LA FAVOLA DELLE REGIE TRAZZERE DI SICILIA – CAPITOLO XI – PARTE II – ALCAMO

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di Antonino Messana

La Statistica costituisce un traguardo dopo ben 67 anni (dal 21 aprile 1785 al 1842) di intenso e affannoso lavoro alla ricerca e inventariazione delle Regie Trazzere. E’ possibile ritenere che il Re non ha incassato il denaro che peraltro servivano per la costruzione delle strade rotabili (invito i lettori a rispolverare i capitoli dal V in poi magari per titoli)?

In contrada “Costa” 32 proprietari hanno pagato metri quadrati 11.679,7154. In contrada fiume 17 proprietari hanno pagato metri quadrati 13.954,4336. Su queste contrade  con solo due Decreti Assessoriali nn. 488 e 659 l’ex Ufficio Trazzere intelligentemente apporta al patrimonio armentizio Regionale ben 5 Regie Trazzere più due Vie cittadine: Corso dei Mille e Via Kennedy.

CONTRADA COSTA

I proprietari elencati in basso nel Collettivo sono 32. Sommando le quantità di trazzera che ciascuno proprietario ha usurpato otteniamo il seguente risultato:

Tumuli      4     X   mq.     1.088,4600  =  mq.  4.353,8400

Mondelli  24    X   mq.         272,1162 =  mq.  6.530,7888

Carrozzi    43    X   mq.            17,0072 = mq.      731,3096

Quartigli   15    X   mq.               4,2518 = mq.       63,7770

Totale metri quadrati………………. 11.679,7154

 

Resta scontato il pagamento delle porzioni di vie pubbliche o trazzere che investe l’intera contrada da parte dei nominativi sopra indicati. Infatti la “Statistica” non è un libro di erudizione, ma in termini moderni – giuridici tributari – un vero  “ruolo”, cioè un atto di riscossione coattivo di somme di denaro (tributi). La Statistica costituisce un traguardo dopo ben 67 anni (dal 21 aprile 1785 al 1842) di intenso e affannoso lavoro di provvedimenti legislativi, esecutivi (vendita e censuazione delle trazzere) e infine inventariazione delle trazzere nelle sei province (invito i lettori a rispolverare i capitoli dal V in poi magari per titoli). Tuttavia l’intera Statistica non distingue la Via pubblica dalla Trazzera armentizia. Quindi è compito nostro andare a cercare la strada, la via o la trazzera che attraversa la contrada Costa e poi confrontarla con  la Trazzera armentizia disegnata nel 1954 dall’Ufficio Trazzere.

Leggiamo in basso il percorso della Regia Trazzera demanializzata dal decreto Assessoriale che reca il numero 659 con il seguente percorso:

Abbiamo letto il percorso della trazzera che inizia dal Bosco di Calatafimi, anticipo che la prosecuzione della trazzera n° 659 per il territorio si Alcamo attraverso la Fontana Costa e la contrada Carrubbazzi è inventata e falsa. Vediamo e dimostriamo il perché!

Intanto la mappa IGM di Calatafimi ci dimostra l’esistenza corretta della trazzera dal Bosco di Calatafimi come punto partenza. Infatti sulla carta IGM sottostante con cerchi di colore rosso ho evidenziato i seguenti siti: R° del Bosco;  Feudo Arcauso; Chiavello che confina con il fiume Freddo –  tutti siti del territorio di Calatafimi. Seguendo la trazzera in parola da Chiavello – che ho segnato in mappa con tratto di penna di colore rosso – essa attraversa il Fiume, sale in territorio di Alcamo e attraversa la Regione Costa. All’altezza della R. Garrubbazzi (Carrubazzi) non si nota alcun bivio e nessun collegamento con la trazzera l’altra trazzera che attraversa proprio la contrada Carrubbazzi. In altre parole, si nota a colpo d’occhio che le due trazzere “bosco di Calatafimi” e la “Carrubbazzi, meglio la Rosignolo(Calatafimi)”  non si collegano e non c’è traccia di bivio che li unisce. Ecco in prima battuta la falsità e la bugiarderia del tragitto della trazzera 659.

