A Castellammare la “Fase 2” non ferma i volontari. Pacchi di alimenti per le famiglie in difficoltà, don Giuseppe: “La solidarietà va avanti”. VIDEO

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La macchina della carità interparrocchiale, superata la fase critica, continua a lavorare senza sosta. Sono circa 500 le famiglie assistite da scout e parrocchie. Don Giuseppe Grignano ad Alqamah: “Abbiamo creato un centro di raccolta e smistamento. Tante le richieste, ma tante anche le donazioni di aziende e cittadini”. GUARDA IL VIDEO E LE FOTO

CASTELLAMMARE DEL GOLFO. “Con l’inizio della cosiddetta Fase 2 sicuramente abbiamo rallentato dopo i primi giorni frenetici, ma continuiamo il nostro lavoro di assistenza alle famiglie bisognose.” Don Giuseppe Grignano, parroco della Chiesa di San Giuseppe di Castellammare del Golfo, racconta questi giorni di piena emergenza sanitaria. In poco tempo, grazie ai parrocchiani e agli scout del Gruppo Agesci Castellammare 1, ha creato un vero e proprio centro di smistamento di beni di prima necessità per i più bisognosi. Un luogo che ha distribuito soprattutto sorrisi e speranza. La carità della Caritas interparrocchiale si è inserita per colmare i buchi lasciati dagli aiuti statali che ancora stentano ad arrivare.

Nello stanzone adiacente la parrocchia, i volontari ogni giorno, divisi tra mattina e pomeriggio, armati di mascherine, guanti e tanta buona volontà, smistano i beni che arrivano grazie alle donazioni di aziende e cittadini. Molte derrate alimentari arrivano dal “carrello solidale” che si trova in ogni supermercato della città. È una macchina rodata, ben funzionante. “Noi scout abbiamo fin da subito unito le nostre forze in piena sintonia con don Giuseppe per realizzare un sistema di assistenza in totale sicurezza”. A raccontarlo ad Alqamah.it è Marco Venza, uno dei tanti volontari che ha deciso di aiutare chi si trova in difficoltà.

Frutta, verdura e solidarietà

Dietro le mascherine i sorrisi di chi ogni giorno si impegna per gli altri. Una vera catena di montaggio della solidarietà per far fronte a tutte le esigenze di chi chiede un supporto. “Cerchiamo di aiutare chi sta attraversando questo periodo di difficoltà”, spiegano i volontari mentre sistemano la frutta fresca appena arrivata. I volti sono stanchi, ma felici. Dietro le mascherine ci sono Gaspare, Mauro, Emily, Michela, Francesca, Marco, Noemi, Michele, ma sono solo alcuni dei tanti scout e parrocchiani che ogni giorno, a turno, da oltre un mese, preparano i pacchi.

Oltre ai beni alimentari, sono state tante anche le donazioni in denaro arrivate dai cittadini. A dare una mano, con contributi economici, anche tante associazioni di categoria della città. Una rete della solidarietà che ha coinvolto tantissime associazioni, anche culturali.

“Ogni giorno con i soldi raccolti acquistiamo i beni per far fronte alle necessità. Abbiamo conti aperti in farmacie per prodotti speciali, senza glutine o per persone con particolari patologie. – spiega Marco Venza ad Alqamah.it – Dall’inizio dell’emergenza  abbiamo attrezzato i locali della parrocchia per smistare i beni, per realizzare i pacchi e per distribuirli a chi ne fa richiesta”.

Marco Venza, gruppo Scout Castellammare 1

Sono circa 500 le famiglie che dall’inizio dell’emergenza si sono rivolte alle parrocchie della città per un aiuto alimentare. “Dalle singole persone ai nuclei familiari di 5 o 7 persone. Tante sono le famiglie con bambini e in base al numero e alla loro età realizziamo dei pacchi personalizzati” – spiega ad Alqamah.it don Giuseppe Grignano. Il pacco base prevede generi alimentari per la colazione, il pranzo e la cena per circa 2 settimane. “Chiaramente in base alle esigenze mettiamo prodotti per celiaci e stiamo attenti a intolleranze e allergie” – aggiunge Marco Venza mentre sistema una cassetta di arance appena arrivata da un fruttivendolo. Tra i tavoli sistemai ai bordi della stanza si trovano fave, melanzane, cipolle, mele, patate, pasta, scatolame, conserve, latte e tanto omogenizzato.

