Aggrediti agenti della Polizia Penitenziaria a Trapani e Barcellona Pozzo di Gotto

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“Gravissimo ferimento del Poliziotto Penitenziario al carcere di Barcellona Pozzo di Gotto”. A Trapani ennesima aggressione: “Sono 6 episodi gravi in meno di 3 mesi”

TRAPANI. Ancora aggressioni ad agenti della Polizia Penitenziaria a Barcellona Pozzo di Gotto e nel carcere “Pietro Cerulli” di Trapani. A Barcellona un’agente è stato ferito al volto da un detenuto. A Trapani l’ennesima aggressione, la sesta in soli tre mesi. Ma oltre alle aggressioni fisiche si sono registrati anche atti vandalici alle auto parcheggiate dagli agenti all’esterno del carcere. “Noi continuiamo a chiedere più sicurezza per gli agenti che lavorano sempre più in difficoltà. Aprono nuovi reparti, ma il personale rimane sempre lo stesso” – spiega Gioacchino Veneziano.

In merito la UILPA Polizia Penitenziaria Sicilia chiede interventi urgenti: “Il Ministro Bonafede intervenga con strumenti di legge più incisivi per non consegnare le carceri ad una deriva violenta solo contro la Polizia Penitenziaria Mentre aspettiamo i famosi gruppi di intervento operativi dotati di equipaggiamento idoneo ad affrontare ogni possibili evento critico addestrati per utilizzo di tecniche operative che tutelino i poliziotti penitenziari promessi dal Capo del Dipartimento Basentini 5 dicembre dello scorso anno a Barcellona Pozzo di Gotto ci stava scappando il morto”. Questo è il commento di Gioacchino Veneziano, Segretario Generale della UILPA Polizia Penitenziaria della Sicilia dopo l’ulteriore attacco fisco commesso verso un collega della Polizia Penitenziaria da parte di un carcerato di nazionalità straniera di circa 35 anni del terzo reparto, sfigurandolo al volto con un utensile ferente al punto che si è reso fondamentale l’intervento del 118 ed è stato associato al locale pronto soccorso dove gli sono stati cuciti dei punti di sutura e tutt’ora in indagine in aspettativa di altri ricerche finalizzati tra i quali anche una tac.

“Esprimiamo – continua il leader del sindacato di categoria della UIL – solidarietà al collega interessato e nella vicenda e sarebbe ora che qualcuno dal Capo del Dipartimento a finire al Ministero della Giustizia Alfonso Bonafede si rendesse conto che probabilmente dare troppo spazio alla politica del buonismo non paga, anzi forse la spaccatura creata da insensate ipotesi di deriva poliziesca diramata da alcune associazione dei direttori delle carceri con la correità dei radicali, dei garanti dei detenuti, e addirittura di una fronda di magistratura di sorveglianza sta acuendo le azioni di violenza contro i Poliziotti Penitenziari che ormai hanno paura ad azionare le minime condotte di contenimento dei carcerati violenti, pena l’apertura di indagini penali tra cui quello per il reato di tortura. Per tale valido motivo, – sottolinea Gioacchino Veneziano – per evitare ulteriori strumentalizzazioni politiche sulla pelle dei lavoratori e per rispondere a talune inesattezze a limite della diffamazione verso chi opera al contrasto della criminalità nelle trincee penitenziarie, chiederemo al Ministro della Giustizia di rispolverare interventi legislativi idonei a perseguire con pene più severe qualsiasi azione contro l’istituzione penitenziaria, perché il livello di civiltà delle carceri.” – conclude il rappresentate regionale della UILPA Polizia Penitenziaria – Non è solo nei confronti di chi ha violato le leggi dello Stato, ma soprattutto per chi cerca di farle rispettare come ogni giorno fa la Polizia Penitenziaria”.

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