Lavoro nero: La Cgil e la Flai incontrano i braccianti agricoli stranieri senza diritti e senza tutele

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L’emersione del lavoro nero e le procedure per la regolarizzazione dei lavoratori stranieri sono stati al centro dell’incontro che i rappresentanti della Cgil e della Flai provinciale, regionale e nazionale hanno tenuto al campo per migranti economici di Campobello di Mazara.

A oltre quaranta braccianti agricoli stranieri, i sindacalisti della Cgil e della Flai Cgil hanno illustrato l’articolo 103, contenuto nel decreto “Rilancio”, che introduce, per quanto riguarda l’emersione di rapporti di lavoro, la possibilità di regolarizzare, attraverso una apposita istanza, il rapporto contrattuale con il lavoratore. Presenti all’incontro anche il segretario regionale della Flai Sicilia Tonino Russo, Mimma Argurio della Cgil Sicilia e il responsabile nazionale del dipartimento politiche migratorie della Flai nazionale Jean René Bilongo.

“I lavoratori a cui ci siamo rivolti – dicono il segretario provinciale della Flai Cgil Giovanni Di Dia e Piero Genco della segreteria Flai – sono i cosiddetti invisibili, braccianti con rapporti di lavoro irregolare, senza diritti e senza tutele. Le testimonianze che ci hanno fornito – proseguono i sindacalisti – offrono uno spaccato delle difficoltà lavorative, dovute allo sfruttamento e all’assenza di contratto, e delle pessime condizioni degli alloggi abusivi, messi a disposizione dai datori di lavoro, in cui, spesso, sono costretti a vivere”.

La Cgil e Flai Cgil hanno annunciato che si attiveranno, attraverso la Prefettura, per chiedere l’avvio della regolarizzazione, prevista dal decreto Rilancio, dei lavoratori irregolari stranieri e italiani.

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