Ecco la mappa IGM 1862 ove sono rappresentate le due trazzere che non hanno nessun tragitto che li unisce.

La carta stradale IGM 1852 sotto riportata evidenzia che nella R. Garrubbazzi (Carrubbazzi) le due trazzere segnate rispettivamente tratti di penna rosso e celeste non si collegano.

Questa è una prima dimostrazione che  il percorso nel territorio di Alcamo non è quello segnato dall’ex Ufficio Trazzere perché la trazzera di Chiavello (o meglio del bosco di Calatafimi segnata con numero 659) si allaccia effettivamente ad un bivio, ma come vedremo qui di seguito, non è il bivio di contrada Carrubbazzi. Il reale bivio è quello di   Fontana Costa che si unisce solamente alla trazzera di San Pietro. Ecco la rappresentazione nella carta IGM con il bivio a curva convessa con la trazzera proveniente da Calatami  e sale verso Alcamo dalla contrada San Pietro segnata con cerchio di colore giallo. La trazzera della contrada Carrubbazzi segnata con linea celeste è ben lontana dalla trazzera del Bosco decretata col numero 659.

Anticipo che l’unica Regia Trazzera di Calatafimi-Alcamo è la sottostante che attraversa il fiume Freddo dalla contrada Bevignato di Calatafimi collegandosi all’altra sponda con la contrada San Pietro..

Come dimostreremo in seguito con le carte Catastali del 1938 la trazzera in parola che da Chiavello entra in territorio di Alcamo – che abbiamo appena visto – nella mappa IGM, scompare del tutto e si unifica con la trazzera 659 disegnata dall’ex Ufficio Trazzere. Ecco la nuova unica trazzera del Catasto che fa bivio con curva concava in contrada e si alla Statale 119 costruita intorno al 1930.

Per altro verso la trazzera del bosco di Calatafimi che arriva in contrada Chiavello fa parte del feudo “Arcauso” che ho evidenziato nelle carte IGM.

Ecco la bella pianta che delimita il Feudo con la trazzera in parola.

ARCHIVIO DI STATO DI TRAPANI

Il feudo Arcauso è stato un dominio Musulmano anche dopo l’avvento dei Normanni. Leggiamo che il feudo è stato donato al Convento San Francesco d’Assisi.

La pianta manca di una data, però dimostra a pieno titolo l’esistenza della strada che unisce le città Saracene di Calatafimi e di Alcamo. E’ sicuramente una strada feudale è comprova inequivocabilmente la vera e propria “Regalia”, perciò già dichiarata demaniale anche prima di Ruggero II e non “Via Armentizia” di metri quasi 38.  Indagherò più a fondo sul libro di Statistica per vedere se la città di Calatafimi e le sue contrade sono elencate nel suddetto libro.

Introduco inoltre  lo stralcio del quadro unico del territorio di Alcamo con la descrizione delle trazzere, la loro larghezza e l’appartenenza al Demanio Pubblico Armentizio con una larghezza di canne 18 e palmi due pari a metri 37,68.

Riporto qui di seguito lo stralcio mappale delle trazzere che abbiamo sottolineato nel quadro unico relativo alle Regie Trazzere 659 e 488.

La mappa è chiara ed osserviamo le due trazzere segnate con linee di colore rosso. La 659 dal fiume Freddo arriva in città nell’attuale Via Balduino; si nota benissimo che a Fontana (Costa) con curva convessa fa bivio e attraversa la statale 119 – segnata con linea di colore giallo – e si innesta con la 488.

Il collegamento, della trazzera 659 con la trazzera 488, come già sopra dimostrato, è del tutto inventato ed è solamente una fotocopia della mappa Catastale del 1938.

