Blitz della Finanza

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All’alba bloccato a Trapani il Caronte

Il provvedimento riguarda le navi della linea Trapani-isole Egadi. L’accusa: “Truffa, falso e frode ai danni della Regione”

di SALVO PALAZZOLO

E’ una delle linee più frequentate durante la stagione estiva: Trapani-Isole Egadi. Affidata dalla Regione alla “Caronte & tourist isole minori spa”, nel 2016. Ora, si scopre che i traghetti utilizzati avrebbero pesanti carenze per il trasporto delle persone “a mobilità ridotta”, disabili, anziani e mamme incinta. Le indagini del nucleo di polizia economico finanziaria di Palermo, coordinate dalla procura di Messina, hanno portato al sequestro delle tre navi che si sono alternate sulla rotta: i traghetti “Pace”, “Caronte” e “Ulisse”. Rampe di accesso, bagni e porte non sarebbero a norma.

Pesante la contestazione mossa dal procuratore Maurizio de Lucia e dai sostituti Antonio Carchietti e Roberto Conte: truffa per il conseguimento di pubbliche erogazioni, falsità ideologica e frode nelle pubbliche forniture ai danni della Regione Siciliana. Il provvedimento del gip, notificato stamattina dai finanzieri di Palermo e Messina, è stato disposto nei confronti della società “Caronte & tourist isole minori spa” e di Sergio La Cava, amministratore della “Navigazione generale italiana spa” incorporata nel 2017 dalla Caronte. Il sequestro riguarda anche somme di denaro, quote societarie, beni mobili ed immobili fino alla concorrenza di 3,5 milioni di euro, secondo l’accusa è quanto sarebbe stato percepito indebitamente per un servizio irregolare, fra il 2016 e il 2019. Segnalata anche la “Caronte & tourist isole minori spa” per la responsabilità amministrativa derivante dal reato ipotizzato.

La “Navigazione generale italiana spa” si era aggiudicata il “lotto” Trapani-Isole Egadi nel 2016, nell’ambito del bando di gara indetto dall’assessorato regionale alle Infrastrutture. Un contratto di cinque anni, valore 15,9 milioni di euro, assegnato con un significativo ribasso, a 5,3 milioni. La Regione chiedeva un traghetto ben preciso per la tratta, in modo da consentire a tutti i passeggeri una traversata sicura, anche in caso di mare agitato o di pericolo. Spiega la Guardia di finanza in un comunicato: “Rientra nella nozione di persona a mobilità ridotta chiunque abbia una particolare difficoltà nell’uso dei trasporti pubblici, compresi gli anziani, i disabili, le persone con disturbi sensoriali e quanti impiegano sedie a rotelle, le gestanti e chi accompagna bambini piccoli”. Le indagini hanno invece messo in risalto “gravi carenze tecniche e strutturali in ragione delle quali non è assolutamente possibile trasportare in sicurezza persone a mobilità ridotta”.

La Capitaneria di porto di Messina aveva già rilevato le irregolarità, concedendo un termine per i lavori di sistemazione. Che, evidentemente, non sono stati mai fatti. A Trapani sono arrivati altri due traghetti, non in regola pure quelli. Adesso, i mezzi sequestrati sono stati affidati ad un amministratore giudiziario.

Fonte: Repubblica.it

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