Sono praticamente quotidiane le forniture di frutta e verdura che molte attività locali donano alla parrocchia. “In questo momento abbiamo molto fresco, quindi nei pacchi mettiamo tanta frutta e verdura, ma c’è anche il pane che viene donato dai panifici della città.”

Nelle scorse settimane anche la distribuzione del pesce grazie alla donazione dei pescatori locali. Nel periodo di Pasqua, grazie al buon cuore di alcuni supermercati, sono riusciti a distribuire una colomba a famiglia e un uovo di pasqua per ogni bambino.

Le parrocchie unite per chi ha bisogno

Don Giuseppe Grignano, parroco chiesa San Giuseppe

“Da quanto è iniziata questa emergenza sanitaria, che poi è diventata anche sociale, le parrocchie di Castellammare del Golfo si sono unite per far fronte alle esigenze della città. Abbiamo così realizzato nei locali della chiesa di San Giuseppe un centro Caritas interparrocchiale. Il nostro – spiega don Giuseppe Grignano ad Alqamah.it – è un centro unitario che raccoglie le richieste, i beni alimentari e successivamente la distribuzione. Abbiamo lavorato tutti in sinergia per aiutare le famiglie in difficoltà della nostra città. Sono circa 480 le famiglie che ci hanno chiesto aiuto, con una media di 3 componenti per nucleo familiare. Ma ci sono anche persone che vivono da sole o famiglie molto numerose con bambini piccoli. Il contesto è molti variegato: stranieri che lavoravano nei campi, nel settore dell’edilizia, chi lavorava in nero, ma anche famiglie monoreddito che aspettano ancora la cassa integrazione” – sottolinea don Giuseppe.

Questa “Fase 2” ci permette di rallentare, certo, ma non di fermarci. Continueremo ad assistere i più bisognosi. Per questo motivo non ci siamo dati un termine. La Curia – aggiunge – ci ha dato davvero una grande mano e la Caritas diocesana ci ha fornito dei buoni spesa per acquistare altri beni di prima necessità. In tutta la provincia la macchina della solidarietà della chiesa ha dato una buona risposta per integrare quella dello Stato.”

La consegna dei pacchi

Front office per il ritiro del pacco

Le famiglie che chiedono assistenza sono in gran parte persone monoreddito, lavoratori in nero, chi lavorava alla giornata, alcuni stranieri che speravano di lavorare in città nei mesi estivi. “Ci sono realtà di ogni tipo: da chi ha perso il lavoro, a chi non ha ricevuto alcun sussidio statale. Tanti anche con un affitto di casa sulle spalle. La Diocesi ci ha dato una grande mano con importanti contributi economici che abbiamo usato per dei buoni carne e per acquistare beni da distribuire” – sottolinea Marco.

A registrare i nominativi delle famiglie che fanno richiesta c’è don Giuseppe Grignano, l’unico che conosce i volti, i nomi e le storie di chi chiede sostegno. “Noi che materialmente prepariamo i pacchi abbiamo soltanto un codice identificativo. Non appena il pacco è pronto chiamiamo per il ritiro che avviene in totale sicurezza”. – racconta Marco Venza ad Alqamah.it. Infatti, per ritirare il pacco, si accede da un ingresso separato dai locali in cui lavorano i volontari. Il tutto avviene da dietro un pannello trasparente, continuamente sanificato, in cui il cittadino ritira il pacco in totale sicurezza e riservatezza. “Facciamo venire circa 3 persone all’ora, in modo da evitare assembramenti. In casi particolari consegniamo anche a domicilio con il supporto della Croce Rossa italiana (Sezione di Alcamo) e con l’associazione di Protezione Civile “Fire Rescure” di Alcamo.”