Come primo riferimento, rendo noto che la S.S. 119 è stata costruita nelle previsioni della legge 17 maggio 1928 n. 1094 (G.U. di pubblicazione: 31 maggio 1928, n. 127) istituiva l’ANAS e sono state programmate per la Sicilia la costruzione delle strade statali sotto elencate. Ai nostri fini è interessante la S.S.119 Alcamo-Gibellina rilevata nella carta catastale del 1938 e inesistente nelle carte antiche IGM.

N. 113 Settentrionale Sicula Messina – Patti – Cefalù – Termini – Palermo – Sferracavallo – Alcamo – Trapani.
N. 114 Orientale Sicula Messina – Catania – Lentini – Siracusa.
N. 115 Sud Occidentale Sicula Trapani – Marsala – Mazzara – Castelvetrano – Innesto con la n. 118 presso Agrigento – Terranova – Modica – Spaccaforno – Siracusa.
N. 116 Randazzo-Capo d’Orlando Stazione di Naso – Capo d’Orlando – Innesto con la n. 120 a Randazzo.
N. 117 Centrale Sicula Santo Stefano di Camastra – Nicosia – Quadrivio della Misericordia presso Enna – Piazza Armerina – Terranova di Sicilia.
N. 118 Corleonese-Agrigentina Innesto con la n. 121 presso Marineo – Corleone – Bivona – Agrigento – Innesto con la n. 115.
N. 119 Di Gibellina Alcamo – Gibellina – Santa Ninfa – Castelvetrano.
N. 120 Dell’Etna e delle Madonie Innesto con la 113 presso la stazione di Cerda – Caltavuturo – Petralia Sottana – Cerami – Randazzo – Innesto con la n. 114 presso Fiumefreddo.
N. 121 Catanese Da Catania per Adernò alla n. 117 presso Leonforte e da questa presso Enna per Barriera Noce e Vallelunga all’innesto con la n. 113 presso Palermo.
N. 122 Agrigentina Agrigento – Canicattì – Caltanissetta – Incontro con la n. 117 al bivio Benesiti con la diramazione da Caltanissetta alla contrada Barriera Noce sulla n. 121.
N. 123 Di Licata Canicattì – Campobello – Licata.
N. 124 Siracusana Innesto con la n. 117 presso San Cono – Caltagirone – Vizzini – Palazzolo – Floridia – Siracusa.

GAZZETTA UFFICIALE PARTE PRIMA DEL REGNO D’ITALIA Anno 69° Roin – Giovedl, 31 maggio 1928 – ANNO VI Numero 127-Numero di pubblicazione 1532. LEGGE 17 maggio 1928, n. 1094

Adesso argomentando sui cammini delle trazzere e delle strade in generale, oltre ad utilizzare le carte antiche IGM  esibirò, per ovvi motivi,  le carte catastali del 1938, pertanto, per captare meglio la lettura, da qui in avanti consiglierei  ai cari lettori di dare un’occhiata immediata alla mappa appena nominata  prima della lettura del cammino della strada.

Riprendo il discorso della trazzera Bosco di Calatafimi-Alcamo segnata col numero 659, osserviamo la carta stradale IGM 1852 che riporto qui in basso con cerchi di colore rosso ho evidenziato i seguenti siti: Bosco di Calatafimi, contrada Chiavello, contrada Bevignato, la stazione Alcamo Calatafimi, la R. S. Pietro e infine la R. Coda di Volpe. Con linea di colore rosso ho evidenziato la trazzera che parte dal Bosco di Calatafimi arriva a Chiavello attraversa il fiume Freddo e fa un primo bivio a Fontana Costa. Con tratto di penna di colore giallo ho evidenziato una curva di collegamento della trazzera di Chiavello che si innesta con una larga trazzera che parte da Calatafimi e in contrada Bevignato incontra la stazione Alcamo-Calatafimi e sale verso Alcamo incontrando il bivio di Costa (Fontana) e prosegue fino a raggiungere la città. Questa è l’unica Regia trazzera Alcamo-Calatafimi che è in linea con la 659. Con linea di colore giallo ho indicato la trazzera Tre Santi che corrisponde alla 488 ben lontana dalla 659.

