“Un ovale marmo perlato su panorama” di Turi Simeti collocata nel Belvedere di Alcamo

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Si inaugurerà Sabato 16 Novembre 2019 alle ore 11:30 la scultura in marmo del Maestro Turi Simeti dal titolo “Un ovale marmo perlato su panorama”; l’opera è stata collocata nel Belvedere di Alcamo che si potrà ammirare lungo una passeggiata in Piazza Bagolino. Turi Simeti, artista alcamese, riconosciuto a livello internazionale, ad oggi vive a Milano ma ha sempre mantenuto un rapporto importante con la sua Città, per questo motivo ha donato questa imponente scultura che è stata precedentemente seguita da altre donazioni che si trovano presso il Museo di Arte Contemporanea, il MACA, al Collegio dei Gesuiti. L’interlocuzioni tra l’artista e l’Amministrazione Comunale alcamese nasce nel 2018 su iniziativa del gallerista Adalberto Catanzaro che, nel febbraio scorso, ha organizzato una visita nello studio maestro a Milano dove è nata l’idea di questa scultura che rilancia non solo l’attività culturale della Città di Alcamo ma anche il marmo made in Sicily, come il perlato di Custonaci. La scultura è un grande monolite ovale, cifra stilistica che caratterizza le opere di Simeti ed è rimasto tale in questi ultimi cinquant’anni, dalle dimensioni 340x260x40 cm in marmo perlato che sta in un equilibrio imperfetto sul filo dell’orizzonte, un segno nel paesaggio, che divide città e campagna, una faccia rivolta alla città. L’artista Simeti, quindi ha voluto mettere a nudo l’ovale, che rappresenta l’archetipo della sua pittura, che non intende comunicare altro che l’assolutezza della forma di fronte alla profondità del paesaggio e all’infinita profondità dell’esistenza. Piazza Bagolino è l’area urbana che non ha subito la pressione delle espansioni recenti, lasciando ancora riconoscibili i bastioni delle mura e il fronte urbano. E il luogo che meglio rappresenta la condizione di limite e di soglia urbana, una volta era l’estremo baluardo di difesa della città, oggi è una terrazza sul mondo. Attraverso un panorama di infinita bellezza, quest’opera artistica di Turi Simeti interagisce con lo spazio e contribuisce a dare senso al luogo o forse a ricostruire il suo senso in questo luogo. “Per noi è un onore accogliere una scultura del Maestro Turi Simeti – afferma il Sindaco di Alcamo, Domenico Surdi – che trova la sua collocazione naturale a Piazza Bagolino, interagendo con lo spazio circostante; il marmo dell’ovale, infatti, si integra perfettamente con la passeggiata lungo il bastione e disegna con il panorama un insieme di grande effetto artistico. Alcamo è una città ricca di arte e cultura e pertanto non poteva mancare un segno tangibile dell’opera di uno dei suoi più importanti figli”.

