Osteopatia pediatrica: un sostegno per la salute dei più piccoli

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La figura dell’osteopata pediatrico è ad oggi apprezzata da altre figure sanitarie e dagli stessi genitori.

Ci basti guardare la stupenda nonché unica realtà in Italia, quale è l’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, che si prende cura dei bambini a 360 gradi; ed è proprio qui che spicca la figura dell’osteopata. Quest’ultimo, avvalendosi di tecniche manuali, si approccia al bambino con estremo rispetto e delicatezza, andando a creare con lui una vera e propria sintonia.

In ospedale troviamo bambini che sono stati sottoposti a duri interventi e pertanto il post-operatorio risulta essere molto doloroso e per tale motivo, vengono somministrati loro una serie di farmaci. Ecco, allora ove si inserisce la figura dell’osteopata che con l’uso esclusivo delle mani, agendo su un riequilibrio delle tensioni fasciali, sul drenaggio di specifiche strutture, indirettamente sull’abbassamento del SNO, fa si che questi bambini abbino meno dolore e possano ridurre l’uso dei farmaci e i giorni di degenza (i dati vengono acquisiti tramite una scala del dolore che va da 1 a 10 ove 10 è il dolore fortissimo, che viene dal bimbo se grande o al genitore pre e post trattamento osteopatico).

Allora perché affidarsi all’osteopata?

L’osteopatia è una medicina manuale, complementare ad altre figure sanitarie, che si avvale dell’uso delle mani per togliere quelle tensioni connettivali, disfunzioni di viscere, contratture muscolari, createsi a seguito di traumi (dalla caduta, al parto difficoltoso, al trauma emotivo).

In quali casi è utile?

Nel post-operatorio per ridurre il dolore e l’uso eccessivo di farmaci; nelle condizioni di parafisiologia quali: coliche neonatali, stipsi, disturbi del sonno, di suzione, posturali( atteggiamento scoliotico, piedi piatti), torcicollo, plagiocefalia, pre-operatorio per preparare i tessuti all’intervento, aderenze cicatriziali.

Ha controindicazioni?

La risposta è NO.

Perché portare vostro figlio a fare un trattamento osteopatico?

Perché si è visto che schemi posturali alterati nell’adulto che gli creano dolore, sono già presenti in quel dato paziente da quando era bambino. Pertanto, se si tratta il soggetto quando ancora ha tra gli 0 e i 16 anni, è possibile togliere completamente schemi posturali alterati, che sennò si porterebbe dietro nella vita adulta andando ad esplicarsi con l’insorgenza di dolori muscolo-scheletrici, viscerali.

Meglio prevenire che curare!

A cura di Silvia Cantoia D.O MSc.Ost.UK , tirocinante presso SIOP meyer (FI)

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