Ecco la carta stradale IGM 1852

Abbiamo bene notato che non esiste collegamento  fra le due trazzere 659 e 488. Da far presente inoltre che la carta non mostra alcuna traccia di strada corrispondente alla S.S. 119.  Quindi morale della favola ! Resta la certezza che con la carta Catastale del 1938 il collegamento della 659 con 488 avviene con la costruzione negli anni 1930 della Statale 119.

Come avevo già anticipato fin dal principio l’unica Via Regia di Calatafimi è quella della mappa IGM che ripropongo per comodità di lettura comprovata anche dalla carta Catastale del 1938. Certamente non è una Via Armentizia larga quasi metri 38.

Come ultima prova, la strada in parola Calatafimi-Alcamo è  indicata nella carta Mortillaro  come Via  Consolare con ponte che riporto in basso.

Assodato che l’unica Via Regia è 659 come indicata dall’Ufficio Trazzere nel quadro unico, ripropongo per comodità di lettura detto quadro unico per mettere in luce altri brogli di trazzere inventate lungo il tragitto della 488.

Analizziamo la 488 iniziando da Alcamo. La nostra 488 dalla città fa bivio con la Via Balatelle che si dirige verso la montagna oggi denominata oggi Via Monte Bonifato. Da questo punto scende verso il fiume Freddo percorrendo la Via Tre Santi fino ad incontrare la S.S. 119. A questo incrocio si nota benissimo che la trazzera 488 non ha più un autonomo tragitto, ma cammina sulla S.S. 119 che scende fino ad arrivare a Coda di Volpe incrociando la Regia Trazzerra 550 Pioppo (Castellammare)-Gibellina con diramazione bivio Giardino Busecchio-bivio Busecchio (Gibellina).

Infatti come vedremo nella carta IGM la trazzera 488 e la S.S. 119 si incontrano in contrada S. Pietro e così, solo la Statale si dirige verso la contrada Coda di Volpe, mentre la 488 ossia la trazzera Tre Santi muore all’incrocio o continua verso  il ponte di Venignato.

Visitiamo la carta antica IGM sottostante, essa conferma quanto appena visto: la linea di colore giallo che segna il percorso della trazzera Tre Santi mostra a chiare lettere lo sbocco al fiume Freddo contrada Bevignato-stazione Alcamo-Calatafimi.  Non scende nessuna strada al di sotto la Regione San Pietro in linea con la Tre Santi. Il tratto di penna di colore azzurro è l’unica trazzera di Gibellina che attraversa il fiume a Coda di Volpe.

Per altro verso nella carta catastale sottostante leggiamo che anche questo tratto di trazzera è la 488 che dal fiume Freddo arriva ad Alcamo in contrada Canapè e si attacca a sinistra al Corso dei Mille e a destra alla S.S, 119, ben lontana dalla contrada Carrubazzi che si trova a Nord-Ovest (Vedi capitolo XI-parte pubblicato iI 21 marzo 2020). Anticipo che creando il percorso della Tre Santi in contrada Carrubbazzi l’Ufficio Trazzere guadagna una terza trazzera Regia.

Ecco la carta del Catasto,

La mappa catastale qui sotto riportata mostra la continuazione della Via Tre Santi dalla contrada Canapè. La Via sale fino ad incontrare la Enner (Jenner) incrociando la Via Balatelle oggi Via monte Bonifato. Il cerchio di colore rosso induca lo spiazzo Balatelle.

In chiusura tutto il cammino in città della trazzera 659 ovvero della trazzera Tre Santi è chiaramente indicato nella carta cittadina sotto riportata.

