Chiamateli pure folli o sognatori

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Questi ragazzi, comunque, ci stanno tentando a far cambiare le cose.

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Le cose dette qualche giorno fa dalla giovane Greta Thunberg, alle Nazioni unite, erano state già ampiamente urlate da tanti scienziati parecchi anni prima ma, erano rimaste inascoltate. Ci voleva forse la forza di una giovane ragazza per alzare un polverone mai visto prima d’ora sulle tematiche ambientali. La voce di Greta è stata ascoltata e seguita da milioni di giovani in buona parte del globo. Una voce che è riuscita a far uscire allo scoperto anche quegli adulti più scettici su questa tematica.

Ancora oggi il tema del surriscaldamento terrestre vede contrapposte idee e visioni diverse tra gli studiosi più importanti al mondo. Ma come è possibile, ci chiediamo, tutto ciò? È possibile che la nostra casa stia prendendo fuoco e noi, non ce ne rendiamo conto?

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Qualcuno li chiama “Gretini”, facendo un gioco di parole, stupido, con il nome di Greta Thunberg. Io continuerò a chiamarli sognatori. Perché sono i sognatori che, piano piano, hanno fatto grandi scoperte e sono riusciti a cambiare il mondo. Oggi è stata la loro giornata. Ci sono stati cortei in più di 150 piazze italiane e in oltre 130 paesi in tutto il mondo. Questi ragazzi ci credono. Noi adulti, abbiamo il dovere di ascoltarli. Questi ragazzi hanno smosso le coscienze, forse assopite, di molti di noi che abbiamo dimenticato forse cosa vuol dire sognare in grande. I “potenti” del mondo a questo punto non possono più fare finta di nulla. Occorrono risposte senza tentennamenti perché è in gioco il futuro dell’umanità.

Già in tempi lontani il fondatore del Movimento scout, Baden Powell, amava dire: “cercate di lasciare questo mondo un po’ migliore di quanto non lo avete trovato”.

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Fulvio Catalanotto
Fulvio Catalanotto nasce in Sicilia, terra, secondo lui, al centro del mondo. Formatore ed esperto dei processi formativi con la passione per la comunicazione e l'informazione. È un ascoltatore cronico di Rosa Balistreri.