Lipani confessa

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L’amministratore giudiziario arrestato dalla Dia comparso davanti al gip

Ammette di essersi appropriato di 350 mila euro provenienti dalle aziende sequestrate agli eredi del boss Mariano Agate. Ma va anche oltre. Il commercialista Maurizio Lipani, da lunedì ai domiciliari per peculato e autoriciclaggio, collabora con i magistrati: questa mattina, accompagnato dal suo legale, l’avvocato Massimo Motisi, ha spiegato di essersi appropriato anche di altri soldi provenienti da patrimoni sequestri e a lui affidati come amministratore giudiziario.

Ma perché questo comportamento? Il commercialista sostiene di vantare crediti nei confronti dello Stato per le amministrazioni giudiziarie da lui gestite per oltre 1 milione di euro. “Le difficoltà e i ritardi nell’incasso, ma anche le ingenti spese di gestione mi avevano creato da anni un gravissimo stato di ansia – ha detto – per cui ero anche in cura, assumevo pure dei farmaci”. Al giudice ha spiegato che ”la sua speranza era quella di poter restituire le somme non appena fosse stato pagato”. Ora di dice “pentito: ho rovinato per sempre la mia via sia dal punto di vista umano che professionale.

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