Dalla Fase 1 alla Fase 2

“Abbiamo iniziato ufficialmente a lavorare il 31 marzo, con una media di 60 pacchi al giorno. Adesso sono calate le nuove richieste, ma continuiamo ad assistere le famiglie che abbiamo in elenco, circa 480 attuali. Ad oggi – spiegano i volontari – viaggiamo alla media di 20 pacchi al giorno, a tutti abbiamo già distribuito il secondo pacco e ad alcuni anche il terzo e a breve anche il quarto.” Ma le richieste sono state anche per bombole di gas, pannolini e farmaci.

Latte, tè, biscotti e tanta frutta fresca. Il lavoro, instancabile, dei volontari ha dato una mano a chi è rimasto indietro a causa di questa emergenza sanitaria legata al Covid-19. Una boccata di ossigeno per chi è rimasto fuori dagli aiuti statali e dai buoni spesa predisposti dal Governo Conte e distribuiti dal Comune.

“Ogni mattina controlliamo le scorte e ci organizziamo per fare la spesa per rimpiazzare quei prodotti di cui c’è più necessità. Il pacco base è per tutti uguale, varia soltanto in base alle esigenze personali e al numero di bambini.” – spiegano mentre preparano un pacco da consegnare a domicilio Marco Venza e Michele Bonanno, due dei tanti volontari scout che ogni giorno lavorano per le famiglie in difficoltà di Castellammare del Golfo.

La bottega del sorriso

Ma oltre alla distribuzione di beni di prima necessità, c’è un’altra emergenza: quella degli indumenti. Anche per questo i volontari si sono organizzati.

Nella parrocchia di San Giuseppe, con il prezioso lavoro del gruppo scout, esiste già da un anno una “bottega del sorriso”. Una stanza trasformata in una bottega di abiti usati. Ci sono davvero indumenti per tutti, soprattutto per i bambini. “Abbiamo organizzato un vero e proprio centro di smistamento per gli indumenti, in cui chi ha bisogno può entrare, provare e prendere gratuitamente. Abbiamo raccolto grazie alle donazioni tantissimi abiti, scarpe, giocattoli, ma anche tute, giubbotti e maglioni.” – sottolinea Marco Venza mostrando gli armadi pieni di indumenti raccolti negli ultimi mesi. Molti sono stranieri, ma per tutti è garantita la privacy. “Tanti si vergognano di venire a prendere i vestiti, per questo motivo dopo il contatto telefonico, lasciamo la porta aperta per far vedere i vestiti e portarli via in assoluto anonimato. In questi giorni di emergenza sanitaria se ci sono necessità di indumenti realizziamo dei pacchi con quello che ci chiedono e li consegniamo insieme a quelli alimentari.” La bottega del sorriso è aperta 365 giorni l’anno e nonostante l’emergenza coronavirus non si è fermata.

Come dare una mano

È ancora possibile donare viveri e farmaci attraverso l’interparrocchialità di Castellammare del Golfo, recandosi al centro di raccolta e distribuzione alimentare nella parrocchia di San Giuseppe dove chi vuole può lasciare viveri suonando al citofono di via E. Amari 3 o contattando Don Giuseppe al 3200565383/0924534947. Inoltre è ancora attiva la raccolta fondi sul conto corrente intestato a: Parrocchia San Giuseppe Castellammare. Codice Iban: IT63A0894681820000004460141.

Nei supermercati è ancora attivato il “carrello solidale”: si può comprare qualcosa in più e lasciarla nell’apposito carrello.

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Emanuel Butticè
Emanuel Butticè. Castellammarese classe 1991, giornalista pubblicista. Laureato in Scienze della Comunicazione per i Media e le Istituzioni all’Università degli Studi di Palermo con una tesi sul rapporto tra “mafia e Chiesa”. Ama viaggiare ma resta aggrappato alla Sicilia con le unghie e con i denti perché convinto che sia più coraggioso restare.