Consiglio Comunale, ecco perché il gruppo “Castellammare 2.0” ha abbandonato l’aula

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CASTELLAMMARE DEL GOLFO. In merito al consiglio comunale svoltosi mercoledì  13 maggio, svoltosi a porte chiuse con una balbettante diretta streaming, il gruppo consiliare di minoranza “Castellammare 2.0” spiega i motivi che hanno spinto il gruppo ad abbandonare l’aula in segno di protesta. Intanto è stata ufficializzata la nomina del nuovo capogruppo, Lorena Di Gregorio.

“Essendosi svolto a porte chiuse e non potendo raggiungere i cittadini e la stampa, riteniamo esporre la nostra posizione che ci ha poi portato ad abbandonare i lavori. – hanno sottolineato in una nota stampa – Abbiamo chiesto la convocazione del C.C. per mettere al centro del dibattito la drammatica emergenza che stiamo vivendo e provare a dare il nostro contributo per questa fase 2- Non ci sono ambienti istituzionali esistenti dove far confluire proposte che ormai provengono da tutte le parti ed hanno necessità di confronto per valutarne la fattibilità. Non ci sono gruppi di lavoro, semplici commissioni consiliari, rappresentanti di gruppi politici, conferenza capi gruppo a ciò delegati. L’unico ambito esistente resta il consiglio, dove l’argomento emergenza Covid 19 ritenevamo dovesse avere la centralità essendo inopportunamente  inserito al punto 8 dell’o.d.g. Abbiamo chiesto prima della trattazione dei normali punti, il prelievo dello stesso che peraltro era un o.d.g. condiviso dai gruppi, per confrontarci sulle proposte da affidare all’amministrazione e presentarci quanto meglio possibile alla ripresa della vita cittadina, nella consapevolezza delle difficoltà da affrontare, per le quali ribadivamo la disponibilità dell’organo consiliare. Abbiamo provato – spiegano i consiglieri Coppola, Titola, D’Aguanno e Di Gregorio – a far comprendere che tutti gli argomenti erano secondari rispetto alla drammatica emergenza che dovevamo trattare, non ci siamo riusciti e quindi abbiamo manifestato il nostro disappunto. Quando si hanno i numeri, non è necessario mostrare i muscoli, basta confrontarsi e ragionare. Abbiamo perso la prima occasione di confronto dopo mesi di silenzio, non vogliamo risposte, basta darle agli operatori economici in ginocchio, agli albergatori, ai cittadini in difficoltà a tutti coloro che devono affrontare il domani che secondo noi è già iniziato ieri. Ci sono cose che possiamo fare perché dipendono da noi (immagine della città, verde pubblico, valorizzazione del centro storico, informazione turistica a Scopello, cultura  etc. ), ma ce ne sono altre per le quali è necessario fare sintesi con il DPCM, con la finanziaria regionale e con le risorse dell’ente. Faremo la nostra parte, come sempre, con i mezzi di cui disponiamo pur consapevoli che i tempi della politica non sono compatibili con la situazione attuale che non ha precedenti storici.  Eravamo pronti – concludono – per una accelerazione del confronto, prendiamo atto della impossibilità di farlo impegnandoci comunque a dare  il nostro contributo con le nostre proposte, i nostri suggerimenti le nostre critiche nei modi e nei termini consentiti al ruolo che ci compete”.

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