La trazzera Tre Santi è stata denominata Via Carlo Golgoni. Sul lato destro leggiamo Corso dei Mille (pure Regia trazzera armentizia). A curva semicerchiata leggiamo Via Tre Santi che si unisce alla Via Jenner e alla fine incontra la Via Balatelle ribattezzata Via Monte Bonifato.

Ho cercato con tutte le mie forze di descrivere bene i luoghi con l’aiuto delle carte e mappe anche che sono convinto che seguire la lettura accoppiata alle mappe non è facile e richiede molta applicazione. Assicuro il lettore che ho molto lavorato ed e l’intero lavoro è stato un rompi capo (capire, ordinare e scrivere). Accetto qualsiasi segnalazione per eventuali errori od omissioni che qualche lettore potrà notare. Sono pure disponibile per eventuali delucidazioni o chiarimenti.

Anche se l’argomento non è interamente esaurito ritengo di aver superato la parte più difficile sul tema Regie trazzere di Calatafimi-Alcamo.

Adesso il discorso della trazzera 659 si collega in chiusura con la contrada “Carrubbazzi”.

La buona fortuna per l’ex Ufficio Trazzere nella fase di accertamento delle Regie Trazzere ha potuto utilizzare e copiare ad litteram il Catasto del 1938  che conosceva bene le “Regalie” e li ha rappresentato  come Regie trazzere perchè appartenevano al Re. L’Ufficio tecnico delle Trazzere ha studiato e ha copiato  bene queste mappe del Catasto tanto che in questa occasione dalle due Regie Trazzere 659 e 488, come tra poco vedremo, ne ricava cioè complessivamente tre. Vediamo come!

Per la sfortuna del territorio di Alcamo, le carte Catastali del 1938 segnarono ben quattro Vie pubbliche denominate Tre Santi che in origine erano collegate all’ex feudo Costa ( che assommava le contrade Tre Santi, Carrubbazzi e Canapè) da qui nasce l’idea appetitosa di ricavare altra Regia Trazzera.

Il cerchio è le linee di colore giallo indicano il quadrivio delle strade “Tre Santi”, le linee di cole rosso indicano le contrade e la linea di colore azzurro indica la Statale 119. Ecco la mappa Catastale con le contrade, il quadrivio Tre Santi e la S.S. 119 che inizia dalla contrada Canapè per arrivare a Gibellina.

Altro capo espiatorio è stata la contrada Fontana Costa che c’è la mostra con tanta chiarezza la carta catastale sottostante. A colpo d’occhio riconosciamo la Regia Trazzera 659 che dal Bosco di Calatafimi entra in territorio di Alcamo attraversando il fiume Freddo dalla contrada Chiavello, il bivio della trazzera Fontana Costa, il Vicolo Fontana Costa che incrocia la Statale 119, il primo ingresso della S.S. 119 – segnato con cerchio – l’uscita dalla Statale (segnato con un secondo cerchio) che fa bivio  al Vicolo Tre Santi che è  l’ingresso in contrada Carrubbazzi e nella Via Tre Santi (lato Ovest).

Ecco il percorso segnato con penna di colore rosso

Con quest’altra carta Catastale in basso riportata l’ex Ufficio Trazzere ha perfezionato il delitto di creare la terza trazzera di Calatafimi-Alcamo. Ecco la chiarissima carta catastale ove ho segnato il cammino della “Regia Trazzera di Calatafimi” e la falsa, assurda e artificiosa terza Regia Trazzera   659 Alcamo-Calatafini denominata Tre Santi in contrada Carrubbazzi.

Concludendo con le mappe Catastali ecco l’intera area territoriale attraversata dalle Regie Trazzere 488 e 659  ricavata dalla ricongiunzione dei seguenti fogli catastali di Alcamo: 66,67.68 e 52.

