Nicastri, il “Re dell’Eolico”, condannato

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Vito Nicastri è stato condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, a nove anni di carcere.

Vito Nicastri, l’imprenditore alcamese detto il “Re dell’Eolico”, perché la sua azione da imprenditore era legata alle energie rinnovabili, considerato tra i finanziatori della latitanza del boss Matteo Messina Denaro, è stato condannato nel processo per concorso esterno in associazione mafiosa.

Per Nicastri, accusato dalla Dia di Trapani di intestazione fittizia e corruzione nell’ambito del caso Arata, è la prima condanna per mafia, nonostante nel processo sulla vicenda Arata, l’imprenditore collabora con i magistrati della procura di Palermo, ha sempre negato di avere avuto rapporti con esponenti mafiosi. Al centro della vicenda un giro di mazzette alla Regione siciliana finalizzate ad agevolazioni nelle pratiche relative agli investimenti nelle energie rinnovabili.

Oltre a Nicastri sono stati condannati il fratello, Roberto, condannato a nove anni per concorso esterno in associazione mafiosa, Leone Melchiorre, condannato a 9 anni e 4 mesi per associazione mafiosa, Girolamo Scandariato, che ha avuto sei anni e otto mesi per favoreggiamento ed estorsione. Assolti Giuseppe Belletti, accusato di associazione mafiosa, e i fratelli Tommaso, Virgilio e Antonio Asaro che rispondevano di favoreggiamento.

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