Depurazione delle acque. Palmeri (M5S): “I numeri continuano a essere impietosi”

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La Sicilia va molto a rilento su depurazione delle acque così Palmeri, Deputata regionale del M5S, dichiara che chi paga è l’ambiente, la salute e le tasche dei siciliani”.

Dati espressi dalla deputata regionale del M5S, Valentina Palmeri, dopo l’audizione in commissione Ambiente Ars del commissario straordinario unico per la depurazione Enrico Rolle. Un aspetto che non fa ben sperare sul versante depurazione delle acque in Sicilia, infatti sembrerebbe che, come si legge in un comunicato della Deputata, “su un totale di 69 gare concluse per un importo che supera i 146 milioni di euro, solo 4 sono quelle concluse in comprova dei requisiti e quindi opere realmente realizzate per un totale di poco più di 120 mila euro. E’ chiaro che qualcosa nella depurazione delle acque e del sistema fognario in Sicilia non funziona”.

La Palmeri parla di numeri insoddisfacenti “perché si tratta spesso di progetti datati e redatti prima che subentrassero le attuali norme in materia ambientale sia nazionali che le direttive europee. Il Commissario non sta applicando le moderne soluzioni applicate, invece, in altre Regioni d’Italia, non tenendo conto del grave rischio di desertificazione che colpisce molti comuni costieri”.

In più la Deputata regionale 5 Stelle sottolinea che “La mancanza dell’obbligo del riutilizzo fa rischiare alla Sicilia di dover affrontare una nuova contestazione da parte della UE che, con il nascente Regolamento, punta con decisione a tale percorso”.

“Per tale motivo – conclude Palmeri – chiederemo un incontro con il Ministro Costa. Nonostante l’apprezzabile impegno della gestione commissariale il quadro rimane grave, ecco perché chiediamo la velocizzazione dell’iter sia progettuale sia di realizzazione dei lavori”.

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