Ex deputato, verso il processo

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Norino Fratello indagato per reati relativi anche a gestione dei migranti

Erano riusciti a far ritirare una querela e minacciavano un avvocato che difendeva un loro prestanome che aveva iniziato a denunciare ai pm di Trapani il business dell’accoglienza ai migranti. Dietro a tutto c’era Norino Fratello, 57enne ex deputato regionale di Alcamo (Trapani) che nel 2006 patteggiò una condanna per mafia, arrestato nuovamente nel 2018 nel blitz dei carabinieri ‘Brother’, per essere tornato a gestire vecchie e nuove cooperative che gestivano alcuni centri per migranti. Poche settimane dopo però tornò in libertà su disposizione del Riesame. Adesso la procura di Trapani (procuratore aggiunto Maurizio Agnello, sostituti Sara Morri e Francesca Urbani) ha notificato l’avviso di conclusione indagini per 14 persone, indagate a vario titolo per estorsione, intestazione fittizia di beni, riciclaggio, evasione fiscale, mancato versamento dei contributi. Si tratta di Maria Adragna, Davide Amodeo, Gaetano Calvaruso, Cristina Coppola, Benedetto Costantino, Antonino D’Angelo, Sebastiano D’Angelo, Maria Fileccia, Norino Fratello, Salvatore Fratello, Baldassare Marchese, Patrizia Messina, Anna Maria Montemagno e Marisa Oliveri. L’ex deputato Norino Fratello è accusato di aver violato le prescrizioni previste per i condannati per mafia, controllando in maniera occulta quattro coop (Dimensione Uomo 2000, Letizia, Consorzio Servizi e Solidarietà, Benessere) che gestivano dei centri d’accoglienza ad Alcamo e Castellammare del Golfo, con picchi di 250 migranti, e due società di gestione di centri sportivi (Wellness Sport Center e Sport-E) oltre che una multiproprietà a Favignana.
Nel corso dell’indagine sono emersi i contatti politico-affaristici per l’apertura di alcuni centri d’accoglienza con un altro ex deputato, Giovanni Lo Sciuto, poi arrestato nel blitz Artemisia con l’accusa di truffa e corruzione, oltre che per aver costituito una loggia massonica coperta e recentemente tornato ai domiciliari. Secondo i pm Fratello avrebbe percepito indebitamente dall’Inps delle indennità di maternità di cinque dipendenti, “in realtà mai corrisposta ai lavoratori”. Ma è accusato anche di estorsione in concorso con Antonino D’Angelo e Benedetto Costantino, 73 enne sfuggito a un agguato di mafia e fratello di un indiziato mafioso ucciso nel 1989 dal latitante Matteo Messina Denaro. Nel mirino erano finiti l’ex prestanome Lorenzo La Rocca, che nel 2015 decise di raccontare ai magistrati il sistema delle cooperative, e il suo legale di fiducia, l’avvocato Josè Libero Bonomo. I fatti contestati risalgono all’ottobre 2017, quando con “minacce, implicite, in ordine ai ‘guai’ che avrebbe passato (l’avvocato ndr) laddove non avesse rinunciato all’assistenza legale in favore di Lorenzo la Rocca o comunque non avesse modificato le memorie difensive redatte nell’ambito del predetto mandato difensivo”. Le richieste riguardavano un procedimento pendente davanti al Tribunale di Palermo (sezione Lavoro), in cui La Rocca “aveva chiamato in causa Fratello in qualità di effettivo titolare della gestione”.
*Fonte Agi – Marco Bova

Riceviamo e pubblichiamo:

“Egr. Direttore, in riferimento all’articolo pubblicato sul giornale on-line alqamah di oggi 13.07.2020 dal titolo “Ex deputato, verso il processo ”, mi permetto di fornirLe alcuni chiarimenti, notizie, documenti e precisazioni al fine di rendere ai lettori una completa conoscenza degli atti sino ad oggi emessi dalle Autorità Giudiziarie ed evitare, sommari e strumentali processi mediatici.