BIOGRAFIA

Turi Simeti (1929). Si trasferisce a Roma nel 1958, dove avvia i primi contatti con il mondo dell’arte, e conosce tra gli altri l’artista Alberto Burri di cui frequenta lo studio. Da queste sollecitazioni deriva all’inizio degli anni Sessanta, una prima produzione di opere polimateriche. Nel 1963 prende parte alla “Rassegna Arti Figurative di Roma e del Lazio”, al Premio Termoli e alla mostra “Arte Visuale” presso Palazzo Strozzi a Firenze, dimostrando di condividere le dinamiche delle ricerche visive e strutturali vicine all’arte programmata e alla Nuova Tendenza. Simeti partecipa con le sue opere a varie rassegne che nascono all’insegna di tale corrente, come la mostra “Nuova Tendenza 3” a Zagabria nel 1965, e le esposizioni tenute nella galleria Il Cenobio di Milano, a Modena e Reggio Emilia nel 1967, così come altre importanti rassegne internazionali dedicate a quell’area di ricerca, quali “Arte Programmata – Aktuel 65” e “Weiss auf Weiss” a Berna nel 1965 e 1966. Ancor più importante per l’acquisizione dell’opera di Simeti l’invito alla mostra internazionale “Zero Avantgarde”, che fa la sua prima uscita nel 1965 nello studio di Lucio Fontana a Milano, per proseguire con esposizioni nelle gaIlerie Il Punto di Torino e Il Cavallino di Venezia. Nel 1965, trasferitosi a Milano, realizza la sua prima personale nella Galerie Wulfengasse di Klagenfurt. L’anno seguente tiene una personale nella Galleria Vismara, presentata in catalogo da Giuseppe Gatt. Tra il 1966 e il 1969, invitato come Artist in Residence dalla Fairleigh Dickinson University, si trattiene per lunghi periodi a New York, dove allestisce uno studio e realizza numerose opere all’interno della poetica rigorosa che è andato definendo. Esposto in numerose gallerie italiane (Il Chiodo a Palermo, Giraldi a Livorno, Stefanoni a Lecco), già nella seconda metà degli anni Sessanta il lavoro di Simeti riceve interesse in Svizzera e in Germania, dove la sua fortuna andrà crescendo negli anni (nel 1971 espone nella prestigiosa Galerie M di Bochum, da Loehr a Frankfurt, nella galleria Bettina a Zürich). Nel 1971, nel segno di un’adesione al clima di contestazione dell’opera, Simeti realizza una performance nella galleria La Bertesca di Genova con la “Distruzione di un aliante”, di cui conserva i resti in bidoni blu firmati e numerati. Ciò non comporta però una trasformazione radicale del suo lavoro sulla superficie e sui volumi, anche se nei suoi lavori verrà manifestandosi un ulteriore senso di rarefazione delle presenze aggettanti, dimostrando un avvicinamento alle poetiche del minimalismo. Nei primi anni Settanta realizza altre personali a Bergamo, Verona, Rottweil, Düsseldorf, Oldenburg, Köln, München, e partecipa ad alcune mostre collettive, come “Estensione”, nella Casa del Mantegna di Mantova, confermando l’adesione del suo lavoro alle ricerche in ambito costruttivo. In questi anni l’opera di Simeti va configurandosi come una ricerca consequenziale, nel passaggio da opere singole a dittici e polittici con un elemento aggettante che viene spesso decentrato, e quindi con la sperimentazione di formati e sagome differenti, che raggiungeranno effetti di maggiore complessità spaziale nel corso degli anni Ottanta. Nella seconda metà degli anni Settanta la sua attività espositiva lo porta in diverse città europee come Basilea, Düsseldorf, Coblenza. Nel 1980 la Pinacoteca Comunale di Macerata ospita una mostra personale. Dallo stesso anno inizia a lavorare in un suo nuovo studio a Rio de Janeiro, città in cui trascorre lunghi periodi invernali e dove negli anni successivi espone ricevendo importanti consensi. Nel 1981, dopo aver collocato una scultura a Gibellina, espone sempre in Sicilia alla Galleria Pagano di Bagheria, presso l’Opera Universitaria di Palermo; nel 1982 tiene una personale nello Studio Grossetti di Milano. Negli anni seguenti le sue opere vengono esposte all’estero, la