“Casa degli orrori” a Castellammare, condanne pesanti per torture e maltrattamenti

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Sono stati condannati gli imputati del processo “Casa degli Orrori”, condannati il proprietario della struttura e due operatrici per maltrattamenti e torture. L’anno scorso, con il rito abbreviato, condannata anche l’altra proprietaria Rosanna Galatioto. GUARDA IL VIDEO

TRAPANI. Sono stati condannati questa mattina dal giudice Monocratico Dott. Franco Messina del Tribunale di Trapani, gli imputati del processo scaturito dall’Operazione “Casa degli Orrori” del novembre del 2017 a Castellammare del Golfo. Le accuse nei confronti dei quattro arrestati sono state confermate in dibattimento e il giudice ha condannato gli imputati per maltrattamenti aggravati, sequestro di persona e torture. Per quest’ultimo reato si tratta di una delle prime sentenze in Italia. Nello specifico sono stati inflitti 9 anni per Cerni Matteo, 9 anni per Rizzo Maria Antonietta, 7 anni per Bosco Anna Maria e il divieto di prestare attività lavorative con minori e anziani, la sorveglianza speciale per un anno dopo l’espiazione della pena e il pagamento delle spese di costituzione degli anziani costituitisi parti civili. Confermate le pene richieste dal Pubblico Ministero. Il risarcimento danni sarà definito in sede civile. Tra le parti civili gli avvocati Mario Sanacore, Dario Mannina, Gaspare Benenati, Manlio Gervasi, Leonardo Palagonia, Giusy Barone, Giuseppe Masaracchia e Gabriella Giacalone. Per il Comune di Castellammare del Golfo e le associazioni “Codici” e “Defentio” gli Avvocati Vincenzo Catanzaro, Vincenzo Maltese e Rosalba Grillo.

Per l’altra imputata, Rosanna Galatioto, l’anno scorso è arrivata la condanna con il rito abbreviato a 6 anni di reclusione, emessa dal Gup del Tribunale di Trapani giudice Emanuele Cersosimo, per i reati di maltrattamenti aggravati, sequestro di persona e torture.

Le intercettazioni e i video raccolti dagli uomini della Compagnia dei Carabinieri di Alcamo, guidati dal Capitano Giulio Pisani, e dalla stazione di Castellammare del Golfo coordinati dal luogotenente Luigi Gargaro, fecero scoprire le angherie cui erano sottoposti gli anziani della struttura: schiaffi, pugni, e maltrattamenti anche nei confronti di anziani inermi e malati. Secondo il Gip che dispose l’ordinanza di arresto si trattava di “torture difficili da immaginare”, nello specifico “trattamenti disumani e degradanti che si spingono a forme di deprivazione sensoriale tipiche della vera e propria tortura.” In particolare si accanivano nei confronti di una 90enne malata e non autosufficiente che spesso urlava e cercava di porre un freno alle violenze che, per paura, non raccontava ai figli e ai nipoti. “Sono sicura che si tratta di mia madre, ha 90 anni ed è stata operata da poco al braccio e dal video sembra proprio lei. – sottolineò una delle figlie ad Alqamah.it il giorno degli arresti – Devono pagare e buttare le chiavi del carcere, noi ci costituiremo pare civile.” La casa di cura, che si divide in più piani, si trovava all’interno del condominio “Quadrifoglio” in via Segesta. “L’indagine parte da una nostra iniziativa, rivolta alla tutela delle fasce più deboli. – disse ad Alqamah.it il Comandante della compagnia dei carabinieri di Alcamo Giulio Pisani – Abbiamo raccolto diverse voci dei cittadini che ci hanno portato ad approfondire questa struttura. Dalle testimonianze abbiamo deciso di approfondire con un’indagine più tecnica. I comportamenti dei titolari erano molto ambigui”.

Oggi la “Casa di Cura Rosanna” ha una nuova gestione e gli anziani stanno bene, circondati dall’amore delle nuove operatrici e dei propri familiari. Tantissimi volontari di Castellammare, in diverse occasioni, hanno organizzato attività all’interno della struttura per aiutare gli anziani a dimenticare le violenze e le torture.

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Emanuel Butticè
Emanuel Butticè. Castellammarese classe 1991, giornalista pubblicista. Laureato in Scienze della Comunicazione per i Media e le Istituzioni all’Università degli Studi di Palermo con una tesi sul rapporto tra “mafia e Chiesa”. Ama viaggiare ma resta aggrappato alla Sicilia con le unghie e con i denti perché convinto che sia più coraggioso restare.