Iniziando a leggere da sinistra; la linea di colore celeste indica la Regia Trazzera 659; il lungo cammino segnato con penna rossa è la stessa Trazzera 659 con la deviazione in contrada Fontana Costa; con i bivi con la S.S. 119  segnati con cerchietti di colore rossi, mentre la Statale è segnata con linea dcolore giallo;   con la contrada  Carrubbazzi; infine la linea verde indica la Trazzera 488.

Per memoria riporto in basso il quadro dell’Ufficio Trazzere ove si notano le due Trazzere 659 e 488 e l’allaccio tra loro due  e l’incrocio con la S.S. 119 evidenziata con linea di colore giallo. Il quadro non permette di evidenziare il bivio Carrubazzi. Si evidenzia solo che la Trazzera 488  al termine in Alcamo incrocia la Via Balatelle cerchiata con tratto di penna di colore azzurro ove  si innesta altra inventata Regia Trazzera 486 (Vedi capitolo X-parte II, pubblicato 8 giugno 2019).

A chiarimento di ogni dubbio riprendo lo stralcio della mappa cittadina di Alcamo evidenziando quanto appresso:

  1. Le linee di colore rosso indicano la trazzera 659 corrispondente alla Via Balduino che tocca il Corso dei Mille e la trazzera 488 ribattezzata nei pressi della città per i nuovi edifici Via Carlo Goldoni che incrocia il Corso dei Mille e la Statale 119 (segnata con linea di colore giallo);

b)La curva segnata con tratto di penna di colore azzurro è il vecchio Vicolo Tre Santi oggi Via Francesco Parrino;

  1. c) le due linee di colore azzurro indicano rispettivamente la contrada Carrubbazzi e la vecchia strada Tre Santi oggi chiamata Via Kennedy che si unisce con la Via Jenner e si chiude con la Via Balatelle.

Ecco la mappa cittadina

Qui termina la storia delle trazzere di Calatafimi sottolineando che alcuni abitanti in Corso dei Mille e in Via Kennedy hanno legittimato il terreno di ciascuna abitazione; altre persone che mi hanno interpellato mi hanno riferito che il Comune di Alcamo non concede autorizzazioni edilizie se prima non pagano il tratto di trazzera usurpata inerente al progetto presentato. Un certo signor Ver…mi ha pure riferito che pur avendo un progetto approvato di anni addietro e scaduto per avere eseguito parzialmente i lavori, il Comune per rinnovare l’approvazione lo ha invitato a pagare la trazzera.

Riporto in basso la mappa stradale IGM 1852 solamente per tenere  bene in mente che il collegamento della trazzera del Bosco di Calatafimi e la Via Tre Santi segnata con linea di colore verde non esisteva.

Ecco la mappa IGM

Ciò dimostra che il collegamento in contrada Fontana Costa tra le due trazzere 659 e 488 è un’opera d’arte studiata, dopo circa un secolo dalla carta IGM, dall’ex Ufficio Trazzere allo scopo di bidonare innocenti proprietari.

Concludendo della trazzera che proviene da Chiavello e indica la curva come bivio di Fontana Costa che si allaccia alla Regia trazzera di Calatafimi nella carta Catastale non c’è traccia. Il Catasto, come più volte abbiamo visto  e che ripropongo con lo stralcio della carta in basso, fa buona un’unica Regia Trazzera da Chiavello proveniente dal Bosco di Calatafimi come la certifica l’Ufficio Trazzere che reca il numero 659.

Ecco solo per memoria il nuovo percorso indicato nel 1938 dalla carta Catastale

Ecco altra carta IGM che mostra l’originario percorso della trazzera del Bosco di Calatafimi ben diverso della carta Catastale.

Risulta chiara e lapalissiana l’assenza in Catasto della originaria trazzera (659) di provenienza del Bosco di Calatafimi e l’imbroglio dell’ex Ufficio Trazzere.

Da ultimo qualcuno mi potrebbe obiettare che il collegamento delle due trazzere 659 e 488 esiste ed è indicata nella carta Montillaro.

Benissimo si nota a colpo d’occhio che è molto più in alto del bivio Fontana Costa. Ecco la mappa del Catasto Mortillaro.