Galerie Passmann di Friburgo e la GaIerie Wack di Kaiserslautern nel 1983, la Galerie Maier di Kitzbüehl e la Galerie Ahrens di Coblenza nel 1984, la Galeria Paulo Figueiredo de S?o Paulo e la Galerie 44 di Düsseldorf nel 1985, lo esporrà alla fiera di Chicago, la Galerie Apicella di Bonn neI 1986 e la Galerie Monochrome di Aachen nel 1987. Dopo anni d’intensa presenza all’estero, Simeti torna ad esporre in Italia nel 1989 con una personale allestita nella Galleria Vismara di Milano. “La Tela Estroflessa nell’Area Milanese dal 1958 ad Oggi” presso la Galleria Arte Struktura nel 1989 e “‘Bonalumi – Castellani – Simeti /Tre Percorsi”, sempre a Milano, nella Galleria Millenium. Nel 1991, presentato in catalogo da Elena Pontiggia, espone un’ampia selezione di lavori al Museo Civico di Gibellina. Nel corso degli anni Novanta, oltre a personali di opere recenti a Rio de Janeiro, Biberach, Kaiserslautern, Milano (galleria Vinciana), Bolzano e Trapani, altre retrospettive hanno luogo nel 1996 nel Kunstverein di Ludwigsburg e a Erice, la seconda con testo in catalogo di Marco Meneguzzo. La sua opera va configurandosi ora attraverso la moltiplicazione e la dispersione degli elementi volumetriciaggettanti ovali nella superficie, con una colorazione più intensa e diversificata, recuperando valori di relazione architettonica sempre più evidenti. Nel 1998 tiene una personale alla Galerie Kain di Basilea, seguita l’anno successivo da altre esposizioni a Biberach (di nuovo nella galleria Uli Lang), Ladenburg e Mannhein e dalla partecipazione all’esposizione “Arte in Italia negli anni 70” presso La Salerniana di Erice. Altre recenti personali dell’artista sono realizzate presso lo Studio d’Arte Harry Zellweger di Basilea e nella Galleria Uwe Sacksofsky ad Heidelberg, entrambe del 2000. Nel 2001 Simeti espone alla Civica Galleria d’Arte moderna di Gallarate. Tra il 2002 e il 2003 numerose mostre sono allestite in Italia e all’estero, tra cui la Fondazione Mudima, Milano, la Galleria Rino Costa, Casale Monferrato, la Galleria Bergamo, Bergamo, la Galleria Maier, Kitzbühel, Galerie Wack, Kaiserslautern, Immoblilia, Verona, la Galleria Giraldi, Livorno, Artesilva, Seregno, Carte d’arte Mostre, Catania. Nel 2004 le opere di Simeti sono esposte presso la Galleria Poleschi di Milano con una presentazione di Luca Beatrice. Segue nel 2005 un’esposizione a Lugano nello spazio ARTantide.com. Sempre a Lugano, nel 2006, la galleria BIM – Banca Intermobiliare propone una personale dell’artista. Ancora nel 2006 la Galleria Excalibur di Solcio di Lesa propone una personale presentata in catalogo da Flaminio Gualdoni. Tra le numerose mostre di quel periodo vanno segnalate le esposizioni personali alla GlobArt Gallery di Acqui Terme nel 2007 presentata da Paolo Campiglio , le mostre organizzate nel palazzo dello “Spazio Satura” a Genova e all’ Armanda Gori Casa D’Arte a Prato ed anche l’esposizione nel 2009 alla Maretti Arte di Montecarlo dove ha esposto una selezione delle opere più recenti. Sempre nel 2009 un’installazione di grandi operi bianche nel studio d’arte contemporanea Pino Casagrande a Roma e nel febbraio 2010 espone grandi opere nella galleria Salvatore + Caroline Ala, a Milano, in agosto una grande personale antologica ad Alcamo sua città natale, presentata in catalogo da Bruno Corà. 2011 Sala degli Stucchi, Villa Morosini, Rovigo. Da aprile a settembre Spazio Eventi Libreria Ferrarin, Legnago. Nel 2012 la galleria Artesilva propone una nuova esposizione di opere recenti, con catalogo curato da Matteo Galbiati. Simeti espone inoltre in due importanti gallerie straniere: la Galerie Linde Hollinger di Laderburg e la Mayor Gallery di Londra, che oltre alla splendida mostra antologica, presenterà l’artista a Art Basel. Nel 2013 Turi Simeti inizia una collaborazione con la galleria Dep Art, frutto di reciproca stima.

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