo il sottoscritto, in precedenza, ha ricoperto incarichi politici ed amministrativi (essendo stato già sindaco nel 1994-1996 e Presidente dell’ex Provincia Regionale di Palermo tra il 1996 ed il 1998) mentre il Presidente del Consiglio Comunale è alla sua prima esperienza amministrativa; dei 4 assessori, 3 sono alla loro prima esperienza amministrativa, mentre il vicesindaco ha già ricoperto in precedenza il ruolo di Assessore comunale nel periodo 2008/2013. Alla luce delle dichiarazioni fatte dall’ex Comandante della Stazione dei CC di Capaci, non spetta a me esprimere giudizi sulla passata amministrazione, che non siano quelli prettamente di natura politica ed amministrativa; credo che ciò spetti ai rappresentanti di punta di quell’esperienza amministrativa, di cui non può non evidenziarsi l’assordante silenzio che proviene da quelle parti, non solo con riferimento all’assenza di dichiarazioni pubbliche ed ufficiali da rendere agli organi di stampa o ai social media, ma anche come atti ispettivi da affidare ai loro rappresentanti istituzionali fra i banchi dell’opposizione.
Insomma si coglie nelle parole del sindaco Pietro Puccio conferma a quanto era emerso anni addietro, da quelle indagini che poi vertici istituzionali e giudiziari, dentro l’Arma dei Carabinieri di Palermo e nella stessa Procura, avrebbero in qualche modo ostacolato. Tenendo anche conto che soggetti vicini a Montante si sarebbero adoperati a far fare terra bruciata attorno all’ex comandante Conigliaro, il cui trasferimento da Capaci pare non potersi collegare a “litigi” dentro l’Arma o a fantasiose ipotesi di comportamenti diffamatori. Lo scenario è quello del tentativo di far restare il Comune di Capaci in mano a certuni più affaristi che politici. Ma torniamo a parlare con il sindaco Puccio.
Lei stesso ha detto che si è candidato a sindaco perché aveva sentore che il Comune era destinato a finire in mani sbagliate, valutazione politica o altro?
Guardi che il Comune era “già finito” nelle mani sbagliate, il nostro era ovviamente un giudizio politico ed amministrativo, alla luce delle recenti notizie forse nemmeno tanto severo, che trovava peraltro ampio credito presso l’opinione pubblica, di cui abbiamo interpretato ed indirizzato la voglia di cambiamento e di svolta che si respirava.
I cumuli di rifiuti erano agli angoli delle strade e gli unici strumenti efficaci per rimuoverli era il costante ricorso alle famigerate ed assai opache ordinanze sindacali ex art. 191 del T.U.E.L. n. 267/2000, o a fuochi non si sa quanto imputabili ad autocombustione, che riducevano “provvidenzialmente” il volume dei rifiuti in putrefazione sulle strade, liberando nell’area quantità pericolose di velenosa e letale diossina.
Il Comune era coinvolto in un enorme numero di contenziosi legali anche irrisori e ridicoli, che in diversi casi potevano evitarsi o risolversi con un po’ di buon senso, quasi ad insinuare il dubbio che vi fosse una specie di predilezione o preferenza ad andare a giudizio a qualsiasi costo. Il sindaco uscente, un avvocato in carriera con studio avviato, aveva nominato come proprio consulente personale una persona che poteva vantare come titolo di studio la licenza media (senza per ciò volergliene fare una colpa, al “consulente”, intendo), motivando la scelta con il fatto che il tizio in questione avesse “dimestichezza” con il ciclo dei rifiuti e le altre problematiche di cui si sarebbe dovuto occupare, peraltro indefinite ed aleatorie. Un po’ come essere accreditato come aiuto ginecologo, per “manifesta dimestichezza” con la materia, per il semplice fatto di aver contribuito a mettere al mondo dei figli.
