Fase 2 a Castellammare, ristoratori scrivono all’Amministrazione: “Chiediamo linee guida chiare e condivise”

2229

CASTELLAMMARE DEL GOLFO. Alcune attività di ristorazione e di beverage della città hanno inviato una lettera all’Amministrazione Comunale sulla cosiddetta “Fase 2”. Nella missiva, inviata al Sindaco Nicola Rizzo e all’Assessore al Turismo Maria Tesè, si chiedono “linee guida chiare e condivise”. Inoltre sono state avanzate alcune proposte.

“Redigiamo la presente, a nome di decine di attività di ristorazione e di beverage operanti a Castellammare del Golfo su tutto il territorio comunale, per esprimere la nostra solidarietà come cittadini all’opera difficilissima che state svolgendo.

Sappiamo che state gestendo una delle situazioni più drammatiche mai vissute nella nostra città e dalla nostra Repubblica. Speriamo tutto finisca in fretta, e di poter ritornare nel minor tempo possibile a godere delle nostre solite abitudini, anche se in parte modificate.

Vi scriviamo per rappresentarVi che il mondo delle Micro, Piccole e Medie imprese, avrà enormi difficoltà a poter riaprire le proprie attività a causa del protrarsi dell’emergenza Covid-19.

Questa situazione eccezionale ha portato e porterà le Micro, Piccole e Medie Imprese a dover sostenere un sovraccarico economico ed una conseguente gravissima mancanza di liquidità con il rischio concreto di non riuscire a tirare su le saracinesche al termine di questa emergenza.

Spesso – si legge nella missiva firmata da alcune attività commerciali della città – veniamo accomunati ad episodi di mala movida ma non dimentichiamoci che il nostro settore, per tradizione, è un attore protagonista del tessuto economico, sociale e culturale della città – garantendo a Castellammare un grande indotto economico, occupazionale con una proposta sempre di qualità – custodendo una delle caratteristiche che fa di questa città una delle più belle al mondo: l’ospitalità.

Siamo Ristoranti, siamo Cocktail bar, siamo Pub, e siamo Caffetterie e insieme, lavoriamo per la città ed i suoi ospiti dall’alba alla notte inoltrata e abbiamo bisogno di essere ascoltati concretamente per non chiudere i battenti per cause indipendenti dalle nostre volontà.

La salute dei cittadini è una priorità assoluta di uno Stato democratico, che ha l’obbligo di mettere in campo tutte le misure possibili per rendere assolutamente efficace la difficile operazione di tutela.

Sappiamo che ora la sfida più grande è sconfiggere questo nemico, non lo mettiamo in dubbio e siamo i primi a sostenervi in questa battaglia.

Pensiamo però che parallelamente si dovrebbero programmare delle linee guida chiare e condivise in vista delle riaperture. Le misure che si leggono sui giornali, sono purtroppo non sostenibili per la maggior parte delle attività. Tali restrizioni, se si dovessero concretizzare, potrebbero portare ad un rapido collasso delle imprese con ricadute importanti sull’intero settore. Ad oggi continuando a sostenere gli stessi costi fissi di cui già erano gravate, le suddette imprese accuserebbero un calo del fatturato fino all’80%.

Siamo disposti a tenere chiuse le attività per tutto il tempo che riterrà opportuno, ma per fare questo, abbiamo bisogno del vostro sostegno.

Vi chiediamo quindi di aprire un tavolo di discussione condiviso e di voler prendere in considerazione le seguenti prime proposte che auspichiamo possano essere utili nella stesura delle linee guida future di gestione dell’emergenza:

  • Maggiore elasticità sugli orari di chiusura, – sottolineano – consentendo ai locali una proroga temporanea alla somministrazione, sospendendo eventuali ordinanze estive.
  • Aumentare i controlli riguardanti le vendite di distillati e birre nei supermercati e nei minimarket dopo le 18.
  • Politica di agevolazione contributiva per le imprese.
  • Implementare la proposta sull’ampliamento del suolo pubblico consentendo, ove consentito dal suolo pubblico antistante, la concessione gratuita a chi ne richiedesse l’ausilio per tutto l’anno corrente;
  • Concessioni di suolo pubblico a tutti quei locali che ne vorranno usufruire ove possibile.
  • Revisione dei costi di energia e utenze.
  • Maggiore elasticità nei controlli, costituendo un meccanismo di monitoraggio che aiuti l’esercente ad attuare le norme e che utilizzi l’ammenda come strumento ultimo dopo i richiami.
  • Semplificazione delle normative sul delivery e sull’asporto per mettere nelle condizioni tutti di poter aderire allargando le proprie possibilità di vendita.
  • Scorporo delle tasse e imposte comunali, TARI e altre per i mesi di mancato esercizio e adeguamento al ribasso per i prossimo triennio.
  • Contributo a fondo perduto per le spese sostenute per l’acquisto di presidi di protezione obbligatori per il personale (mascherine, guanti monouso, ecc.) e lo smaltimento corretto e per tutto ciò che sarà necessario per adeguarsi alle nuove normative (plexiglass, parafiato, apparati disinfezione ecc.) Garanzia di approvvigionamento a prezzo equo dei sopracitati materiali.
  • Eliminazione della clausola penale verso il datore di lavoro in caso di contagio avvenuto sul posto di lavoro. Chiediamo pertanto che l’Amministrazione si faccia portavoce col Governo Regionale e Nazionale a tal proposito.
  • Sospensione del regolamento comunale approvato a Marzo 2020 per contrastare il fenomeno dell’evasione dei tributi comunali spostando e dilazionando il debito nei confronti dell’amministrazione all’anno 2021-2022.
  • Sospensione della ZTL e Bus Navetta per la stagione 2020
  • Possibilità per qualsiasi gestore di attività di decidere liberamente di esercitare la facoltà di non aprire qualora ritenga impossibile svolgere la sua attività con le limitazioni imposte. Chiaramente senza incorrere in sanzioni di alcun tipo (revoca licenze, multe, revoca concessioni)
  • Possibilità di collaborare a braccetto con l’Amministrazione comunale al rilancio del settore ristorazione, progettando e realizzando uno spot che enfatizzi il territorio, il servizio che riusciamo a dare ed il fatto che la provincia è un luogo sicuro, incontaminato  (non solo dal virus) e che ancora si può ricevere un servizio cordiale, professionale al prezzo giusto.

Le parliamo da cittadini italiani, ma anche da imprenditori rispettosi delle regole che non vogliono né licenziare né chiudere le loro attività. – concludono – Ci troviamo nella stessa condizione comune: vogliamo tutti fare la nostra parte per ripartire; lo vogliamo fare in sicurezza, tutelando i nostri clienti e al contempo vogliamo proteggere i tanti posti di lavoro che il nostro settore ha generato negli ultimi anni, consapevoli che la ripresa sarà difficile ma sarà possibile solo se la affronteremo insieme. Chiediamo solo di poter discutere condizioni idonee a permetterci di riaprire e di farlo con serenità e passione. Con l’obiettivo comune di continuare a costruire una città migliore, per tutti”.

CONDIVIDI
Commenti Facebook
Articolo precedenteCoronavirus, Sicindustria Trapani: “Misure straordinarie per il settore del marmo”
Articolo successivoCoronavirus, in Sicilia 80 guariti e sempre meno ricoveri