E’ morto il prefetto Falco

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Aveva 64 anni, è stato a Trapani adesso era a Lucca

Improvvisa scomparsa del prefetto Leopoldo Falco. E’deceduto nella notte a causa di un improvviso malore. Aveva 64 anni. Ed era stato prefetto a Trapani, oggi svolgeva le stesse funzioni a Lucca, in Toscana. Leopoldo Falco era un uomo delle istituzioni. Nato a Napoli il 31 luglio del 1955, laureato in giurisprudenza all’università di Napoli, Leopoldo Falco aveva iniziato la sua carriera nel 1982 presso la prefettura di Pistoia. Nel 1985 era entrato a far parte dell’ufficio legislativo del ministero dell’Interno, dove ha curato fino al 1999 l’attività legislativa relativa alla pubblica sicurezza, al sindacato ispettivo, alle relazioni parlamentari e all’ordinamento della pubblica amministrazione. Tra il 2006 ed il 2007 è stato commissario prefettizio nel comune di Sezze Romano in provincia di Latina e, dal 2007 al 2009, presidente della commissione di Parghelia in provincia di Vibo Valentia. Presso il ministero ha poi svolto numerosi altri incarichi: responsabile dell’ufficio “Semplificazione” e capo ufficio staff “Innovazione e Progettualità” dell’ufficio legislativo e relazioni parlamentari, capo ufficio staff “Supporto del Capo di Gabinetto” e “Innovazione” del gabinetto del ministro, capo ufficio staff “Pianificazione, programmazione, controllo di gestione e valutazione”, capo ufficio staff “Affari Legislativi e Parlamentari” presso il dipartimento per gli affari interni e territoriali.
Nominato prefetto nell’aprile 2012, è stato presidente della commissione straordinaria a Salemi,dopo lo scioglimento degli organi politici per inquinamento mafioso. La sua gestione fu attaccato dal sindaco rimosso, il noto critico d’arte Vittorio Sgarbi. “Non ho mai risposto al signor Sgarbi e non mi interessa – commentò anni dopo la vicenda Leopoldo Falco –. Tra l’altro non l’ho mai incontrato”. Dal 2013 al 2016 ha svolto le funzioni di prefetto di Trapani, dove si trovò a gestire numerosi sbarchi di migranti. “L’Italia si comporta con la Sicilia molto peggio di come l’Europa si comporta con l’Italia” ebbe a dichiarare all’epoca alle telecamere della Rai, suscitando un certo clamore. Nel trapanese Falco sperimentò il modello di un’accoglienza distribuita nei diversi comuni del territorio (anche per ridurre i rischi di infiltrazione criminale nella gestione del fenomeno), poi replicato anche in altre parti d’Italia. Rientrato al ministero dell’Interno ha svolto le funzioni di vicedirettore generale dell’ufficio affari legislativi e relazioni parlamentari. Il 30 maggio 2019 si era insediato alla guida della prefettura di Lucca, mantenendo l’incarico di presidente del Centro Alti Studi del ministero dell’Interno. Falco era stato apprezzato per la competenza, l’equilibrio e la capacità di mediazione.  Alla famiglia esprimiamo il nostro sentito cordoglio, indelebile resterà il nostro ricordo per il prefetto Falco.

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