Con la carta IGM è evidentissima la distanza dell’incrocio Fontana Costa e l’altro incrocio in alto evidenziato.

Infine abbiamo la carta Catastale che prova definitivamente le distanze tra i due incroci.

Stando così le cose i Sindaci hanno tutte le carte per ordinare perizie e impugnare il decreto (o i decreti) per tutelare il proprio territorio e la gente che l’ha votato.

CONTRADA DEL FIUME

Con la contrada Fiume è la volta di entrare a pieno titolo in territorio di Alcamo. Essa confina con la contrada Costa, lambisce il fiume Freddo da Sud-Ovest e il “fiume Caldo” (San Bartolomeo) a Nord- Ovest.  L’altra sponda del Fiume incontra due territori comunali: Calatafimi , Castellammare del Golfo, due Regie trazzere (solo una ricosciuta dal Catasto)  più un strada pubblica.

Ecco le tre Vie delle sotto riportate carte IGM.

IGM 1862

La carta catastale ci fa conoscere l’intera contrada chiamata Fiume Eredità. Riconosciamo le tre strade che abbiamo visto nelle mappe IGM che ho segnato con linee di colore rosso. Esse sono esattamente le seguenti: da sinistra la trazzera che attraversa il Fiume in contrada Fegotto; al centro  la trazzera di Coriolano ed a destra la trazzera Marcione con ponte. Ho segnato pure la Via Palmitelli che da Marcione arriva ad Alcamo in contrada Gammara.

Ecco la carta Catastale.

Osserviamo adesso il quadro unico disegnato dall’ex Ufficio Trazzere. Ricaviamo ben due trazzere che riportano entrambi il numero 452 corrispondenti alla Regia Trazzera Trapani-Palermo

Dal quadro unico si nota benissimo che la trazzera 452 scendendo da Alcamo fa bivio (vedremo in contrada Setterino): sul lato destro arriva al ponte Marcione ; a sinistra  leggiamo lo stesso numero 452  arriva in contrada Fegotto privo di ponte.

In questo altro del quadro unico  sempre dell’Ufficio Trazzere leggiamo pure che la Trazzera di Marcione è indicata come Regia Trazzera che si allaccia alla trazzera 452 Trapani-Palermo. Percorso  corretto che dimostrerò qui di seguito con altre carte. Tuttavia è impossibile che entrambe siano Regie Trazzere.

Osserviamo adesso la carta Catastale del 1938. Qui il catasto ha preso un’abbaglio. La Regia trazzera è stata invertita. Infatti leggiamo nella carta sotto riportata Regia trazzera quella in contrada Fegotto ove non esisteva il ponte. Mentre quella di Marcione è indicata strada Nazionale di Segesta.

La strada Regia invece è quella di Marcione che conduce alle acque Segestane.                                                                                                                                      Una primissima prova la raccogliamo nella tabula Peutingeria ove all’angolo leggiamo Segesta, Prepanis, Lilybeo nel lungo percorso della Via Valeria Messina-Trapani-Marsala (Vedi capitolo I-parte III, pubblicato il 20 giugno 2015). Eccola sia pure stralciata però più leggibile

Altra prova la otteniamo dal catasto Mortillaro con la mappa di Castellammare. Notiamo subito il ponte e  la Via Gorga che è la strada per le terme Segestane.

Concludendo la Regia Trazzera è sola una quella che attraversa il ponte di Marcione ed è una strada Consolare (costruita nel 210 a.C. dal console Marco Valerio per le guerre puniche contro i Cartaginesi). La trazzera del Fegotto non è altro che la S.S. 113 costruita dall’ANAS, mentre il ponte è stato costruito agli albori del Regno d’Italia (1862).

Adesso osserviamo i nomi degli usurpatori che corrispondono a diciassette proprietari e le quantità di terreno usurpati da ciascuno di loro riportati nel libro di Statistica.