  • Per i reati contestati sia dalla misura cautelare del 05/07/2020 e sia dall’avviso di conclusione delle indagini preliminari notificato alcuni giorni fa e precisamente: il reato della lettera B) art. 512 c.p. (già legge 356/92 “Intestazione Fittizia”, lettera C) art. 110, 216 c.p. “Bancarotta” lettera D) art. 110 c.p. f.lgs 74/2000 e lettera E) art. 110,61 c.p. d.lgs. 74/2000, voglio portare a sua conoscenza ciò che è scritto nelle Sentenze del Tribunale del Riesame di Palermo (che allego nella sua interezza) di annullamento dell’ordinanza del 05/7/2018 (in tutto sono 5 e tutte di rigetto avverso i ricorsi della Procura) e dalla Sentenza della Corte di Cassazione (che allego nella sua interezza) e che sono tutte pubbliche e depositate nelle Sedi Giudiziarie:

  • Ultima sentenza del Tribunale del Riesame di Palermo n. 248/2019 del 07/3/2019 di Fratello Onofrio a seguito di opposizione della Procura di Trapani: … la possibilità di questo Collegio di operare una rivalutazione del quadro indiziario, sulla scorta degli elementi addotti dalla difesa che evidenziano, da un lato, pronunzie definitive che escludono la ricorrenza dei reati per cui si procede( sia per l’intestazione fittizia di beni, sia la bancarotta per distrazione), imponendo al giudice ed evitare il contrasto tra giudicati, dall’altro lato offrono nuovi elementi di fatto, non tenuti in conto in precedenza, come le fatture di vendita depositate dal curatore fallimentare della Wellness Sport Center in data 18/10/2018 che dimostrano come i beni asseritamente distratti dal ricorrente siano stati, in realtà, acquisiti dalla curatele e monetizzati nell’interesse dei creditori della società fallita.

Ritenuta, dunque, la possibilità di rivalutare il quadro indiziario alla luce delle emergenze depositate a seguito del giudizio di rinvio, questo Collegio non può esimersi dal rilevare l’effettiva insussistenza del quadro indiziario posto a fondamento dei capi B,C ed E della rubrica.

……

Dalle considerazioni di tali elementi indiziari non è dato, dunque, riscontrare un sufficiente quadro indiziario, tale da integrare le ipotesi contestate ai capi B,C, ed E…………………………………………………………………………………………………………

  • Sentenza della Corte di Cassazione n. 5266 del 2019 avverso il ricorso della Procura di Trapani per il reato di intestazione fittizia:

Il ricorso è manifestatamente infondato. Secondo la pacifica giurisprudenza della Corte di Cassazione, cui aderisce il Collegio, si ritiene che ai fini della integrazione della fattispecie di cui all’art. 12 quinquies del D.L. n.306/1992 conv. nella legge n. 356/1992 (Intestazione Fittizia), è necessaria l’attribuzione fittizia ad altri della titolarità o della disponibilità di denaro, beni o altre utilità, sicché, in ossequio al principio di tassatività, non assume rilievo il simulato trasferimento dei compiti di amministrazione di una società commerciale, anche nel caso in cui la condotta è finalizzata alla elusione dell’applicazione di misure di prevenzione patrimoniali……………………………………………………………

Non voglio aggiungere nessuna parola in mia difesa, perché sarei troppo di parte, in quanto ho avuto e avrò sempre fiducia nei Giudici.

Voglio solo comunicare che il primo avviso di garanzia è del 2011 n. 3724/2011 e le conclusioni delle indagini sono del 24 giugno 2020.

Saluti. Norino Fratello”

Prendiamo atto di quanto scritto dall’on. Norino Fratello, ma teniamo a precisare che l’articolo fa riferimento a fatti e circostanze riportate nell’avviso di conclusione delle indagini.

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