Castellammare, continua la polemica su Piazza Almirante. Sagoma esposta davanti al Comune

730

L’ennesima provocazione del collettivo “Fare Ala”, dopo le scritte rimosse dall’Amministrazione Comunale

CASTELLAMMARE DEL GOLFO. È apparsa lunedì sera davanti a Palazzo Crociferi di Corso Bernardo Mattarella, sede del  Municipio, la sagoma di Giorgio Almirante. L’apparizione riaccende la polemica sulla piazza intitolata nel 2013 al padre della Destra italiana, a cui non è mai seguita nessuna celebrazione pubblica. Dopo le scritte apparse affianco all’intitolazione della piazza, quest’ultima “provocazione” riaccende il dibattito il città.

Su Facebook la rivendicazione del collettivo “Fare Ala”: “Apparso fantasma di Giorgio Almirante ieri notte a Castellammare del Golfo! Lo spettro di Almirante, disturbato dai precedenti interventi di guerriglia odonomastica, ha smesso di riposare in pace. Ha lasciato la piazza a lui dedicata e ha cominciato a vagare per la città, facendo una piccola sosta per salutare i suoi amici nel palazzo del municipio.” Una provocazione che non è piaciuta a molti inquilini di Palazzo Crociferi, ma che ha suscitato ilarità in molti cittadini.

Dopo la scritta, cancella subito, accanto alla targa della piazza nella centrale via Segesta in cui si leggeva: “Segretario di redazione della rivista La difesa della razza”, è apparsa una seconda scritta: “Fascista, repubblichino e fucilatore di partigiani”. Una frase che ha scatenato il duro attacco politico dell’On. Giorgia Meloni e poi quello del Vice Sindaco Giuseppe Cruciata che ha fatto rimuovere la scritta perché ritenuta oltraggiosa.

CONDIVIDI
Commenti Facebook
Articolo precedenteWTKA riparte la stagione con la testa ai prossimi Campionati Mondiali Unificati 2019
Articolo successivoInterrogazioni di ABC su Piano Regolatore e Fontana di Piazza della Repubblica
Emanuel Butticè
Emanuel Butticè. Castellammarese classe 1991, giornalista pubblicista. Laureato in Scienze della Comunicazione per i Media e le Istituzioni all’Università degli Studi di Palermo con una tesi sul rapporto tra “mafia e Chiesa”. Ama viaggiare ma resta aggrappato alla Sicilia con le unghie e con i denti perché convinto che sia più coraggioso restare.