“Le due badanti aguzzine”

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Il pm Urbani chiede la condanna per le due donne arrestate per le violenze contro l’anziana che accudivano

Il pubblico ministero Francesca Urbani ha chiesto al Tribunale di Trapani – collegio presieduto dal giudice Enzo Agate, a latere Nodari e Badalucco – la condanna delle due badanti arrestate in flagranza di reato dalla Squadra Mobile nel marzo dell’anno scorso. Condanne pesanti quelle che sono state chieste, nove anni e 7 mila euro di multa per Giuseppa Barresi, alla quale il pm ha contestato i reati di sequestro di persona, tortura, estorsione aggravata, cinque anni per il reato di tortura nei confronti di Maria Guarino. Le richieste di condanna sono arrivate a conclusione della requisitoria nel corso della quale il pubblico ministero Urbani ha ripercorso le fasi dell’indagine, che ha ricordato essere scaturita dopo la denuncia di una ragazza di 17 anni che dalla finestra di casa sua si era resa conto di quanto accadeva nella casa dell’anziana accudita dalle due badanti indicate come “aguzzine”, e ripreso la fase processuale, sottolineandone alcuni aspetti, come l’atteggiamento mantenuto dalle due imputate, “la Guarino che ha cercato di ridimensionare le accuse e la Barresi che ha addirittura negato tutto anche l’evidenza”. A provare le condotte criminose oltre ai racconti di chi ha visto le condizioni dell’anziana, “che usciva di casa solo per andare in bamnca, prendere il denaro per consegnarlo direttamente alla Barresi che la accompagnava”, anche le poche ore di intercettazioni video e ambientali autorizzate dalla Procura e condotte dalla Squadra Mobile. “Urla e botte contro quell’anziana, violenze e offese di ogni genere, contro quella donna tenuta vestita con pochi abiti e costretta a vivere in una verandina senza alcuna protezione dalle temperature”. Per quanto ricostruito dalle indagini questa situazione andava avanti da diversi anni, anni in cui l’anziana accudita è stata impoverita di tutte le risorse economiche e costretta a vivere in uno stato che alla fine l’ha traumatizzata, rendendola annichilita, “lei – ha concluso il pm – era diventata il bancomat di quelle badanti”. Il processo contoinuerà il 10 luglio con l’intervento della parte civile e delle ifse delle due imputate.

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