Castellammare, Cambiamenti presenta le “proposte a sostegno delle attività produttive per la Fase 2”

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CASTELLAMMARE DEL GOLFO. L’associazione Cambiamenti ha inviato una lettera al Sindaco di Castellammare Nicola Rizzo e al Presidente del Consiglio Comunale Mario Di Filippi con le “proposte a sostegno delle attività produttive per la “fase 2” dell’emergenza Covid19”.

Il documento contiene alcune proposte di iniziative da attivare in sostegno delle attività produttive castellammaresi per la “fase 2” dell’emergenza Coronavirus.

“Siamo fortemente convinti che l’eccezionalità degli eventi attuali richiede che tutte le componenti della comunità castellammarese collaborino fornendo il proprio contributo, e con questo spirito ci rivolgiamo all’Amministrazione Rizzo e al Consiglio Comunale” – spiegano dall’Associazione Cambiamenti.

“L’Associazione politico-culturale “Cambiamenti”, Considerato che l’attuale periodo emergenziale, causato dalla pandemia da Covid19, rischia di segnare profondamente il tessuto produttivo di Castellammare del Golfo;  Atteso che l’eccezionalità degli eventi attuali – si legge nella missiva inviata tramite PEC – richiede che tutte le componenti della comunità castellammarese collaborino fornendo, se possibile e qualora ben accetto, il proprio contributo, e che con questo medesimo intento ci rivolgiamo a questa Spettabile Amministrazione; Ritenuto che le attività produttive Castellammaresi rischiano di essere il comparto che con maggiori difficoltà riuscirà a rialzarsi alla fine dell’emergenza, se non efficacemente sostenute con adeguati interventi nella cosiddetta “Fase 2”;

Propone l’adozione dei seguenti interventi, a beneficio delle attività obbligate alla chiusura temporanea dai provvedimenti governativi:

  • accordare riduzioni o esenzioni, o meglio ancora rendere proporzionali gli sgravi dei tributi in base alla perdita di fatturato accertata nell’annualità corrente, per attuare tale percentuale di sgravio nell’anno 2021 dai tributi comunali per i quali l’Amministrazione comunale dispone di maggiori margini di manovra per poter intervenire in autonomia. Per esempio, si potrebbero disporre eventuali riduzioni di aliquote dell’imposta municipale propria (IMU) purché le modifiche delle aliquote siano effettuate nel rispetto dei limiti di legge e dei criteri di ragionevolezza e non discriminazione, così come ammesso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, nella circolare n. 3/DF del 2012. Per quanto riguarda la TARI e posto che il comma 660 art. 1 Legge 147/2013 consente ai Comuni di disporre, con regolamento, ulteriori riduzioni ed esenzioni rispetto a quelle previste dalla legge, purché si ricorra alla fiscalità generale dell’ente per la copertura, si potrebbero disporre delle riduzioni specifiche o esenzioni temporanee per le attività maggiormente colpite dai provvedimenti emergenziali in modo da non gravare sulle altre utenze ed attingere su altre risorse del bilancio.
  • Istituire uno sportello per le imprese – sottolineano – presso gli uffici del comune, che abbia il fine di aiutare le attività in oggetto a far fronte all’attuale crisi economica. Il comune in maniera prioritaria potrà mettere a disposizione le risorse umane atte a promuovere e a facilitare la creazione di Reti d’Impresa, in modo da permettere lo sviluppo condiviso di gruppi d’acquisto e di economie di scala, lo sbocco comune verso nuovi mercati con la condivisione e l’abbattimento dei costi, la divulgazione di informazioni che facilitino l’accesso al credito, ecc
  • Attivare misure a sostegno delle attività della ristorazione (ristoranti, pub, bar, esercizi di vicinato alimentare). Vista la necessità di ottemperare al distanziamento sociale, si rende necessario, per le attività di cui sopra, ridurre drasticamente il numero di posti a sedere sia all’interno delle sale per la somministrazione che all’esterno nei dehors.

Considerata la naturale diminuzione del numero di utenti derivante dal probabile crollo del comparto turistico – scrivono dal direttivo di Cambiamenti – e la conseguente perdita economica che gli esercenti dovranno affrontare, si propone di adeguare i regolamenti comunali che disciplinano i dehors  in deroga rispetto ai parametri di superficie ad oggi in vigore.

Così come anticipato nella manovra finanziaria regionale, si propone di concedere in deroga alle attuali concessioni di suolo pubblico e privato l’ampliamento pari al 50% delle superfici attualmente autorizzate.

Si ritiene indispensabile considerare l’esigenza di eliminare il pagamento di eventuali diritti di istruttoria rivolti verso il suap e l’asp. Di fondamentale importanza è altresì l’ottenimento di tali autorizzazioni in deroga, in tempi estremamente contingentati vista la natura stagionale delle attività verso cui sono rivolte tali misure di sostegno”.

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