Come ultimo elemento, non in ordine di importanza, tengo ad evidenziare come la mia parte politica, la mia storia politica personale, si è sempre sforzata di introdurre nella prassi quotidiana anche degli elementi di igiene e profilassi politica, anche nei comportamenti. Abbiamo sempre rappresentato nelle istituzioni il mandato popolare ricevuto; quando abbiamo perso, abbiamo fatto opposizione a viso aperto, con tutti gli strumenti democratici a nostra disposizione. Quando abbiamo vinto, abbiamo cercato di interpretare il mandato popolare con onestà e trasparenza, non abbiamo mai amato e gradito i saltimbanchi, i voltagabbana ed i trasformisti della politica, che alimentano il qualunquismo e la disaffezione dei cittadini verso la cosa pubblica.
Esisterebbe una confraternita religiosa che avrebbe funzionato da camera di compensazione come una loggia massonica, ne è a conoscenza?
Come è ampiamente risaputo dai miei concittadini, io non sono molto addentro alle problematiche ed alle liturgie religiose né ho mai, sia pur minimamente, cercato di interessarmi o di interferire nelle dinamiche ecclesiali e religiose locali, che operano secondo canoni e regole autonome e ultronee, subordinate gerarchicamente peraltro all’Arcidiocesi di Monreale che, ci risulta, è molto attenta e sensibile su questi aspetti.
Per impedire che soggetti controindicati, aderenti a logge massoniche o a consorterie mafiose, potessero inserirsi nella vita e nelle attività parrocchiali, l’attuale Arcivescovo, Mons. Michele Pennisi, con un proprio decreto, alcuni anni fa ha chiesto che nello Statuto delle Confraternite della propria Arcidiocesi venisse stabilito esplicitamente che “non possono essere accolti coloro che si sono resi colpevoli di reati disonorevoli o che con il loro comportamento provocano scandalo; coloro che appartengono ad associazioni di stampo mafioso o ad associazioni più o meno segrete, contrarie ai valori evangelici ed hanno avuto sentenza di condanna per delitti non colposi passata in giudicato”. Non abbiamo alcun motivo per dubitare che il contenuto del sopra richiamato Decreto arcivescovile non sia stato recepito ed inserito anche nello Statuto delle Confraternite parrocchiali locali.
In Consiglio comunale si ritrova soggetti citati in ordinanze che hanno riguardato un altro Comune, il segnale che i tentativi di infiltrazione non sono del tutto superati?
Non riesco a cogliere l’essenza della sua domanda, formulata in modo assai generico. Non ho notizie dettagliate a tal proposito, né ho mai letto ordinanze di qualsiasi natura riguardanti altri Comuni; le frammentarie e parziali notizie di stampa a suo tempo diffuse, mi hanno però convinto in modo TOTALE ed ASSOLUTO che in tali situazioni o contesti non sono coinvolti amministratori, candidati ed esponenti del mio gruppo politico-amministrativo. Lei, in qualità di giornalista, potrebbe avere gli strumenti e le “entrature” più efficaci per poter approfondire ed accertare tali fatti e circostanze, facendo assoluta chiarezza, di cui le sarebbero grati certamente tutti i cittadini ed i suoi lettori.
Accogliamo l’invito, approfondiremo.
Lei è già stato sindaco di Capaci, cosa le è dispiaciuto non trovare più della sua vecchia Amministrazione?
Tentare una comparizione fra la mia prima sindacatura (che risale ai primi anni ’90) e l’attuale, è un esercizio puramente retorico, per molti versi improponibile. Sono due stagioni politiche, sociali, economiche, lontane tra loro anni luce. Nel primo caso si trattava delle prime elezioni amministrative dopo la strage Falcone, dopo lo scioglimento dell’Amministrazione per infiltrazioni mafiose e dopo l’introduzione dell’elezione diretta del sindaco (introdotta con la L. R. n.7/92); un periodo molto complesso, ma in un contesto socio-economico molto frizzante, pieno di speranza, di dinamismo e di energia.