Complessivamente i diciassette proprietari hanno usurpato e pagato metri quadrati 13.954,4336. Ecco il calcolo.

Tumuli      5     X   mq.     1.088,4600  =  mq.  5.442.3000

Mondelli  30    X   mq.         272,1162 =  mq.  2.163,4860

Carrozzi    19    X   mq.            17,0072 = mq.      323,1368

Quartigli     6    X   mq.               4,2518 = mq          25,5108

Totale metri quadrati………………. Mq 13.954,4336

In conclusione le trazzere che attraversano il fiume Freddo ed entrano nel territorio di Calatafimi e viceversa come abbiamo visto con la Statistica sono tutte pagate. Oggi restano ancora Regie Trazzere armentizie larghe quasi m. 38. Esse sono i seguenti:

N°2 

nelle contrade Fegotto e Coriolano e Marcione che assorbe una trazzera per Trapani e la deviazione per Marcione con ponte che entra in contrada di Castellammare;

N° 2

che attraversano la  contrada Tre Santi- Canapè e il Corso dei Mille

N°2 che attraversano due strade la Via Balduino e in contrada Carrubbazzi  la Via Kennedy.

 I decreti assessoriali sono appena tre, le Regie Trazzre armentizie diventano 5 (per miracolo dell’ex Ufficio Trazzere) alle quali si assommano  due strade cittadine: il Corso dei  Mille  che è un tratto breve , la Via Kennedy che attraversa l’intera contrada Carrubazzi e assomma numerosi Kilometri. E’ accettabile un simile quadro? Ma almeno ci indicassero le montagne di sosta per la transumanza. Per esempio monte Barbaro o monte Inici o ancora monte Bonifato.

La prossima puntata continua con le usurpazioni in altre contrade di Alcamo e verrà pubblicata sabato 27 giugno.

Antonino Messana

Appendice

Unità di misura di superficie agrarie

Fonte: Wikipedia

Fonte Wikipedia. Mi sembra opportuno accennare un brano di Storia di Calatafimi In seguito alla conquista del territorio da parte dei Normanni, avvenuta nel XII secolo[4], e per tutto il Medioevo fu un importante centro sia per la difesa del territorio che per la sua densità demografica. Il borgo fece parte del regio demanio fino a quando, nel 1336 Federico III di Aragona la concesse in feudo al figlio Guglielmo[5]. Dopo la morte di Guglielmo, la città di Calatafimi passò in mano al fratello Giovanni[2] e nel 1340 ad Eleonora, figlia di Giovanni[2], la quale si sposò con Guglielmo Peralta, detto “Guglielmone”[2]. Alla morte di Eleonora la città venne ceduta dunque dagli Aragona ai Peralta[5].

BIBLIOGRAFIA

Contrade e Masserie – Carlo Cataldo – Storia di Alcamo – territorio, archeolologia, eventi e personaggi – Volume 1° dall’Età del Paleolitico al 1847 – Edizione Lussografica 2018. Da pagina 56 a pagina 88

Catasto Mortillaro –  Caruso Enrico e Nobili Alessandra– Le Mappe del Catasto Borbonico in Sicilia. Territori comunali e centri urbani nell’archivio cartografico Mortillaro di Villarena (1837-1853), Assessorato Regionale Siciliano ai BB.CC.AA., Palermo 2001. Custodito dalla Biblioteca Sebastiano Bagolino di Alcamo.

-Archivio di Stato (Catena) di Palermo-Maestro Segreto busta 275

 Archivio di Stato (Gancia) di Palermo- Trazzere-Rami e Diritti Vari Volume 1705

Strade – S.S. 113 e 119 – GAZZETTA UFFICIALE PARTE PRIMA DEL REGNO D’ITALIA Anno 69° Roin – Giovedl, 31 maggio 1928 – ANNO VI Numero 127-Numero di pubblicazione 1532. LEGGE 17 maggio 1928, n. 1094.

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