L’attuale Amministrazione, in carica da due anni, ha tentato di interpretare al meglio e di indirizzare l’esigenza di cambiamento e di cesura con il passato più recente, in cui gli esempi di amministrazione virtuosa latitavano, per mancanza di visione e di programmazione amministrativa, con un territorio comunale pieno di rifiuti e sull’orlo del default finanziario, con gli amministratori intenti ad una specie di staffetta 4 X 100 infinita e permanente, che non si riferisce evidentemente ad una gara di atletica, ma al numero dei componenti della Giunta, che venivano cambiati in media ogni 100 giorni circa, in una specie di staffetta infinita, in cui la “nomina” era vista come una specie di ristoro economico per la candidatura in una delle liste a supporto del Sindaco. Ecco, in una battuta, posso dirle che, rispetto alla prima esperienza di sindaco, oltre alla……..gioventù, stavolta non ho trovato quel dinamismo e quella vivacità sociale, ma una comunità piegata su se stessa, abulica, sconfortata e rassegnata, cui è doveroso restituire speranza e dignità.
Garantire al Comune di Capaci il posto che merita nella lotta alla mafia e un futuro senza mafie, cosa sta facendo? La città, le forze sociali, come reagiscono?
Siamo convinti che l’antimafia e la buona amministrazione debbano andare sinergicamente a braccetto e che, invece di declamarle e di ostentarle ad ogni piè sospinto, esse vadano esercitate, applicate e messe in pratica quotidianamente, con atti, comportamenti ed azioni imparziali, trasparenti, cristalline.
L’Amministrazione Comunale ha rafforzato i contenuti e le informazioni sulla pagina web istituzionale dell’ente, affiancandole anche una pagina facebook (Pietro Puccio Sindaco di Capaci) di informazione e di promozione, cui abbiamo cercato di dare un taglio istituzionale. Abbiamo promosso incontri con la cittadinanza e svolto dei Consigli comunali in piazza, gli atti amministrativi vengono pubblicati con regolarità e tempestività, mentre gli atti ispettivi vengono inseriti immediatamente all’Ordine del giorno del primo Consiglio comunale utile, cosa che nel recente passato non avveniva. Stiamo cercando con tutte le nostre energie di rafforzare e potenziare con nuovo personale e con nuovi strumenti il corpo di Polizia Municipale, mentre ci stiamo adoperando per intrattenere rapporti e relazioni ottimali e sinergici con i rappresentanti delle forze dell’ordine sul territorio, ai diversi livelli operativi e funzionali. Stiamo collaborando con l’associazionismo locale, promuovendo in ogni modo molti eventi musicali, sportivi e culturali, per fornire stimoli non solo ai nostri giovani, ma a tutta la comunità.
Abbiamo inoltre approvato in Consiglio comunale diversi Regolamenti nei diversi ambiti amministrativi, in modo da fornire alla cittadinanza degli strumenti efficaci per un rapporto corretto ed informato con l’Ente, favorendo in tal modo la trasparenza e l’imparzialità della pubblica amministrazione. Sono diversi, numerosi piccoli segnali, che vanno però tutti in un’unica direzione; il cittadino deve sapere, convincersi che l’Ente locale non è un nemico, ma un punto di riferimento certo, un’opportunità di crescita morale, sociale ed economica per l’intero territorio.
Avvertiamo su di noi l’attenzione, la simpatia e la benevolenza della cittadinanza, siamo convinti che nel medio e lungo periodo ciò possa costituire un volano virtuoso di impegno civile collettivo, di crescita morale, sociale ed economica.
Grazie sindaco Puccio, torneremo a sentirci. Buon lavoro.

CONDIVIDI
Commenti Facebook
Articolo precedenteLa prof. Cordova è il nuovo direttore
Articolo successivoi Carabinieri eseguono un arresto in esecuzione di misura cautelare in carcere
Rino Giacalone
Rino Giacalone, direttore responsabile e cronista di periferia. Vive nel capoluogo trapanese sin dalla sua nascita. Penna instancabile al servizio del territorio e alla ricerca della verità.